Teatro Akropolis uguale a se stesso

Scritto da Maria Dolores Pesce.

Finalmente! Dopo dieci anni di precariato sottomesso a deroghe continuamente rinnovate e dopo due anni di lavori di ristrutturazione finalmente, appunto, il gruppo di Teatro Akropolis di Genova ritrova e stabilmente ri-conquista quello che chiamerei il “suo spazio creativo”, più che un teatro e oltre un teatro con le sue mure e le sue strutture tecniche. Uno spazio da sempre polifunzionale, e in questo e per questo aperto ad una creatività multiforme e mutante, che l'efficace ristrutturazione esalta rendendo disponibili soluzioni diverse per accogliere e valorizzare ogni tipo di teatro, dalla drammaturgia di parola, alla ricerca, alla danza e alla musica, alla performance e ora anche al cinema. Soluzioni diverse nel rapporto tra palco e platea, e nella relativa capienza, in grado di dimensionare ascolto e visione in maniera innovativa e coerente con l'idea artistica che anima il gruppo diretto da David Beronio e Clemente Tafuri (in ordine alfabetico ovviamente) sin dalla sua fondazione e dai primi difficili

passi. Ora dunque un esito importante che colloca la compagnia tra le più rilevanti e interessanti non solo a livello locale e che consentirà di sviluppare ancora di più una attività diversificata, dalla produzione di spettacoli alla ospitalità di compagnie, con laboratori e residenze, fino alla fondamentale attività di studio che gravita attorno al tradizionale festival “Testimonianze , ricerca, azioni” e alla sua bella e omonima rivista e che sostiene una attività editoriale, Akropolis Libri, cresciuta intorno al lascito di Alessandro Fersen e all'approfondimento degli studi di Giorgio Colli su Nietzche (questi ultimi anche stimolo sempre rinnovato della specifica ricerca drammaturgica, al di qua e al di là del logos, di Beronio e Tafuri e degli attori della loro compagnia).
Il 30 marzo dunque l'inaugurazione di questo nuovo inizio, con la partecipazione delle istituzioni locali che si sono ben spese per questo risultato, e di quanti (tanti) che hanno accompagnato in vario modo la crescita di questa realtà che ri-anima uno storico quartiere del ponente genovese, tra studiosi, critici, organizzatori e artisti di molte realtà.
Una storia quella di Teatro Akropolis riepilogata con misura e senza retorica in un bel documentario che ha ripercorso le sue diverse tappe.
Infine, per festeggiare e inaugurare una nuova felice collaborazione con la G.O.G. Giovine Orchestra Genovese, un bellissimo concerto del giovane violinista Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio Paganini di quest'anno ed appunto incentrato e sviluppato attorno a quattro dei famosi “capricci” di Paganini.
Si è aperta così anche questa prima breve stagione di spettacoli che chiuderà a maggio, in attesa degli eventi che dal prossimo autunno, a partire dal festival, ritorneranno, per così dire, a casa.

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