La terra dei TiPiCi

In una solitaria, grigia, domenica di quarantena, ho avuto modo di partecipare ad un evento organizzato da TIPICI una rete di oltre 60 realtà associative artistiche e sociali, unite dalla volontà di collaborare per diffondere le iniziative. Tutto nella consapevolezza che “le pratiche artistiche nei contesti fragili possano diffondersi e contaminare la comunità cittadina, affinché tutti gli abitanti possano riappropriarsi del diritto e della dignità di espressione culturale e sociale, nonché di azione partecipata, nel proprio territorio. La parola chiave è: divèrtere, volgere altrove, cambiare rotta”. Divèrtere corrisponde anche alla gioia della creazione artistica e riflette la potenza del teatro che, inserito in contesti di fragilità e marginalità, crea opportunità e cambiamenti di rotta, sia nei quartieri che nelle persone coinvolte. Il teatro non è solo un palco, un sipario rosso, una platea...Il teatro è ovunque ci sia qualcuno che abbia urgenza di raccontare una storia e qualcuno che abbia desiderio di ascoltare

ma anche di partecipare ad un percorso di ricerca. Questo avviene nel mondo del Teatro Sociale e di Comunità dove chi viene coinvolto ha la possibilità di rivivere il proprio vissuto socializzando con altri, immaginando altre rotte, altre strade conservando e praticando stupore e meraviglia due elementi essenziali del fare teatro.
Il Teatro Sociale avviene nei luoghi più disparati, ed è anche animazione sociale, creatività; è necessario ridare valore al divertimento, nella sua concezione primaria, come azione fondamentale per il benessere della persona e la cura della comunità.
I rappresentanti della Rete TiPiCi, ci hanno virtualmente portato in giro per la città di Milano, rifuggendo le strade principali ed esplorando le vie più nascoste alla scoperta di alcune piante rare.  Queste piante sono ciò che è germogliato dai semi sparsi per la città dagli operatori di teatro sociale, coltivati insieme ai partecipanti dei laboratori.
Abbiamo potuto vedere tutti i prodotti realizzati. Li elenco perché rappresentano tappe di un percorso all’interno della città, mappa di ciò che è possibile realizzare facendo rete e mettendo in campo tutte le risorse.
Formattart: “What a Hero”: video letture dal libro realizzato durante il lockdown dai bambini del Municipio 4 e i cappelli confezionati dai detenuti costumisti di Opera Liquida - Corvetto e via Salomone in collaborazione con la Coop. La Strada.
Teatro Officina: “Teatro nei cortili e Orti Mobili” sono stati presentati nella video intervista a Daniela Airoldi Bianchi .
Minima Theatralia: “URBAN METAMORPHOSIS” video-doc del laboratorio “Kafka of Suburbia” inserito nel percorso di coesione e inclusione sociale, cittadinanza attiva che si occupa di produzione teatrale e multimediale - Affori, Bovisa, Niguarda, Comasina.
Teatrino al Rovescio: “Giovani Dentro”, sperimentazione dedicata agli over 65 per favorire la loro partecipazione e diventare promotori, insieme alla biblioteca, di attività aperte al quartiere - Affori.
Choròs Teatro e Piccola Accademia di Cascina Biblioteca: “Ad Antonino… e ai nostri pentolini!” video letture sulla disabilità non detta - Dergano e Lambro/Feltre.
Van-ghè: “Il Desiderio degli Alberi” video reading poetico con gli attori del Centro Diurno Santi Paolo e Carlo, brani da Herman Hesse - Sant’Ambrogio-Barona.
ATIR Ringhiera: “Odissea - storia di un ritorno”. Un evento teatrale di comunità, diretto da Serena Sinigaglia in collaborazione con Comunità Progetto e l'Accademia di Belle Arti di Brera - Chiesa Rossa.
Praxis: “SeguiMi!”, un progetto che unisce preadolescenti di seconda generazione e over 65 italiani residenti nel quartiere, che ospita 47 etnie diverse, per costruire una nuova narrazione del territorio e valorizzarne la complessità. Lettura dal copione scritto a più mani e video di esplorazione urbana – Segesta - San Siro.
Opera Liquida “Il Carcere e la poesia” video reading di poesie di Antonio Carlino e Vittorio Mantovani, storici attori e autori ex detenuti della compagnia - Casa di Reclusione Milano Opera (Il confine).
Le Compagnie Malviste: “Malvisti”, il fotografo Alessandro Luzio per il volume "Malvisti" frutto della messa in scena dello spettacolo realizzato per festeggiare il millennio del quartiere Figino - Video di fotografie – Figino.  
Giulia Emma Innocenti Malini (ricercatrice del CIT - Centro di Innovazione Teatrale Mario Apollonio: Università cattolica) ha presentato: "Quarta età. Esperienze di teatro sociale con anziani fragili a Milano". L'agire espressivo è più che una terapia. È l'energia della vita. È l'arte della persona. Il suo spirito. Quello che si spegne solo con l'ultimo respiro. Il Teatro sociale, diventa uno strumento per favorire momenti di crescita individuale e collettiva ma è al tempo stesso azione politica; poiché apre prospettive future. Al termine apriamo tutti i microfoni e ci salutiamo con un grande applauso e il desiderio di sentire questo caro suono dal vivo, in una platea, nelle strade, in un cortile, ovunque sia possibile compiere la magia del Teatro.

Milano, BookCity ,15 novembre 2020

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