Pandora

Eccomi finalmente ritornata a teatro dopo la chiusura. Sono seduta in un angolo della platea: fila M posto 24, accanto alla parete in muratura che ricorda le origini di questo storico teatro milanese. Accanto a me c’è un libro luminoso, idea originale per garantire il distanziamento fisico.  Lo spettacolo si intitola Pandora e fa parte di una rassegna dedicata alle nuove voci teatrali, è una drammaturgia fisica di Giulia Tollis, si svolge in un bagno pubblico dove varia umanità si incontra e scambia qualche verso, qualche canzoncina, poche parole. Un bagno pubblico che diventa il contenitore di tutti i mali che si riversano nel mondo. Tutto come nel mito: Pandora aveva ricevuto da Zeus un vaso raccomandandole di non aprirlo, ma la ragazza era curiosa, non seppe resistere alla tentazione e così facendo liberò tutti i mali del mondo, per nostra fortuna la speranza non fece in tempo a uscire. All’umanità non si nega la speranza e anche al teatro: nel finale, un piccolo uomo, un borghese piccolo, piccolo,

recupera, gli occhiali smarriti all’inizio della rappresentazione. Il cerchio si chiude c’è un barlume di speranza per tutti, la luce arriverà se sapremo guardare con occhi nuovi la realtà. Che cosa accadrà dopo la pandemia? Testo carico di metafore sociali. La regia di Riccardo Pippa dinamica e incisiva svela ogni male, ogni nudità.  Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza, abili e fantasiosi nei loro personaggi, rapidi nell’entrare e uscire dalle micro storie che vengono rappresentate. Il Teatro dei Gordi continua abilmente la ricerca di un linguaggio, fatto di movimento, armonie gestuali, oggetti simbolici, travestimenti, maschere, musica. Lo spettacolo fa parte della rassegna CAMPO APERTO, una manifestazione che attraverserà tutta la stagione, incrociando artisti e compagnie note e meno note, soprattutto giovani. “Diritti civili, futuro, tecnologia, intelligenza artificiale, social media, amore, dolore, famiglia, vecchiaia, immigrazione, lavoro, totalitarismi moderni ed ecologia tra i temi affrontati dalle compagnie. I linguaggi utilizzati sono i più vari tra prosa, reading, stand up comedy, teatro fisico, danza, sport, acrobatica e video e spettacoli virtuali a distanza.” A Pandora seguirà OPERA PANICA XL - Nuovo Cabaret tragico di Fabio Cherstich da Jodorowsky (6 - 14 ottobre - Sala Grande), l’esperimento on line di Andrea Rizzolini UN FILO INVISIBILE (12 - 16 ottobre) sul tema della distanza e della separazione amplificata da social media e  tecnologia con gli spettatori collegati su Zoom; UN POYO ROJO con le coreografie di  Luciano Rosso, Nicolás Poggi e la regia di Hermes Gaido (15 - 18 ottobre - Sala Grande), un’opera che, a partire dal linguaggio del corpo, esplora il mondo contemporaneo, confrontandosi con il movimento e le sue interpretazioni. E poi ancora FAMMI UN’ALTRA DOMANDA - Una ribellione in 18 chat di Sciami Cromatici (21 - 31 ottobre - Sala Tre) un’indagine critica e poetica sui paradossi dell’immaginario tecnologico e l’esperimento tra teatro e antropologia di DOMESTICALCHIMIA con La banca dei sogni dei (31 ottobre - 6 novembre Sala AcomeA). Andiamo dunque a teatro, insieme o da soli, sarà sempre un’esperienza viva, come guardare negli occhi la persona amata.

Milano, 4 ottobre, Teatro Franco Parenti
Produzione Teatro Franco Parenti / Teatro Stabile di Torino / Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con Teatro dei Gordi

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