Teatro Parenti on line

Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità. Convertire le difficoltà in risorse e opportunità, è l’insegnamento di Einstein, è il regalo che possiamo fare a noi e alle persone che amiamo e che sono, in questo momento, lontano. Possiamo comunque occuparci di loro dedicando pensieri, scritti e conversazioni a distanza. È quello che sta accadendo al Franco Parenti, sia pure nello sconforto di non poter continuare a seguire il pubblico del suo teatro, la direttrice conversa da lontano con gli spettatori. Tutto con la consapevolezza che la tecnologia non potrà sostituire il teatro, perché il teatro è un momento che vive nella sua unicità ed è un “atto unico” che si compie dal vivo.  È possibile vedere i racconti di Andrée Ruth Shammah sulla playlist YouTube  “#CasaParenti”. Pillole video piene di flashback, episodi inediti della sua vita artistica e personale, ora pubblicati on line anche in forma di podcast sulla piattaforma spreaker.it. Entrando nel sito del teatro si possono vedere le altre le

iniziative in corso. Saranno on line: una intervista ad Andrée Ruth Shammah andata in onda nel 2018 su Rai 5, dedicata al rapporto con Giovanni Testori (martedì 7 aprile), l’intervento video inedito di Massimo Recalcati nell’ambito dell’iniziativa Connessioni Digital Edition dal titolo “Rispondere al trauma”, organizzata da Fastweb in collaborazione con il Franco Parenti (giovedì 9 aprile) e  Opera Panica - Cabaret tragico di Alejandro Jodorowsky, uno spettacolo mai pubblicato on line (sabato11 aprile).
I racconti di Andrée Ruth Shammah procurano in chi ascolta il desiderio e la voglia di far emergere, sia pure nella difficoltà, opportunità di condivisioni e di futuro. Necessario coltivare questa forza in noi, anche durante la quarantena. È una parola che cura, quella di Andrée, perché fa riflettere e dà forza. Tra gli episodi che alimentano il flusso della sua memoria, scopriamo il primo incontro con Giovanni Testori, presentatole dal padre Albert e la straordinaria esperienza come assistente di Eduardo De Filippo. Non mancano aneddoti divertenti come quelli con Valentina Cortese e Gianni Valle, belle le parole dedicate a Rosa Di Lucia attrice, originale ed eclettica. L’iniziativa è nata nell’ambito del progetto “#difficoltàinOpportunità” lanciato da Cultura Italiae, una piattaforma on line con l’obiettivo di creare uno spazio collettivo di impegno progettuale condiviso, civico e sociale. Tra gli altri personaggi coinvolti in Davide Rampello, Stefano Boeri, Carlo Cottarelli. Andrée Shammah racconta e ci affascina nella sua capacità di dipingere un mondo raccontandolo brevemente (che poi è quello che fa la drammaturgia). Parla delle parole del palcoscenico quelle buone ma anche quelle maligne che diventano spiritelli e animano un teatro, vogliono diventare vita, spettacoli. Tanti gli interrogativi che cosa accadrà al teatro? Come farlo rivivere dopo la quarantena? “Mi sforzo di essere serena ma mi sforzo per il pubblico perché so che il Parenti è stato amato dal pubblico e non voglio deludere chi ha vissuto questo teatro come se fosse la propria casa”. I teatri sono luoghi di vita, luoghi dove le persone ritrovano parte del sé dimenticato e hanno possibilità di aprirsi agli altri. Una volta Eduardo disse “Dove vanno le parole che non vengono recitate?”. In nome di queste parole la direttrice del Franco Parenti fa rivivere questi ricordi, regala a tutti noi la consapevolezza che occorre andare avanti e pensare a nuove forme di teatro, bisogna comunque continuare a lavorare, ognuno ha il suo destino, ognuno deve vivere e lavorare per rendere viva e pura di bellezza la propria casa teatro, anche nelle difficoltà, chiudersi nel silenzio abbandonarla sarebbe atto di generosità. Racconta di quando andò a lavorare per Eduardo e lui, a conclusione della collaborazione, le disse proprio questo. “Torna nel tuo Teatro” e così fece tornò per aiutare Franco Parenti che nel frattempo aveva avuto un brutto incidente e aveva bisogno di lei. Che cosa impariamo da questi racconti? Fai quello che puoi, con quello che hai a disposizione e aggiungerei lotta e resisti sempre. Ben vengano allora questi ricordi narrati con con tanta umiltà per ripensare anche al teatro.
Quale teatro nel tempo del dopo? Un teatro per ogni età. Il teatro funziona quando piace anche ai bambini, perché deve regalare autenticità e realtà, non solo esibizione, quando i teatri si riapriranno bisognerà fare teatro per stupire, fare teatro per bambini di tutte le età. Trovare una potenza espressiva diversa. Questo non vuol dire diventare solo tecnologici, anzi meno, usare la tecnologia per quello che è, un mezzo per arrivare agli altri e nel frattempo crescere, leggere, vivere Quale futuro per il teatro? Può esistere un teatro nel distanziamento sociale, come sarà possibile fra attori? Tutte le ipotesi sono aperte. Sarà fondamentale mettere in campo tutta la nostra umanità. Creare ovunque e sempre la meraviglia del teatro. Pensando che il fuoco del teatro è in sala...Che repertorio si potrà pensare? Perché non si potrà ricominciare come se nulla fosse accaduto. La domanda resta aperta per tutti noi. Tutte le cose belle che creeremo dopo, saranno sviluppo di qualcosa bella che abbiamo dentro, in questo è il “bel contagio”. Il teatro è qualcosa di fragilissimo e allo stesso tempo potente, la sua potenza è di saper andare nel futuro Andrée ricorda e racconta e ci spinge a lottare, sullo sfondo, gli alberi con le prime gemme, il colore dei fiori e i capelli vaporosi a volte mossi da una leggera brezza... muoversi verso e per gli altri questo il senso del teatro, portare avanti la parola dei giganti e coltivare le parole che verranno. Che fare, quindi? Prepararsi al volo

Milano, Teatro Franco Parenti; 9 aprile 2020

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