Riportami là dove mi sono perso

Una giovane coppia di professionisti convive, cresce, ci prova, si ama, gioca e si batte, prova a lavorare e a guadagnare quanto serve e basta appena, divide l’affitto di un piccolo appartamento, si sostiene reciprocamente ma, quando il gioco della vita si fa duro, finisce col vacillare prima e poi disgregarsi, soccombere impotente e, inevitabilmente, lasciarsi. Raccontiamo di “Riportami là dove mi sono perso” lo spettacolo scritto e diretto da Luca Zilovich e interpretato, con energia, tempi perfetti e giusto brio, da Michele Puleio e Maria Rita Lo Destro. Lo spettacolo si è visto domenica 30 ottobre sulla scena della Sala “Marchesi”, nel Palazzo della Cultura a Catania. Uno spettacolo che si fa notare soprattutto per la leggerezza con cui affronta l’argomento centrale degli affetti e dei rapporti di coppia in quella che i sociologi chiamano la “società liquida”: leggerezza che non è affatto mancanza di serietà e profondità nel trattare l’argomento, ma una specie di arresa disperazione per la quale si sorride

amaramente anche (o soprattutto) quando è difficile trovare gli argomenti per restare saldi e continuare a lottare, ciascuno sulla propria barricata o insieme sulla barricata della relazione di coppia. Si riflette con serietà e leggerezza sull’aporia in cui vengono spesso a trovarsi le giovani coppie nell’affrontare le difficoltà della realizzazione professionale dei singoli e, soprattutto, nel momento in cui una nuova vita si affaccia, anche solo come possibilità, a mettere in discussione e in crisi la fragilità (accettata e digerita come condizione stabile però) dello status quo. Puleio e Lo Destro, sono giovani attori ma questa arresa disperazione venata di leggerezza sanno renderla perfettamente e questo è il maggior pregio dello spettacolo. Cosa non convince del tutto? La drammaturgia, nella quale probabilmente sarebbe stato utile far sentire che quella situazione di crisi, quell’aporia, quell’arresa disperazione, non è una condizione umana assoluta e a-storica, ma è transeunte ed è legata a precise cause storico politiche che riguardano la nostra cultura, la nostra società e la struttura socio-economica dell’Occidente.
Il contesto in cui si è visto questo spettacolo è la prima edizione del “Catania Off Fringe Festival”: una bellissima e nuova iniziativa che, in diversi teatri e luoghi della citta, dal 16 al 30 ottobre, ha visto ben cinquantuno spettacoli di giovani compagnie. Il tutto sotto la direzione artistica dell’infaticabile (e preziosa per la città) Francesca Vitale e la direzione organizzativa di Renato Lombardo.

Riportami là dove mi sono perso
Regia e la drammaturgia sono affidate a Luca Zilovich; in scena Michele Puleio e Maria Rita Lo Destro; le voci off sono di Giulia Trivero e Paolo Arlenghi. Disegno luci di Enzo Ventriglia. Riportami là dove mi sono perso è stato finalista all’Arezzo Crowd Festival 2019, selezionato per il Nolo Fringe Festival 2019 (Milano) e selezionato al Festival Fabbricanti di Mondi 2019 (Milano). Produzione di Officine Gorilla e Teatro della Juta. Lo spettacolo rientra all’interno della programmazione del Catania Off Fringe Festival.

Foto Diego Cantore.

Stampa Email