Le parole non dette

Cendic Centro nazionale drammaturgia italiana contemporanea avvia il progetto LE PAROLE NON DETTE filmato di voci per le vittime del Covid19


Morti silenziose, commiati senza parole né fiori. Nomi dispersi nella cenere.
Questo il solco lasciato nel nostro Paese dalla ferita del Covid 19.
Tra le zone d’Italia, la Valle Seriana la più colpita.
Nel mese d’ottobre di quest’anno il Sindaco di Bergamo, la città forse più colpita dal Covid 19 ha
già predisposto una serata civile per celebrare gli assenti di un addio senza voce.
Il CENDIC ha risposto all’appello. Invita pertanto gli autori a partecipare a un contest da
mettere in rete, in cui ognuno sia allo stesso tempo autore e performer, un autoscatto nella scena di casa,
creando in tal modo un video da caricare sulla pagina Facebook dedicata entro il 15 agosto p.v., nelle
forme adatte ai mezzi, alle competenze, ai gusti di ognuno. In questo modo, l’intento è quello di essere vicini
agli assenti, immedesimandoci nel loro panico, nella loro impotenza, nella loro rassegnazione finale, così
come nello sconcerto, nella disperazione, nella rabbia di chi ha vissuto, sulla propria pelle, una simile
lacerazione. In una parola, ridare loro un nome pubblico oltre che privato.
Non è in palio alcun premio o riconoscimento, anzi in quest’anno così difficile per tutti e per il
nostro teatro il progetto in ricordo delle vittime del Covid 19 “sostituisce” con un esempio di teatro civile il
Premio di Drammaturgia Cendic Segesta.
La pagina che verrà realizzata sarà una piazza, un simbolo di testimonianza e vicinanza alle persone
scomparse, un luogo di riflessione sulla vita e sulla morte, sulle condizioni di alienazione che la pandemia ha
provocato, un oratorio laico di ritrovata umanità ed empatia in questi tempi di separazione e diffidenza,
parole e voci da donare alla Memoria di una frattura umana epocale.

SONO RICHIESTI
1) Video della durata massima di 3/4 minuti (inclusi eventuali titoli). Girati in orizzontale e nella
migliore risoluzione di un telefono cellulare o di una telecamera.
2) Il filmato potrà essere monologante o dialogico, parlato o cantato.
3) L’audio dovrà essere nella massima qualità.
4) Se ci saranno musiche dovranno essere libere da diritti.
5) Nel caso di musiche originali sarà cura dell’autore specificarlo escludendo il CENDIC da qualsiasi
responsabilità legale.
6) In caso di controversie legali il Cendic rimuoverà il video con le musiche contestate.
7) Ogni partecipante al contest scriverà e girerà il video in completa autonomia. Dovrà caricarlo sulla
pagina Facebook dedicata, al link https://www.facebook.com/Le-Parole-non-Dette-
101113914995128/?modal=admin_todo_tour , entro il 15 agosto p.v.
8) La pagina rimarrà on line nella sua interezza con tutti i video caricati.
9) Per ulteriori manifestazioni di ricordo in altre regioni e città italiane, organizzati da singoli e/o
associazioni, amministrazioni pubbliche, festival etc., sarà a cura e discrezione di questi effettuare
una selezione tra i video prodotti dal CENDIC per eventuali proiezioni.
10) La partecipazione al contest implica una liberatoria gratuita a favore del Cendic, sia per la diffusione
della pagina facebook e dei suoi contenuti su ogni canale o piattaforma web di diffusione, sia per le
proiezioni nelle manifestazioni suddette, sia per la realizzazione di un prodotto video in forma di
lungometraggio da parte del CENDIC.
11) In quest’ultimo caso, laddove per questione di minutaggio e/o per esigenze artistiche si rendesse
necessario operare una selezione tra la totalità dei video pervenuti, quest’ultima sarà a cura del
comitato organizzativo della “Giornata del Ricordo” e soprattutto della regia.
12) A tal fine ogni autore invierà una copia del presente bando, contestualmente al caricamento del
video, con data e firma “per accettazione” all’indirizzo mail del Cendic: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Non poter accompagnare la persona cara in ospedale, non poterla assistere né salutare né seguirla nel luogo
del riposo finale. Sono, queste omissioni, questi rituali mancati, ferite immedicabili in chi resta. Ferite che
rendono il lutto un’operazione ardua. Si pensi alla piccola madre nei Malavoglia verghiani, la Longa, che
non riesce a dormire la notte pensando al corpo del figlio sparito nelle acque di Lissa senza aver ricevuto una
sepoltura consona.
    
  A Bergamo e dintorni, e nel Nord Italia in generale, nei mesi scorsi è avvenuto qualcosa di simile o
forse di peggio, uno strazio più grave di quello patito dalla contadina siciliana alla fine dell’Ottocento. Là
non si potevano infatti raccogliere i resti di un uomo, e di un giovane in più, qua viceversa si sono smaltiti
quali ingombranti rifiuti i resti di decine di migliaia di persone senza potersi inserire nell’ultimo saluto.
Uno cento mille Vajont nel 2020, non solo flagello della natura matrigna, ma forse (in corso nel
frattempo le indagini della magistratura) irresponsabile miopia, nel corso degli anni, da parte di chi era
preposto al governo del servizio sanitario.
Il Cendic si prova ora a sollecitare a quanti lo desiderano un contributo per esprimere un sofferto ma
doveroso dialogo di congedo, quasi un risarcimento, alle tante vittime. Ideale sarebbe che ognuno dei morti
ricevesse un breve profilo, sì, che venisse cantato e tolto all’orribile anonimato di un’uscita di scena
collettiva, silenziosa perché costretta dalle norme igieniche anti pandemia, per tutelare i vivi. Ideale sarebbe
insomma, potendolo, riproporre una moderna versione del ritratto-epitaffio, come nell’Antologia Palatina,
epigrammi di poeti greci compilati a Bisanzio verso la metà del X secolo, o nella novecentesca Spoon River
Anthology che Edgar Lee Masters consegnò alle stampe tra il 1914 e il 1915, ovvero proprio all’inizio del
massacro della Grande guerra. Che fossero loro a parlare, a raccontarsi come nella Our town di Thornton
Wilder, del 1938, anche qua prima di una ennesima ecatombe militare. Singolare come spesso l’arte risulti
profetica.
Il prossimo anno – possibilmente il 22 febbraio 2021, giorno della morte della prima vittima a
Vo Euganeo - il CENDIC ha intenzione di organizzare una proiezione de “Le parole non dette -
Filmato di voci per le vittime del Covid 19”, presso il Teatro di Roma (con l’eventuale partecipazione
degli altri partners del Premio di Drammaturgia CENDIC – Segesta).
Sarà un’occasione per riannodare i molti fili che l’irrompere della pandemia da coronavirus ha
spezzato: per parlare insieme delle ferite lasciate dal Covid 19, per riflettere sullo stato attuale del
teatro italiano e per riprendere il cammino del CENDIC e del nostro Premio di Drammaturgia, sia
riguardo all’allestimento dei testi vincitori nel 2018 e 2019, sia per annunciarne la nuova edizione
2021.

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