Mattatoio

Arriva alla sua quinta “fermata” la rassegna STAZIONI D’EMERGENZA, che vede alternarsi sul palco della città di Napoli nuove compagnie teatrali emergenti, selezionate tra una miriade di proposte giunte agli organizzatori. A salire sul palco della Galleria Toledo di Napoli stavolta è la Produzione Teatro della Cooperativa che presenta un testo di Marco Di Stefano, anche regista del lavoro.

Il MATTATOIO di cui si parla non riguarda gli animali, bensì gli uomini. Peraltro quelli italiani. Nel giugno del 2009 La Repubblica esce con un articolo in cui Andrea, ventiduenne, offre il suo rene e midollo per 50.000 euro trattabili. Nel corso dello spettacolo i passaggi temporali vengono riempiti con le voci di migliaia di persone provenienti da tutte le parti d’Italia e di tutte le età. Vendono qualsiasi cosa sia vendibile, qualsiasi parte del proprio corpo la cui assenza permette comunque una vita “normale”. Debiti finanziari, fallimenti, mancanza di lavoro, figli da mantenere: queste le motivazioni principali. L’Italia è davvero caduta in una crisi così profonda da costringere i suoi abitanti a vendersi in tutti i sensi? E gli Italiani sono davvero così eticamente mostruosi e disperati da farsi “tagliuzzare” per migliaia di euro al chilo? In un “mattatoio-macellaio” italiano vivono anche due donne. Due amiche che provengono dall’alta borghesia.  I soldi  svolazzano continuamente attorno alla loro vita ma entrambe verranno colpite: colei che rimane ricca scopre di essere sterile, colei che diventa povera perde la sua dignità. L’ambientazione onirica e futuristica insieme non è altro che il reparto surgelati di un supermercato: scatole bianche, banconi dei surgelati, contenitori di oggetti di scena e cibo, bare fredde dove congelare i pezzi del proprio corpo e la propria dignità. La donna ricca, moglie dell’imprenditore proprietario del supermercato, colui che ha ridotto in miseria l’altra donna, chiede il suo utero funzionante. Lo compra sganciando milioni di euro, lo impianta nel suo corpo secondo teorie pseudo-mediche-futuristiche. Ma la ruota del destino gira in maniera sbilenca e in un abisso di disperazione e distruzione fisica le due donne sprofondano sempre di più. Analisi mediche falsificate che sottolineano ancora di più la vergogna italiana e permettono una piccola illusione: avere finalmente un figlio. Ma anche l’altra amica, ormai ricca grazie alla vendita del suo utero, è sterile. Il cerchio si conclude con una vendetta atroce che distrugge entrambe. Compra- vendita di una vita che non ci sarà mai e di due vite che c’erano e sono sprofondate nella melma. Il testo di Di Stefano, nella sua semplicità strutturale, risulta alla fine di grande impatto, fa riflettere, fa rabbrividire. È proprio la semplicità di espressione e di racconto che ci porta alla domanda : quale disperazione o quale volontà porta la gente a vendersi in un atto di prostituzione da macellaio? È così facile pensare di vendere un rene o parte del midollo, è così semplice scriverlo, richiederlo? C’è un insegnamento profondo che ci scuote ancora di più: stavolta la richiesta è quella di una madre ricca che non può avere figli. È davvero disperazione la sua? La volontà di essere madre si può davvero comprare a scapito della vita di un’altra donna? Qui la disperazione di sopravvivenza viene scavalcata dal desiderio e bramosia di qualcosa che si deve assolutamente avere. La bellezza di questo testo sta proprio nello spingere lo spettatore ad una riflessione, qualunque essa sia, qualsiasi opinione abbia. Bisogna scuotere le coscienze su situazioni di una gravità disarmante, reale e incredibilmente quotidiana. Lo spettacolo è condotto da due attrici formidabili, Chiara Claudi e Dèsirèe Giorgetti, nei panni delle due amiche: intense, emozionanti, impeccabili, professionali ma fortemente  veritiere.

STAZIONI D’EMERGENZA
Galleria Toledo Napoli
MATTATOIO
18-20 ottobre 2011
Produzione Teatro della Cooperativa
scritto e diretto da Marco Di Stefano
con Chiara Claudi e Dèsirèe Giorgetti

 

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