In macchina

Il teatro entra in macchina e va nelle case attraverso altre macchine, quelle informatiche. "In macchina" formato web serie. È possibile vedere questa nuova formula teatrale nata grazie a “onLive”, un progetto con cui la Fondazione Piemonte dal Vivo accoglie la sfida del digitale e prova ad abbattere il confine tra onsite e online, con un ricco palinsesto di contenti originali gratuiti a disposizione degli spettatori. (Prossime date: 26 Gennaio e 9 Febbraio, ore 19:30 nel sito www.piemontedalvivo.it ) Il desiderio che ha mosso artisti e staff della Fondazione è quello di continuare a far vivere il teatro, nonostante le difficoltà di questi mesi, attraverso un palinsesto digitale multidisciplinare fruibile a casa propria in prima visione e on demand. Enrico Petronio, artista poliedrico e creatore del blog  My Shakespeare – Lo Zio Willy, è autore

del testo. La scrittura scenica scorre come un fiume in piena, trattando una tematica sempre attuale: l’amore. Un uomo e una donna si incontrano in un’automobile. E raccontano la loro vita, purtroppo non sono liberi di vivere i loro sentimenti, sono due amanti che vorrebbero trovare il coraggio e la forza di scappare e costruirsi una nuova vita. I dubbi, il senso di colpa li travolge, difficile abbandonarsi senza pensare agli altri. I due protagonisti Elena Ferrari e Mariano Arenella sono convincenti e recitano con naturalezza quasi cinematografica; nel video tutto si svolge come nel piano sequenza di un film in cui i due protagonisti si cercano, urlano, litigano, si arrabbiano e si amano.  Il concept di IN MACCHINA ha origine in un brano della grande Mina degli anni ’70: “Devo tornare a casa mia”. Nella struggente ballata, una donna implora l’amante di lasciarla tornare dal marito. I due attori arrivano in scena in macchina, e gran parte del dialogo si svolge all’interno della vettura. “La macchina, appunto, è il terzo personaggio, il personaggio nascosto: quella cosa in cui si sviluppa tanto della nostra vita, angolo oscuro e segreto che protegge e allo stesso tempo denuncia gli amanti e che mai come ora, in questo preciso momento storico, diventa luogo protetto in cui essere, per qualche ora, se stessi”. La macchina diventa la casa che non hanno, il luogo dei loro sogni il tenero rifugio ma anche una scatola claustrofobica da cui vorrebbero scappare per vivere liberamente il loro amore. Il progetto nasce anche grazie alla volontà degli artisti di Cabiria Teatro. Un’associazione che si occupa della produzione di spettacoli, principalmente con drammaturgie originali, creazione di progetti site-specifici, didattica teatrale. Nel sito si possono leggere la finalità del loro fare teatro: «Abbiamo unito i nostri diversi percorsi teatrali per creare drammaturgie originali che osservino le dinamiche umane e sociali che ci circondano e che ci abitano. Con i nostri spettacoli vogliamo rivolgerci a tutto il pubblico, non solo a quello “teatralmente preparato”, essendo sicuri dell’intelligenza e dell’alta capacità di ascolto di ogni essere umano che si siede in una platea». Speriamo di riuscire a farlo presto.

Milano, 15 gennaio, 2021

Email