L'estate del Teatro nazionale di Genova

A una settimana esatta dal via libera normativo e a 100giorni dall'ultima apertura di sipario, il Teatro Nazionale di Genova, che mai peraltro aveva abbandonato, come ci disse in una recente intervista il suo Direttore Artistico, un suo intenso lavoro di progettazione e, per quanto possibile, programmazione, si ripresenta al suo pubblico in un evento che va oltre la consueta conferenza stampa per assumere i tratti di una chiave tonale per armonizzare il suo futuro prossimo e anche quello più lontano. “Ritrovarci! Lo spettacolo più bello”, che segna questo incontro, non è un semplice slogan, un hastag virtuale, sottolinea Davide Livermore, ma una dichiarazione programmatica, la fine di un cammino, quello nella quarantena, e insieme l'inizio di un nuovo percorso. Si comincia il primo luglio con la ormai tradizionale Rassegna di Drammaturgia Contemporanea, solo in parte ridimensionata, anzi semplicemente divisa tra estate, con tre monologhi o spettacoli a due/tre personaggi, e l'autunno con gli ultimi due. Mai come quest'anno, peraltro, la “Rassegna” è in grado non solo di svolgere la sua tradizionale funzione di vetrina di nuove proposte italiane ed europee, ma soprattutto di rappresentare

una sponda per i giovani autori ed attori che più sono stati colpiti dalla chiusura, riattivando finalmente un meccanismo di normalità ed una prospettiva concreta nelle condizioni di lavoro.
Il programma di luglio appare, per questo, assai equilibrato nelle scelte, con spazio alla drammaturgia nazionale e a molte interpreti e registe donne, presentando nell'ordine, “Fly Me to the Moon” della nord-irlandese Marie Jones, “Io amo la morte, come voi amate la vita” del franco-algerino Mahamed Kacimi, e infine “Per le parti di lei che sono mie. Tre donne, tre delitti” tratto da tre racconti di Maurizio de Giovanni.
Insieme a questo prenderà il via, dal 25 giugno al 29 luglio, la rassegna “Homo Ridens, reading seriamente comici”, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova, il cui presidente Luca Bizzarri era presente alla conferenza stampa, che prevede letture di pillole comiche  di diversi autori, con sei appuntamenti negli spazi aperti dello stesso Palazzo Ducale.
Ma la vera novità dell'estate del “Nazionale” di Genova, peraltro già anticipataci dal Direttore Davide Livermore nell'intervista citata, è rappresentata dal progetto “TIR – Teatro In Rivoluzione”. Un camion dunque, come dice lo stesso titolo, che circolerà per tutta la regione, come un pianeta nella sua orbita, creando teatro anche dove il teatro non ha ancora spazio.
Ripresa di una felice iniziativa dello stesso Livemore, quando dirigeva il Palau Des Artes di Valencia, la “rivoluzione” comincerà con l'operina mozartiana “Bastiano e Bastiana” già allora  sperimentata, e ora in collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova. Seguiranno drammaturgie, concerti e spettacoli vari su questo strano palcoscenico completamente autonomo, una vera e propria macchina teatrale.
Ma, va sottolineato, non si tratta qui di portare un teatro preconfezionato in giro per la Liguria, come una sorta di “decentramento”, ma di rendere quel camion, e ciò che lo ispira, una nuova fonte surgiva per “creare” teatro laddove si fermerà, per fare cioè degli spettatori, tradizionali o conquistati, una nuova comunità.
Già quaranta Comuni del territorio regionale sono stati contattati e presto il percorso di questo viaggio, che inizierà il 29 luglio, sarà completato.
D'altra parte queste due ultime iniziative mettono in evidenza quella che appare come una novità, e non solo per Genova e la Liguria, la novità di Istituzioni culturali pubbliche, tra le più importanti in Italia, che creano una vera e propria rete di iniziative sinergiche destinate ad approfondire la loro presenza nella vita regionale, a conquistare nuovo pubblico e a mantenere desta l'attenzione e accesi i riflettori sul fare cultura a Genova e in Liguria.
Si tratta, secondo il sovraintendente del Carlo Felice Claudio Orazi, di un progetto da portare all'attenzione del Ministero perché destinato ad essere un esempio a livello nazionale per la sua capacità di innescare un circolo virtuoso, anche economico, tra produzioni e loro accoglienza nel pubblico più diverso.
Tutto questo, ha concluso Livermore, vuole rappresentare una sorta di “gioiosa chiamata alle arti per gli attori e gli artisti del nostro territorio e ci permetterà di offrire arte e bellezza al nostro pubblico nelle piazze di Genova e della Liguria”.
Con i già citati hanno partecipato all'evento: Ilaria Cavo, Assessore alle politiche culturali della Regione Liguria, Barbara Grosso, suo omologo al Comune di Genova, Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova, Giorgio Gallione consulente artistico del teatro, Andrea Porcheddu, curatore con Gallione della “Rassegna di drammaturgia Contemporanea”, e i tre registi della rassegna stessa, Barbara Alesse, Mercedes Martini e Carlo Sciaccaluga.
Appuntamento a fine settembre per la presentazione della nuova stagione, che si prospetta, date le premesse della chiave tonale, piuttosto vivace.

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