L’archivio Franco Scaldati

Non tutti i mali vengono per nuocere. Cominciamo con un po’ di ottimismo. Proprio così. Dopo mesi in attesa di notizie certe che viaggiavano tra le stanze degli ambienti teatrali, il pubblico di studiosi e artisti può finalmente gioire: il materiale documentario, donato dai figli del grande drammaturgo e attore siciliano Franco Scaldati, approda a Venezia, presso la Fondazione “Giorgio Cini”. Ci si chiede, dunque, perché gioire di un trasferimento forzato che porta lontano dall’isola documenti preziosissimi, mostrando il lato oscuro delle politiche artistiche e culturali che fanno piombare la città di Palermo nel baratro della critica sollevata dagli stessi artisti palermitani e siciliani, soprattutto quelli artisticamente e affettivamente vicini a Scaldati. Gli stessi interrogativi sono emersi attraverso le parole di Alberto Samonà, Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, del maestro Mimmo Cuticchio, dell’amico fraterno Melino Imparato, della commossa attrice scaldatiana Egle Mazzamuto, ma

soprattutto attraverso le parole del figlio, Gabriele Scaldati. Quest’ultimo apre l’evento di presentazione della creazione dell’Archivio Scaldati, momento organizzato dalla Fondazione Cini di Venezia, luogo in cui è confluito tutto il fondo per volere della stessa famiglia – i due figli e la moglie – evento svoltosi in diretta streaming il dieci novembre 2020. La diretta è stata registrata e sarà sempre visibile sul canale youtube al link https://www.youtube.com/user/FondazioneGCini/, lasciando traccia della prima tappa di un percorso complesso e indispensabile che rende finalmente onore all’artista palermitano.
Non tutti i mali vengono per nuocere, dicevamo. Ebbene, in un periodo di costrizioni, di dolori e di allontanamenti, essere presenti in streaming ha dato la possibilità di partecipare, da tutta Italia e da tutto il mondo, ad uno degli eventi più importanti che permettono la conservazione e la diffusione di un patrimonio drammaturgico che avrebbe perso la sua consistenza, la sua vitalità e che si sarebbe dissolto nel tempo. Un tale lascito entusiasma non solo gli studiosi, ma anche gli artisti che potranno recuperare, leggere, reinterpretare e mettere in scena i testi di Scaldati.
Non tutti i mali vengono per nuocere, ripetiamo. La famiglia denuncia la difficoltà di depositare e conservare il fondo presso enti accreditati, istituzioni serie o accademie in Sicilia, e la sofferta, ma doverosa, decisione di trasferire tutto il materiale documentario a Venezia, dopo anni di ricerche e di dolorose perplessità, ha salvaguardato e salvato un vero patrimonio. L’amaro in bocca sembra essere una costante di questi nostri tempi, ma gli obiettivi descritti ed esposti durante l’incontro in streaming sembrano aprire uno spiraglio di certezza. A sostegno del progetto, diretto dalla Fondazione veneziana, ritroviamo le studiose Valentina Valentini e la giovane e promettente Viviana Raciti, grazie alle quali è stato possibile, negli ultimi anni, recuperare una precisa biografia e bibliografia dell’autore siciliano, senza dimenticare i contributi di numerosi studiosi e critici teatrali. Grazie alle due studiose e alla collaborazione con i loro atenei di riferimento, Università La Sapienza e Università Tor Vergata di Roma, si procederà attraverso piani d’azione accuratamente descritti da Maria Ida Biggi, Direttore dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini e docente dell’Università Ca' Foscari di Venezia, nonché moderatrice dell’evento. La digitalizzazione di testi dattiloscritti, di appunti, di diari, di revisioni degli stessi copioni, di poesie e di paratesti di fondamentale importanza, certamente appare come l’obiettivo primario, ma la finalità più importante è il progetto di un’edizione critica nazionale che possa contenere tutti i testi di Scaldati all’interno di un’edizione filologicamente accurata, speranza ambiziosa in un periodo di grave decadimento dell’editoria italiana, soprattutto quella dedicata al teatro. Questo processo comporterà la presenza e l’apporto di numerosi studiosi di diverso ambito che lavoreranno a lungo per preservare questi materiali e renderli accessibili anche in futuro. Durante la diretta, appare fondamentale l’intervento di Viviana Raciti che descrive la consistenza e le caratteristiche del fondo, ripercorrendo i processi di catalogazione, di datazione e di distinzione delle tipologie di documenti pervenuti alla Fondazione, processi delicati e oggi in atto come primo e imprescindibile approccio  (processi simili a quelli sviluppati nelle prime fasi dell’analisi del materiale documentario dell’Archivio Savioli, conservato presso il Centro Studi per il Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo di Napoli: cfr. E. Ferrauto, Cinquant’anni di teatro in Italia attraverso fonti cartacee, digitali e digitalizzate: l’archivio Savioli e i suoi paratesti teatrali, in «Misure Critiche», Edizioni Buonaiuto, Sarno (Sa), 2018; https://www.centrostuditeatro.it/categoria/attivita/archivio-aggeo-savioli/).
Emerge, inoltre, la proposta, condivisa con entusiasmo da tutti i partecipanti, di dedicare un periodo artistico, con cadenza temporale definita, alla messinscena delle opere di Scaldati: si ipotizzano, dunque, delle “Scaldatiane”, dei cicli che porterebbero sul palcoscenico le proposte di giovani compagnie e di nuovi drammaturghi, considerando quindi un progetto a trecentosessanta gradi che non escluda nessun aspetto.     
 In attesa degli esiti di questo lungo lavoro, è lecito interrogarsi se gli obiettivi e le proposte avranno come mentore solo la Fondazione Cini di Venezia o se alcuni aspetti potranno essere curati anche in collaborazione con la Regione Sicilia, con enti ed istituzioni che possano creare un ponte tra Nord e Sud. Maria Ida Biggi risponde alle volenterose proposte dell’Assessore Samonà e afferma che la Fondazione sarà disponibile e aperta a qualsiasi collaborazione
 Numerosi gli interventi susseguitisi durante la diretta, che si è conclusa con il contributo di due grandi artisti che da tempo abbracciano, mantengono in vita, incarnano la poesia di Scaldati, le sfumature della sua scrittura, il surreale dei suoi personaggi: Enzo Vetrano e Stefano Randisi.
Il prossimo appuntamento è fissato il 13 aprile 2021, giornata di studi dedicata a Franco Scaldati, in occasione del suo compleanno.

Foto da www.cini.it

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