Napoli riparta dalla cultura

Scritto da Angela Villa.

Il Consiglio Civico delle Arti, in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, promuove un fitto calendario di incontri con i candidati sindaci. Si affrontano le tematiche contenute nel Manifesto delle Arti per la Cultura, redatto da una pluralità di artisti e operatori culturali, che da sempre conducono ricerca in campo culturale e sociale in una delle città più difficili e cariche di contraddizioni del panorama mediterraneo. Napoli è un Giano Bifronte sopravvive a se stessa e alle sue continue trasformazioni e questo la rende unica al mondo è una città d’arte che ha dato natali a grandi pensatori e artisti in ogni campo,  suggerisce Biagio De Giovanni, intervenuto nell’ambito dei lavori, ricca, dal punto di vista culturale ma affinché tutta questa pluralità artistica trovi una casa è necessaria una classe dirigente in grado di fare politica con competenza e senso di responsabilità,  di dare risposte, di usare risorse. Massimiliano Marotta Presidente dell’Istituto, che ha reso possibile gli incontri, con enfasi e passione introduce gli

argomenti e, nel suo intervento, mette in luce l’urgenza di una cultura che sia legata alla dimensione sociale e che abbia uno sguardo ampio nella città e oltre la città. Un incontro significativo se pensiamo alle problematiche emerse durante la pandemia e che molti, come ben evidenzia Carlo Cerciello, direttore del Teatro Elicantropo di Napoli, avevano già ampiamente e profeticamente evidenziato in più occasioni anche prima della pandemia. L’incontro è anche l’occasione per parlare della problematica degli spazi che devono essere resi agibili e donati agli artisti senza ulteriori carichi economici e con la possibilità di usufruirne subito. Questo aspetto non secondario è messo bene in luce da Lello Serao e Andrea de Goyzueta. Nei giorni dedicati agli incontri saranno illustrati tutti i punti del “Manifesto per le arti”, un testo denso e ricco di buone pratiche che nasce dopo un confronto serrato ed approfondito durato circa due mesi e che ha visto susseguirsi assemblee in piazza, discussioni on line e in presenza, un testo di polis-scrittura, redatto da una pluralità di artisti che guarda alla Polis e alla società culturale urbana e che prova ad affrontare attraverso una forma di democrazia partecipata i nodi principali delle politiche culturali della città. La campagna elettorale è in corso, che cosa si chiede ai politici a chi si candida a governare la città per i prossimi cinque anni? Si chiede di entrare nel vivo delle questioni. Si chiede di ascoltare chi ogni giorno porta avanti un progetto artistico e si ritrova a fare i conti con innumerevoli difficoltà che affossano ogni volontà di ricercare e proseguire nella ricerca. Nel  Manifesto  si possono leggere tutte le problematiche contemporanee che riguardano il mondo delle arti a partire dalla sopravvivenza dei piccoli spazi teatrali, la complessità di questo lavoro comune si può cogliere già nella premessa: “Questo manifesto nasce da un lavoro condiviso che ha visto la partecipazione attiva di decine di operatori e  operatrici culturali, artiste  e artisti napoletani, cittadine e cittadini che, attraverso dibattiti pubblici e un lavoro serrato di scambio e di confronto, hanno redatto a tante mani il  testo.  È uno strumento che si intende mettere a disposizione del dibattito pubblico sul futuro della città, che pare interrogarsi poco sul destino delle politiche culturali, nonostante la cultura sia sempre raccontata come un grande vettore di rilancio della nostra città e dell’intero paese. È un invito ad approfondire questioni che altrimenti rischiano di restare slogan da campagna elettorale. È una proposta articolata, che viene da chi ogni giorno si confronta con la difficoltà del lavoro culturale in una città del mezzogiorno e che per questa ragione ha bisogno che le istituzioni di prossimità siano operativamente vicine e concretamente presenti. Il nostro augurio è che questo sforzo di coinvolgimento e di protagonismo civico, portato avanti con discrezione e lontano dai riflettori della contesa elettorale, trovi l’interesse di chi si è proposto alla guida della città di domani, una città oggi in forte sofferenza, che per rialzarsi e ricominciare a camminare spedita avrà bisogno di accorciare sempre di più la distanza tra istituzioni e cittadini/e, tra strade, piazza e municipio, tra governo e territori”.
La Pandemia ha messo in luce problematiche antiche e ha creato ulteriore povertà. Molte realtà hanno chiuso i battenti, tante altre rischiano lo stesso destino. Per immaginare politiche culturali all’altezza di questa fase storica è necessario essere consapevoli che bisogna occuparsi di tutti, ma in particolar modo di chi è rimasto indietro, di chi non ha più ossigeno. Bisogna favorire la sperimentazione di nuovi modelli cultuali, ibridi. Inaugurare contesti inediti di applicazione delle arti. Favorire la nascita di nuovi linguaggi. Che fare? Costituire uno spazio di discussione comunitario che possa lavorare alla realizzazione degli obiettivi indicati. Uno spazio aperto, al dibattito pluritario e al lavoro comune. E' possibile seguire gli incontri  anche a distanza scrivendo a:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. il calendario è il seguente:

Gaetano Manfredi 7 Luglio alle 17
Antonio Bassolino 8 Luglio alle 17
Alessandra Clemente 13 Luglio alle 17
Sergio D'Angelo 14 luglio alle 17
Catello Maresca 15 luglio alle 17
Gaetano Manfredi 7 Luglio alle 17
Antonio Bassolino 8 Luglio alle 17
Alessandra Clemente 13 Luglio alle 17
Sergio D'Angelo 14 luglio alle 17
Catello Maresca 15 luglio alle 17

Leggendo il Manifesto si trovano ottimi spunti e suggerimenti per “agire politicamente” non solo per contemplare l’arte…come troppo spesso negli ultimi anni è accaduto.

Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici 8 luglio 2021

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