Una direttrice per ERT

Nei giorni scorsi ho scritto una mail alla redazione bolognese di La Repubblica per segnalare un comunicato incongruo. Dal 16 gennaio 2021 è comparso sul sito di Emilia Romagna Teatro - ERT - questo annuncio: https://emiliaromagnateatro.com/avviso-di-selezione-direttore-emilia-romagna-teatro-fondazione/ E’ il bando pubblico per la selezione del nuovo direttore di Emilia Romagna Teatro, poiché il precedente, Claudio Longhi, ha accettato la direzione del Piccolo di Milano. Si cerca un nuovo direttore. Possibile che nessuno/a abbia rilevato l’incongruità del maschile “direttore”? Il bando è riservato solo agli uomini? - Ovviamente no! - risponderà qualcuno - che pignola! il maschile è genere generico, va bene anche per il femminile! No che non va bene.

Nel 1987 la Commissione Nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna e la Presidenza del Consiglio dei Ministri patrocinavano e pubblicavano il saggio di Alma Sabatini “Il sessismo linguistico”. Nel saggio si invitavano le amministrazioni pubbliche italiane e modificare il proprio linguaggio per favorire l’emergere di competenze e professionalità femminili in ambiti ritenuti finora maschili.
Si facevano anche esempi:
. architetta, avvocata, chirurga, commissaria, critica, deputata, impiegata, ministra, prefetta, notaia, primaria, segretaria, sindaca
. consigliera, infermiera, pioniera, portiera, ragioniera, assessora, difensora, evasora, revisora
. ambasciatrice, amministratrice, direttrice, ispettrice, redattrice, senatrice
. la giudice, la preside, la dirigente, la docente
Molte amministrazioni pubbliche, sia pure con calma, hanno adottato nei loro documenti le indicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E’ vero che nel 2021 capita ancora di sentire brontolamenti su sindaca, assessora, deputata: si sa la lingua dipende dalla testa ma anche la pancia della popolazione. In un paese mammone, cattolico, maschilista e poco incline alle regole, ci vorrà tempo prima che la declinazione femminile di una professione diventi normale. Con calma ce la faremo.
Ma che un Teatro stabile nazionale, il secondo d’Italia per importanza, non si preoccupi del proprio linguaggio mi è sembrato inaccettabile.
Un teatro dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di contribuire a modificare l’immaginario, in meglio possibilmente. E non solo dal palcoscenico ma anche dai suoi organi dirigenziali e gestionali.
Forse la spiegazione migliore alla domanda perché si scrive direttore, senza avvertire l’errore, senza che qualcuno, anche qualcuna, ti dia una scoppola sulla nuca mentre ti scappa quel maschile, può venire dai numeri più che dalle parole. Dalla pagina facebook di Amleta.
https://www.facebook.com/108179904392094/videos/1617900991713360
Chiunque sia interessata si candidi, il bando scade l’8 febbraio 2021.
 
Bologna 31.01.21







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