Libere donne contro la mafia

Scritto da Maurizio Sesto Giordano.

Un progetto dalle mille sfaccettature, un lavoro intenso, semplice, che racconta storie di vita e di morte. Una pièce tutta al femminile, allestita, costruita pezzo per pezzo, emozione dopo emozione, da quattro donne-attrici nel difficile periodo del lockdown. Stiamo parlando della pièce, prodotta da Schizzi d’Arte, “Libere donne contro la mafia”, testo e regia di Cinzia Caminiti, con Cinzia Caminiti, Barbara Cracchiolo, Simona Gualtieri e Sabrina Tellico. Si tratta di un atto unico che intende ribadire l’impegno sociale contro la mafia dei veli neri, della morte, che continua ad annidarsi in ogni angolo della nostra società, magari camuffata, tra stretta di mano, sorrisi ed abiti eleganti, falsamente generosa e disponibile, ma capace, come è sempre stato, di atti crudeli e violenti. Il lavoro, che ha debuttato a fine luglio al Giardino Pippo Fava di Catania, è stato protagonista poi di un mini tour a Bronte, al Castello di Carini per poi tornare al Teatro del Canovaccio di Catania nella rassegna “La Forza del Teatro”. In circa un’ora e mezza - tra

monologhi, musiche appropriate, oggetti essenziali allo sviluppo drammaturgico e movimenti coreografici che riempiono i vuoti tra una storia e l’altra, rafforzando le parole forti delle donne protagoniste – lo spettacolo parte da una attenta e scrupolosa ricerca dell’autrice su alcune donne, madri, sorelle, fidanzate, mogli, amiche (Francesca Serio e Felicia Impastato, Silvana Musanti in Basile e Rosaria Schifani, Concetta Gravina Campagna, Piera Aiello e Rita Atria, Daniela Ficarra Di Matteo e Katya Russo) di morti innocenti ammazzati e dall’esigenza di dare loro una voce.
In scena, rese con coraggio, passione ed impegno, da Cinzia Caminiti, Barbara Cracchiolo, Simona Gualtieri e Sabrina Tellico, vengono ricordate quelle donne che dopo un dolore indescrivibile e mai risolto, scelgono la loro strada ed il loro personale dolore si trasforma, si cristallizza in un preciso obiettivo antimafia. Ognuna di loro porta la propria testimonianza nelle scuole, nelle comunità, scrive libri, poesie, apre case e ne fa musei, fonda associazioni, diventa parlamentare. Ognuna di queste donne diventa simbolo e serve a ricordare che la mafia va combattuta e sconfitta con il coraggio, la comunione d’intenti. Le loro parole, i loro gesti, il loro dolore infinito, è monito per tutti: invoglia a tenere sempre aperti gli occhi, ricordandoci che in ogni momento occorre aver coraggio, non abbassare lo sguardo e camminare a testa alta per sconfiggere la mafia dei silenzi, della paura e dell'omertà.
Sulla scena solo sedie e sgabelli di legno e le quattro attrici che salgono sul palco, rigorosamente vestite di nero,  ognuna con la propria valigia, che contiene le angosce, le pene e tutti quegli oggetti che servono ad entrare nel personaggio evocato, raccontato con la magia del teatro. In apertura l’autrice Cinzia Caminiti nei panni di Francesca Serio,  la madre del sindacalista ed angelo dei braccianti, Turiddu Carnevale, ucciso da sei colpi di lupara dalla mafia a Sciara. Poi lo spettacolo si rivela per come è stato concepito dall’autrice, ovvero impegno sociale attraverso lo strumento potente ed utile del “Teatro” e vengono così ricordate le altre figure di donne simbolo. Tutte con il loro dolore, la loro rabbia che via via diventa ribellione contro un cancro della nostra società come la mafia. Nello spettacolo le azioni mimiche sono curate da Barbara Cracchiolo e Simona Gualtieri, aiuto regia è Nicoletta Nicotra, organizzazione di Sabrina Tellico, costumi della Sartoria Ina Costa.
Con la mano registica della stessa autrice, le quattro interpreti, sentono, vivono intensamente i personaggi, le donne coraggiose che rappresentano al pubblico e lo spettacolo, in alcuni tratti statico, colpisce al cuore e nonostante sia, per certi versi amaro e rievocativo di tanti dolori, risulta contemporaneamente scorrevole e carico di speranza. Pubblico, quindi, coinvolto da storie intense di donne note e semplici, che si ribellano alla mafia diventando autentici simboli. Ed alla fine gli spettatori tributano alle quattro libere, intraprendenti, interpreti i doverosi applausi.
Cinzia Caminiti, attrice ed autrice catanese, cantante di musica popolare siciliana, ricercatrice in ambito etnoantropologico, animatore socio-culturale di laboratori creativi e fondatrice, direttore artistico dell’associazione culturale Schizzi d’Arte, è nata con l’intento di promuovere e divulgare la cultura popolare siciliana. E’ sposata con l’avvocato Gianni Nicotra (anche lui musicista ed autore di musiche per il teatro) e madre della vivace Nicoletta. Ha pubblicato nel 2018 il suo primo libro, “Il pane fritto ed altre storie” - antiche ricette popolari siciliane e racconti di nonna Vincenzina di Algra Edizioni.

“Libere donne contro la mafia”
Testo e regia Cinzia Caminiti
con Cinzia Caminiti, Barbara Cracchiolo, Simona Gualtieri e Sabrina Tellico
Aiuto regia e fonica Nicoletta Nicotra
Azioni mimiche Barbara Cracchiolo e Simona Gualtieri,
Costumi Sartoria Ina Costa
Organizzazione Sabrina Tellico,
Produzione Schizzi d’Arte
Giardino Fava, Catania - Azienda Agricola Musa di Bronte - Teatro del Canovaccio, Catania - Luglio-Settembre 2021

Foto Gianni Nicotra

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