Teatro degli Impavidi

Teatro degli Impavidi - stagione 2022/2023
Cuori Impavidi

Una nuova stagione teatrale, grandiosa e vitale, per “far battere i cuori all’unisono” e animare uno dei teatri più belli e accoglienti della Liguria - e non solo - dal titolo “Cuori Impavidi”: per rimettere al centro le persone, che siano artisti o spettatori, per condividere quello che è il rito più antico per la collettività in un’epoca in cui la storia, i linguaggi e i mezzi di comunicazione cambiano ad una velocità forsennata. Perchè il teatro rimane il luogo - ormai l’unico - “dove una comunità cittadina liberamente riunita si rivela a se stessa, il luogo dove ascolta una parola da accettare o da respingere” citando le illuminanti parole di Paolo Grassi, fondatore del Piccolo Teatro di Milano e dell’idea stessa di teatro pubblico in Italia.

Partirà venerdì 20 ottobre con ben nove spettacoli in doppia replica (di cui sette in prima regionale) la nuova stagione dell'affascinante Teatro degli Impavidi di Sarzana, ideata e organizzata in stretta collaborazione con il Comune di Sarzana dall’Associazione Gli Scarti, riconosciuti per il prossimo triennio dal Ministero della Cultura Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, con la direzione artistica del 37enne Andrea Cerri, ad oggi il più giovane direttore artistico di una realtà teatrale “stabile” in Italia.

Una stagione da non perdere, realizzata anche con il sostegno di Ministero della Cultura e Fondazione Compagnia di San Paolo - Bando Artwaves (per gli spettacoli in collaborazione con Fuori Luogo) e con la collaborazione di CNA La Spezia e di Confesercenti.

“E' una stagione impavida - dichiara Ilaria Cavo,  Assessore Cultura e Spettacolo Regione Liguria- perché con coraggio propone nove spettacoli tra tradizione e innovazione. E' una stagione di cuore perché mette al centro la passione per un teatro che torna a proporre un abbonamento e lo fa diminuendo i costi pur aumentando il numero degli spettacoli. E' una stagione dal respiro nazionale grazie al recente riconoscimento dal Ministero per l'Associazione 'Gli Scarti' come Centro di Produzione Teatrale di innovazione, unico caso in Liguria. Come Regione siamo dunque certi che i 'Cuori Impavidi' faranno battere di cultura un intero territorio”.

“Con l’avvio di questa nuova stagione teatrale Sarzana soddisfa la sua ambizione di grande città culturale - dichiara il Sindaco Cristina Ponzanelli - dopo un’estate straordinaria per quantità e qualità di eventi, un autunno e inverno con un Teatro che si conferma riferimento culturale dell’intero territorio e sempre più integrato alle attività e alla vita cittadina. La pandemia ha messo a dura prova la cultura del nostro paese, ma da Sarzana abbiamo voluto sempre dare un messaggio diverso che confermiamo con ancora più forza oggi, con questa nuova stagione teatrale. Con gli Scarti abbiamo cominciato un percorso ambizioso, per portare gli Impavidi ad essere sempre più riferimento culturale per l’intero territorio: le tantissime giornate di apertura, i lavori e i finanziamenti ottenuti, la presentazione di una stagione così ambiziosa già a luglio sono coerenti con una visione di ampio respiro. La bellezza dei nostri Impavidi meraviglia, come sempre, e ora non vediamo l’ora che si apra il sipario.”

“Durante gli spettacoli e le performance teatrali i cuori degli spettatori in platea iniziano a “battere all’unisono” - spiega il direttore artistico Andrea Cerri -  come conferma la recente ricerca condotta da neuroscienziati dell’Università di Parma. Siamo partiti da questa suggestione per costruire un progetto di cartellone che, come sempre, mettesse al centro da un lato il nostro pubblico che in questi anni difficili ha tenuto vivo il teatro con coraggio ed entusiasmo, e dall’altro gli artisti, scegliendo per questa edizione di ospitare attrici e attori tra i più importanti del panorama nazionale, ma anche tra i più “generosi” e coraggiosi in termini artistici. Sono “Cuori Impavidi” dunque quelli che animeranno questa stagione del Teatro degli Impavidi, sia sul palco che in platea: nove spettacoli importanti che vogliono rappresentare un ponte tra tradizione e innovazione: classici e riscritture (da Cechov a Pinter, da Dario Fo a Ruzante, da Albert Camus a Eduardo De Filippo), drammaturgie contemporanee, grandi nomi della scena italiana (tra cui Lino Guanciale, Sonia Bergamasco, Natalino Balasso, Ambra Angiolini e Arianna Scommegna, Ugo Dighero, Lino Musella). Opere e artisti che riescano ad unire popolarità è qualità, comicità e riflessione, profondità e leggerezza per far battere ancora e sempre i cuori all’unisono.”

La stagione si aprirà venerdì 20 e sabato 21 ottobre con il sorprendente e magmatico Mistero Buffo, messo in scena nella vibrante interpretazione del comico e attore genovese Ugo Dighero – noto al grande pubblico per la partecipazione a serie tv come Un medico in famiglia, già idolo a Mai Dire Gol, e con una lunga carriera teatrale alle spalle, qui prodotto dal Teatro Nazionale di Genova. La più famosa fabulazione del premio Nobel Dario Fo mostra ancora intatta la sua grande forza comica e proprio di questo patrimonio di invenzioni si fa carico Ugo Dighero, proponendo la sua versione di due celebri passi del Mistero buffo, proprio a partire da Il primo miracolo di Gesù bambino, monologo che affonda le sue radici nei Vangeli Apocrifi e diventa una parabola di popolare sensibilità. Il secondo è il travolgente La parpàja topola, tratto dal Fabulazzo osceno del 1982, storia di un contadino sempliciotto cui va in sorte l’eredità del padrone. E lui, misogino e scorbutico, si trova circondato da aspiranti spose. Una galoppata teatrale che lascia senza fiato.

Si continua mercoledì 2 e giovedì 3 novembre (in collaborazione con Fuori Luogo) con Le nozze, di Anton Cechov nella meravigliosa regia di Claudio Morganti e la drammaturgia scenica di Rita Frongia e con gli attori e le attrici del GLA, Gruppo di Lavoro Artistico del MET – Teatro Metastasio di Prato (in scena Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Ilaria Francesca Marchianò, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Arianna Pozzoli, Francesco Rotelli, Gianluca Stetur, Paola Tintinelli, Luca Zacchini). Uno spettacolo capace di riportarci alla ritualità poetica e politica del teatro, che prende le mosse dalla commedia in un atto scritta da Čechov nel 1889 e mette in scena gli invitati a un pranzo di nozze, appartenenti alla piccola borghesia russa, in un’atmosfera nella quale la voglia di “mostrarsi all’altezza” degli sposi e delle loro famiglie si scontra con le loro modeste possibilità economiche. Lo sviluppo registico di Morganti tratta questa materia di partenza come “un ibrido che nasce dall’unione tra la commedia e la farsa”, qualcosa di “grottesco, in grado di generare reazioni contrastanti, dal riso all’indignazione”, e sfrutta la sinergia degli interpreti per ricercare la bizzarra mostruosità del grottesco nei loro comportamenti.

La meravigliosa Sonia Bergamasco, tra le più importanti e amate attrici italiane -  ha lavorato a teatro con Strehler, Carmelo Bene, Terzoupulos, Antonio Latella e al cinema con Bertolucci, Marco Tullio Giordana, Silvio Soldini  -  sarà sabato 19 e domenica 20 novembre per la prima volta sul palcoscenico del Teatro degli Impavidi con Resurrexit Cassandra, figura tra le più tragiche e appassionate della mitologia greca, che vanta un dono che è insieme dannazione: conoscere il futuro ma non trovare ascolto. Uno spettacolo visionario, un assolo multimediale ideato e diretto dal regista fiammingo Jan Fabre, tra più originali maestri multidisciplinari del teatro contemporaneo. Il poetico testo di Ruggero Cappuccio affida alla voce della figlia del re di Troia un atto d’accusa contro la distruzione del pianeta. Cassandra avrebbe potuto salvare il mondo già molte volte dai disastri che l’uomo sta provocando contro se stesso e la Terra.

Torna a Sarzana giovedì 15 e venerdì 16 dicembre Michele Sinisi con Tradimenti, produzione Elsinor, Milano,  tra le opere più celebri del drammaturgo inglese Harold Pinter, Premio Nobel per la Letteratura, nella traduzione di Alessandra Serra, in un allestimento sanguigno e asciutto – a tratti violento – dove le parole non dette, i pensieri taciuti, le azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti, invadono gli spazi, irrompono con forza minando tutte le loro relazioni. La storia è appunto quella di una relazione extraconiugale ripercorsa però a ritroso, dalla sua fine fino ai suoi esordi. Ma, oltre ai due amanti c’è anche il marito di lei, nonché migliore amico di lui. Insomma, un triangolo a tutti gli effetti, dalla trama apparentemente semplice e lineare. Se non fosse che il susseguirsi dei fatti lascia piano piano spazio alla complessità d’animo dei tre personaggi, accomunati da un segreto a volte difficile da portare. Stefano Braschi, Stefania Medri e Michele Sinisi – in scena nei panni del marito tradito Robert – si muovono su una scena dominata da un enorme tabellone luminoso, costruito dallo scenografo Federico Biancalani: strumenti forse più affini ad una percezione umana del tempo, fatta di intervalli imperfetti, mai precisi.

Da non perdere il 14 e 15 gennaio Tavola tavola, chiodo chiodo..., progetto di Lino Musella e Tommaso De Filippo tratto da appunti, articoli, corrispondenze e carteggi di Eduardo De Filippo con le musiche dal vivo di Marco Vidino. Uno struggente e poetico inno d’amore all’arte scenica, alla sua fragilità e alla sua forza, dove l’Eduardo di Musella - autentico talento della scena, tra i più apprezzati della sua generazione, vincitore nel 2019 del Premio Ubu come migliore attore e tra i protagonisti della serie cult Gomorra - sembra parlare direttamente a questo nostro presente: nonostante le minacce, le difficoltà, gli ostacoli, su tutto infatti sopravvive la consapevolezza che “finché ci sarà un solo filo d’erba sulla terra ci sarà sul palcoscenico un filo d’erba finto”.“In questo tempo mi è capitato - scrive Musella nelle sue note - di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, drammaturghi, filosofi, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai; è nato così in me il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e - mano mano - ne è venuto fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie donchisciottesche condotte instancabilmente tra poche vittorie e molti fallimenti”.

Con in scena Oscar De Summa, Marco Brinzi, Alvise Camozzi, Matteo Cremon, Mattia Fabris, martedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio in scena ci sarà La Peste - Il tentativo di essere uomini regia di Serena Sinigaglia a partire dal romanzo di Albert Camus, capace di scandagliare a fondo l’animo umano attraverso il racconto di un momento estremo e di assoluta emergenza. Un’inedita versione scenica, nell’adattamento di Emanuele Aldrovandi e prodotta dal Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano - in cui emerge l’umanità di un Camus divertente, sorprendente, commovente e appassionante: l’autore francese ci guarda senza giudicarci mai, con occhi sempre nuovi per proporre una direzione possibile, un senso nel caos, un freno alla paura. L’amore, inteso comer amore laico e terreno, è l’inaspettato protagonista di questa storia, il filo che unisce le strane vicende intercorse ad Orano in un anno imprecisato degli anni quaranta. E il tentativo di essere uomini e non bestie è il più semplice e radicale senso della vita.

Si continua martedì 21 e mercoledì 22 febbraio con Natalino Balasso - già comico a Zelig, Mai dire Gol e altri programmi cult televisivi, attore teatrale ironico e raffinato -  e il suo Balasso fa Ruzante (Amori disperati in tempo di guerre) in cui l’artista riscrive l’opera di Angelo Beolco detto il Ruzante e interpreta questo nuovo testo, nato da una profonda ricerca linguistica, assieme ad Andrea Collavino e Marta Cortellazzo Wiel. Marta Dalla Via, raffinata caratterista e profonda conoscitrice delle corde espressive di Balasso/ Ruzante, dirige un ensemble affiatato, tesse i fili e i toni e calibra la vis comica con quella drammatica. «Balasso è riuscito a intrecciare una compilation di testi tratti dall’opera di Beolco re-inventando un gergo che mantenesse senso e suono dell’originale» scrive la regista. «Una drammaturgia fatta di scelte lessicali che sono, in pieno stile Ruzantiano, scelte politiche e polemiche. Un neo-dialetto obliquo, abbondante e spassoso, che rende concrete tre figure toccanti: l’amico rivale Menato, Gnua donna sottoposta eppure dominante e lo stesso Ruzante. Un uomo contemporaneamente furbo e credulone, pavido eppure capace di uccidere, un eroe comico dentro il quale scorre qualcosa di primitivo che lo rende immortale.

Un altro grande ospite a Sarzana sarà martedì 14 e mercoledì 15 marzo Lino Guanciale, volto tra i più amati dal pubblico italiano, protagonista di tante apprezzate fiction Rai, insieme a Francesco Montanari de L'uomo più crudele del mondo, testo e regia di Davide Sacco (produzione Fondazione Teatro di Napoli). Uno spettacolo che disegna l’incontro-scontro di due uomini molto diversi tra loro, eppure così simili nelle loro debolezze. Due figure recluse all’interno di un capannone abbandonato che, dall’interno, ascoltano l’eco dei rumori della fabbrica che provengono dall’esterno. Paolo Veres, interpretato da Lino Guanciale, è seduto alla sua scrivania. È lui, “l’uomo più crudele del mondo” o, almeno, questa è la considerazione che la gente ha di lui, imprenditore senza scrupoli pronto alla qualsiasi. Paul Veres è seduto alla sua scrivania, è l'uomo più crudele del mondo, o almeno questa è la considerazione che la gente ha di lui. Proprietario della più importante azienda di armi d'Europa, ha fama di uomo schivo e riservato. Davanti a lui un giovane giornalista di una testata locale è stato scelto per intervistarlo, ma la chiacchierata prende subito una strana piega. In un susseguirsi di serrati dialoghi emergeranno le personalità dei due personaggi e il loro passato, fino a un finale che ribalterà ogni prospettiva.

Ambra Angiolini e Arianna Scommegna sono in scena mercoledì 12 e giovedì 13 aprile con Il Nodo della giovane e talentuosa Johnna Adams, un intenso confronto madre/insegnante sul rapporto genitori/figli e sulle ragioni intime che generano il bullismo. Due donne forti alle prese con una questione delicata e attualissima sul mondo dell’adolescenza. Dove sbagliamo? Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Il dialogo senza veli tra le due donne potrà, forse, dare un senso al loro dolore, al reciproco e soffocante, senso di colpa ma il loro conflitto, chiama in causa tutti noi, come singoli individui e come società. Ci pone di fronte alle nostre responsabilità: per ogni ragazzo ferito, umiliato, ma anche per chi umilia e ferisce, siamo tutti colpevoli e sconfitti.

Dal 13 luglio si aprirà la campagna abbonamenti: per favorire - spiega Andrea Cerri - la più ampia partecipazione di pubblico, e grazie al contributo del Ministero della Cultura (a seguito del riconoscimento come Centro di Produzione), abbiamo scelto pur aumentando il numero e la qualità degli spettacoli, di diminuire il prezzo dell'abbonamento, che resta il modo più concreto di sostenere il teatro e la cultura del nostro territorio e inserire vantaggiose riduzioni. Punteremo inoltre sul coinvolgimento dei più giovani attraverso prezzi ancora piu agevolati per gli studenti e su un progetto pilota di critica e visione teatrale che coinvolgerà l'Istituto Parentucelli-Arzelà".

CAMPAGNA ABBONAMENTI
- DAL 13 LUGLIO AL 3 AGOSTO
periodo riservato alle conferme (o spostamento dei posti) degli abbonati alla scorsa stagione (21-22) che intendono rinnovare l’abbonamento*
*N.B.
I nuovi abbonati potranno comunque prenotare l’abbonamento anche nel periodo riservato ai “rinnovi” a partire dal 13 luglio, esprimendo una preferenza di posto. Al termine del periodo riservato ai rinnovi potremmo assegnare il posto migliore tra quelli rimasti.
    • DAL 3 AGOSTO
inizio vendita nuovi abbonamenti
    • DALL’1 OTTOBRE
inizio vendita biglietti singoli

Biglietteria aperta dal martedi al sabato 9.30-12.30 (il giovedi anche il pomeriggio dalle 17 alle 20)

Prezzi Abbonamenti 9 spettacoli

1° classe (platea e palchi centrali)
185€ intero
175€ ridotto (over 65 e convenzionati CRAL)
90€ studenti (under 19)

2° classe (palchetti semi-centrali e barcacce)
165€ intero
155€ ridotto
80€ studenti (under19)

3° classe (palchi laterali)
135€ intero
125€ ridotto
60€ studenti (under19)

Poltronissima FILA F Platea
Intero 200€
Ridotto 190€

Palco in esclusiva con nome sul palchetto (con accesso a max 4 persone)
1° classe 720€ - piena visibilità per tutte e 4 le persone
2° classe 620€ - piena visibilità per 3 persone + 1 visibilità parziale
3° classe 450 €  - piena visibilità per 2 persone + 2 a visibilità parziale

Stampa Email