Da questo luogo e da questo tempo

Il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli mescola, quest’anno, il ricordo dell’amato Annibale Ruccello, a 25 anni dalla sua scomparsa,  con il progetto EraEva, che prevede 10 spettacoli con protagoniste le donne. Da questa fusione nasce lo spettacolo di Cristina Donadio, DA QUESTO TEMPO E DA QUESTO LUOGO…25 ROSE DOPO. Interpreti la stessa Donadio, Luca Trezza e Fortunato Angelini, per la Compagnia Teatrale Enzo Moscato. Due nomi, due vite, un triangolo: Annibale Ruccelo, Stefano Tosi, la stessa Donadio. Il 29 settembre del 1986 la morte di Annibale Ruccello: incidente stradale di ritorno da Roma, dopo un incontro al Ministero dello Spettacolo. Annibale e Stefano avevano a cuore le sorti delle proprie compagnie, l’uno Teatri Uniti, l’altro la Compagnia Il Sole e La Luna. Entrambi viaggiavano insieme, entrambi morirono insieme, a soli 29 anni. Ma per Cristina Donadio, compagna e attrice di Stefano Tosi, amica di Annibale Ruccello, il viaggio cominciò proprio in quel giorno. Oggi, 25 anni dopo, 25 rose dopo, per ricordare il famoso testo ruccelliano, Cristina fa pace con i suoi morti. Perché, in effetti, dopo una morte crudele e improvvisa, ma anche dopo ogni morte, siamo sempre un po’ arrabbiati con chi ci lascia. Forse è un percorso dovuto e la Donadio ce lo mostra attraverso l’elemento unificatore di questo triangolo di vita: il teatro. Non è facile mostrare 25 anni di dolore in scena o metterli su testo, ma quest’attrice ci commuove, ci appassiona, ci coinvolge, ci trasporta in un mondo ultraterreno. Un palco bianchissimo perché i tre protagonisti, Cristina, Stefano e Annibale, conversano, si legano, si slegano, su una spiaggia. L’unico modo che ha la donna per parlare con loro, per capire, è il sogno. E li sogna continuamente su una spiaggia mentre uno passeggia, mentre cantano le canzoni americane. È incredibile come si riesca, in un piccolo spazio di un teatro, a riprodurre la grandiosità della visione onirica, dell’ultraterreno. Ombre e suoni, il rumore del mare, quasi ci fanno sentire l’odore del legno sulla spiaggia, della salsedine. Le rose di Cristina sono per il suo Stefano, quello che nessuno ormai ricorda, quello che è morto con chi viene oggi celebrato. Il suo affetto e la sua rabbia per Annibale si mostrano continuamente, nell’impossibilità di interpretare i personaggi dei suoi testi: le parole non escono. Il freddo  muro, immaginario marmo tombale, viene affiancato da  una scultura di Betty Bee: un girasole di filo spinato d’oro, in ricordo dell’olocausto. Anime che non hanno avuto la possibilità di una vita. Stefano aiuta Cristina a riappacificarsi con i suoi morti, e soprattutto con Annibale. Entrambi i ragazzi ballano e soprattutto Stefano comunica con la danza, con i movimenti del corpo. Annibale parla attraverso i suoi personaggi, Jennifer, Ida, Anna, Clotilde, attraverso una gestualità fortemente napoletana, accentuata, sottolineata, marionettistica. Sembra di vedere materializzate lì, su quella scena-spiaggia, le due anime. Gli elementi fisici e caratteriali che caratterizzano questi due ragazzi vengono delineati, accentuati estremamente, perché così si fissano nella mente di chi resta, così appaiono nei sogni, nei ricordi di Cristina. La dimensione onirica pervade tutto lo spettacolo e il passaggio dal dolore della realtà, di 25 anni trascorsi a guardare per terra, senza alzare mai lo sguardo, avviene con delle immagini, delle frasi, delle parole, proiettare sulla scena bianca. Veniamo catapultati in una dimensione ultra temporale, ultra terrena, in un universo parallelo. Il tutto è pervaso da una delicatezza nostalgica, da un amore infinito, da un dolore appassionante. E quando alla fine, Cristina riesce ad interpretare la Jennifer ruccelliana, tra una cascata di petali rossi, la commozione è fortissima. Finalmente ha fatto pace con i suoi morti e per noi spettatori diventa la nostra Jennifer. Tantissimi gli applausi del pubblico, tra le note e la voce dell’immancabile Mina.

NUOVO TEATRO NUOVO NAPOLI
DA QUESTO LUOGO E DA QUESTO TEMPO….25 ROSE DOPO
21-30 ottobre 2011
Compagnia Teatrale Enzo Moscato
Di Cristina Donadio
Con Cristina Donadio, Luca Trezza, Fortunato Angelini
Ricerca coreografica Fortuna Angelini, video Andrea Butara,
abito Alessio Visone, aiuto regia Teresa Di Monaco,
scultura di Betty Bee
ideazione, regia, spazio scenico di Cristina Donadio

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