Il colore del festival

Caro diario, ti giro l'intervista a Ermanna Montanari pubblicata, a cura di Lorella Barlaam, su 'Chiamami Città' dello scorso 15 giugno:

Incontro Ermanna Montanari, attrice e autrice delle Albe di Ravenna,  alla guida del prossimo Festival. Ermanna è bianca, profonda e vestita di nero, come una contadina vietnamita. Parliamo di colori, i colori del Festival: il rosso ‘Motus’ dell’anno scorso, le livree degli animali in piazza nel festival di Chiara Guidi l’anno prima e adesso? Adesso, prima del colore, il disegno – “la cosa importante del disegno è che non sia una gabbia ! ” - , la forma:  sinuosa, profonda, silente come le avvolgenti murene dell’illustratrice Leila Marzocchi, pluridecorata.

Le sedie: Ermanna ha chiesto a ogni teatro italiano una sedia: per stare seduti all’aperto, al ‘festival del teatro in piazza’: “ una solidarietà tangibile, utile “; una seggia, una scarana da veggia, come quelle nei quadri dei pittori santarcangiolesi dipinti per il festival da Giuseppe ‘Pino’Boschetti, Giulio Turci, Federico Moroni.

Dice Ermanna: “ il ‘genius loci’ di Santarcangelo è la poesia “,  c’è Annalisa Teodorani, che a un  certo punto della sua vita ha deciso di essere santarcangiolese e dalla lingua del paese che aveva scelto si è fatta poi adottare .

Verticale:  Mariangela Gualtieri, poetessa, attrice e drammaturga della Valdoca, sarà il muezzin del festival. Tutte le sere, al tramonto, dall’alto della torre civica, tra un rintocco e l’altro, spanderà per l’aria un richiamo “ alla felicità della bellezza, un grazie, diverso ogni sera,  per  questo mondo” .
“ Bello Mondo dalla torre si sentirà fino in piazza, animerà tutte le scene, arriverà sui balconi, nei giardini, a piccole monadi di musicisti e cantanti” . Da Santarcangelo arriverà alle rive del Mediterraneo, ai popoli arabi, curdi, berberi e a tutti gli altri che, una volta di più , hanno dimostrato che la democrazia non è una esclusiva occidentale. Dice Ermanna : “dalle insurrezioni democratiche del Medio Oriente non ci sono arrivati degli slogan politici ma i versi di un poeta arabo”.

Orizzontale: lo spazio urbano, ‘politico’ per definizione, con il Coro Majakovskij :
“ l’abbiamo fatto con i cittadini di Santarcangelo, con bambini e adolescenti, ottanta solo da qui,  al Lavatoio lo scorso inverno; per il festival ne verranno altri: dall’Italia, dal Senegal, da New York, dal Brasile…”

Verticale, orizzontale…e poi? E poi il profondo,  l’attore, “ una trasmutazione continua, tra monade e coro,  che s’inabissa, una parola-baratro che ci trascina nella profondità della psiche, nell’azzurrità di un disegno di murene dall’andamento sinuoso, ‘murenico’, senza spigoli, a onde, come quelle del radio-dramma di Claudio Morganti, attore e autore che ritorna al festival, cui ha già dato tanto, per passione.

“Re-inventare l’idea del teatro contemporaneo, italiano e internazionale, in piazza, con lo spettatore, a cielo aperto”: il festival, nato nel 1970 come rassegna estiva diretta da Piero Patino, reinventato da Roberto Bacci come ‘città nel teatro’ nel  turning point, non solo per le scene, del 1978,  si è ritrovato  con il triennio 2009-2011, dal segno plurale, sotto la guida di Socìetas Raffaello Sanzio, Motus e Teatro delle Albe,  tutti e tre presenti alla prossima edizione, i Motus con Judith Malina del Living sulle tracce di Antigone, un ritorno.

“Nel 1978 io e Marco Martinelli, giovanissimi, c’eravamo : quel festival stupefacente, pieno di energie, tra città e mondo, è stato il ‘natale’ delle compagnie romagnole”.
Da quella tradizione ci arriva un festival come ‘opera’: “non ho fatto la spesa,  ho invitato le compagnie ad una composizione a tema: stiamo lavorando sul ridere, con il Teatro Sotterraneo , con Antonia Baer e altri, da tecnici di Dioniso: il ridere e il divieto sociale di ridere”.

Diceva l’anno scorso Enrico Casagrande di Motus : “ Siamo figli di un tempo che fa paura per la sua impermeabilità a tutto”. Vero, ma nel frattempo il vento è cambiato, non solo per gli oligarchi della sponda Sud del Mediterraneo, anche per alcuni  più a Nord : una risata li seppellirà ?

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