Elena tradita a Siracusa

In fondo far partire o, meglio, provare di nuovo a far partire una stagione nel grande, bellissimo e sotto-utilizzato, Teatro Comunale di Siracusa con uno spettacolo che mette insieme voci dell’antichità greca (Omero ed Euripide) e quella di un grande poeta greco moderno come Ritzos è un’operazione più che giusta. Se un segno deve caratterizzare infatti il teatro pubblico a Siracusa, questo segno non può che essere la riflessione contemporanea sul dramma classico. Una riflessione che in questa città viene praticata grazie alla presenza e alla forza culturale di un grande istituto nazionale qual è l’Inda che organizza le rappresentazioni classiche tra maggio e giugno (più di centomila spettatori a stagione), gestisce una scuola di teatro e tutta una serie di attività collaterali. Una riflessione culturale

specifica che a Siracusa necessita, come di ossigeno, di una dimensione di ordinarietà teatrale civile, colta e professionistica, senza la quale anche la presenza dell’Inda rischia d’essere sterile. Sicché appare necessaria ed è benvenuta ogni iniziativa tesa a far ripartire il Teatro Comunale. In questo contesto si inserisce “Elena Tradita”, in scena il 21 ottobre, di e con Graziano Piazza (regista e interprete) e Viola Graziosi, costruito con la consulenza drammaturgica di Luca Cedrola intorno a un ragionamento che riguarda l’essenza, il dispiegarsi, l’incidenza e le trasformazioni del mito, o di un determinato mito, nel tempo. In questo caso è la bellissima Elena a essere interpellata. Elena: moglie di Menelao re di Sparta prima, e poi dei principi troiani Paride e Deifobo. Elena che, nella credenza comune, è stata la causa della prima guerra del mondo occidentale con la conseguente, nefasta, carneficina di uomini e l’odio feroce e immortale delle donne troiane a cominciare da Ecuba. Una presenza importante nella mitologia greco-latina, un personaggio centrale per molte vicende, ma in questo spettacolo soprattutto una donna che, con una quasi inevitabile torsione pirandelliana, rivendica la sua autenticità, la sua libertà, la sua totale autonomia da giudizi e pregiudizi, maschere, accuse e dure condanne senza appello che da millenni ne hanno segnato (e sostanzialmente deturpato) la figura. Quasi senza muoversi, nello spettacolo, da ieratica e superba si trasforma a poco a poco in donna reale: fragile e tradita eppure battagliera, arguta, sensibile, consapevole e ferita, assetata di pura e semplice verità. Ad accompagnarla dialetticamente in questo sforzo di umanissima autenticità, a tenerle testa con energia e arguzia, con soggezione per quel fascino imperioso e, allo stesso tempo, con tempra capace di cogliere la sfida radicale di quella rivendicazione di libertà è, con nome greco, Kairos, il tempo opportuno, l’attimo di grazia. Ne scaturisce un dialogo teso e intenso, tagliente, colto, ironico, con mille sfaccettature di senso che i due attori sanno rendere al loro livello e ancora con interessanti intarsi di voci off tratte dall’archivio Inda. Un dialogo in cui però è soprattutto la capacità interpretativa dei due attori a essere protagonista, laddove il rischio (non sempre e non del tutto evitato) è una verbosità eccessiva, resa ancor più difficile e impervia dalla pressoché totale mancanza d’azione.

Elena Tradita. 21 ottobre, Teatro comunale di Siracusa. di e con Viola Graziosi e Graziano Piazza. Testo da Omero, Euripide e Ritzos con Echi drammaturgici di Luca Cedrola. Costumi di Maria Alessandra Giuri.

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