In tempi di peste...

In tempi insoliti ci si organizza come si può e anche il teatro, per non soffocare nei locali chiusi ormai da tre settimane, privato del suo pubblico e della sua comunità, come una fiamma senza ossigeno, si infila nella rete, una rete che stavolta non imprigiona ma può liberare. Così, in una proliferare baluginante di contatti, virtuali forse ma talvolta quasi forti come quelli fisici, anche il teatro cerca di ritrovare la strada del suo pubblico, novello Pollicino che può percorrere a ritroso il sentiero verso casa usando i segnali che già erano stati anticipati e promessi. Con il teatro, la cultura in genere oggi si infila (finalmente direi!) nei “social”, e allora ecco i più famosi musei che aprono le proprie sale ai visitatori virtuali riempiendo la piattaforma che il Ministero ha potenziato appositamente, e allora ecco che per molte realtà artistiche e produttive quei canali aperti finora soprattutto per la semplice visibilità e promozione si trasformano in inaspettati prosceni, utili anche, ci auguriamo, a mantenere o

aprire fonti anche economiche di sviluppo. E non parliamo solo del teatro di innovazione o di ricerca, in quanto anche i paludati Enti Lirici si sono messi a correre e percorrere, a fianco di siti archeologici, archivi e biblioteche storiche e novelli scarozzanti carri di Tespi, questi sentieri.
Per parlare di una realtà a me vicina, ad esempio, il Teatro Carlo Felice ha avuto la 'felice' idea di riproporre in streaming la sua ultima produzione, e pensare che solo qualche tempo fa anche solo l'idea di filmare gli eventi era vista con diffidenza.
Al suo fianco il Teatro Nazionale di Genova che ha riproposto e riproporrà sulla sua pagina facebook alcuni spettacoli di sua produzione, continuando così ad essere presente e interno alla vita della città.
Seguendo la vocazione di questo nostra rivista on-line, una delle prime e più conosciute in rete, e pescando dunque, anche un po' a caso, in questo florilegio di iniziative e di progetti, segnalo quello, a mio parere interessante, del Teatro Pubblico Ligure, realtà produttiva cresciuta molto tra le due riviere in questi anni, e della milanese e ben conosciuta Compagnia Corrado D'Elia, iniziativa che suggerisce con gusto e misura il “buen retiro” creativo narrato a suo tempo da Boccaccio, mentre infuriava un'altra e più grave epidemia.
Ogni giorno, in questa villa virtuale, un artista è chiamato ad una breve narrazione che non ha direttamente riguardo alla condizione in cui “coronavirus” ci ha messo tutti, ma che recupera frammenti di creatività utili a non farci dimenticare che l'umanità, come condizione e storia, è certo fragile ma anche capace di consapevolezza positiva, è capace cioè di voltare pagina.
Tutto è cominciato il 9 marzo, con Gabriella Greison e la poesia di Charles Bukowski, e oggi, decimo giorno è stata la volta di Dario Vergassola con il suo racconto “Avventura straordinaria al mercato cittadino”.
Certo non è questa cosa qua il teatro, che è anche incontro e sensazione fisica insostituibile e non virtualizzabile (orrendo neologismo), ma ...in tempi di peste... è pur sempre qualcosa di buono e andava fatto.
Per chi vorrà allora, sui siti del Teatro Pubblico Ligure e della Compagnia Corrado D'Elia, ovvero sulla pagina facebook “raccontiintempodipeste”, troverà tutti i racconti proposti, oltre ai già citati, nell'ordine da Mariangela Gualtieri recitata da Giuseppe Cederna, dallo stesso Giuseppe Cederna, da Paolo Graziosi, dal musicista Michele Sganga, da Maddalena Crippa, dal trombettista Giovanni Falzone, da Mario Incudine, da Tullio Solenghi, da Luigi Marinelli e da Piergiorgio Odifreddi.

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