Il rompiballe

Un aspirante suicida abbandonato dall’amata è in una camera d’hotel con porta comunicante con un killer in abito da prete, che vorrebbe sparare a un pregiudicato scortato a momenti nell’adiacente tribunale. Le vite dei due si intrecciano quando i tentativi suicidari vanno a vuoto per maldestria e i tentativi di azione da parte del killer vengono continuamente ritardati da mille imprevisti. Il testo di Francis Veber è un grande classico della comicità internazionale (insieme alla celeberrima “Cena dei cretini”), ma assume rilevanza drammaturgica il modo in cui viene rivitalizzata sui palcoscenici dei nostri anni. Al Teatro Franco Parenti di Milano (via Pier Lombardo, 14 a Milano, fino al 9 gennaio) la regia di Pistoia-Triestino è veloce, surreale, volutamente iperbolica. Qualche allusione alla

contemporaneità, l’accento russo esilarante del prete-killer, i toni sguaiati del suicida “rompiballe”, fino alle gag da commedia dell’arte con scambi di persona e allusioni triviali. Paolo Triestino e Giancarlo Ratti funzionano molto bene sulla scena, affiatati e visibilmente divertiti nei loro panni. Si ride davvero molto, arriva al pubblico una ventata di leggerezza composta e gradevolissima che è merito del testo, certamente, ma per ampia parte è frutto delle doti attoriali e dei tempi serrati della regia.
Mai come in quest’epoca di fragilità, in cui tutte le certezze paiono sgretolarsi di fronte alle ben note emergenze mondiali, i capolavori del comico riveduti e corretti sono un balsamo per le anime e uno stimolo di coraggio da parte di un teatro che resiste nonostante tutto e tutti.
Un grazie di cuore a Andrée Shammah, fondatrice del Teatro Franco Parenti di Milano, che ha saputo raccontare al pubblico in sala, prima dell’inizio della pièce, quel bisogno di teatro più che mai vivo che la nostra epoca sta dimostrando. La sala piena, le mascherine indossate, il distanziamento sociale, la città deserta: ma il pubblico ha sete di emozioni da palcoscenico, quelle che sanno di vita vera, e non lascia soli i nostri teatri. Affrettatevi!

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