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Caro Diario,
ho appena parlato col mio direttore, Marcello Isidori, per proporgli un pezzo sulla 'nuova' direzione artistica di Santarcangelo. Com'è come non è siamo finiti invece a parlare di 'teatro radiofonico', espressione che detesto cordialmente, battuta solo da quell'altra, se possibile ancor più minacciosa e irta di spine, 'drammaturgia radiofonica'. Parentesi: mi sono occupato di 'teatro in televisione' per un buon quarto di secolo, organizzando o dirigendo il RICCIONE TTV - Teatro Televisione Video, ideato da Franco Quadri nel 1985; è uno sporco mestiere, ma qualcuno deve ben farlo: ho dovuto sopportare quintali di retorica melassa sul 'ritorno del teatro in tv', di nostalgie pelose per i 'venerdì della prosa' (estinti da decenni, faccio fatica a ricordarmeli io che vado per i sessantatre, ben portati), di appiccicosi inviti alla televisione ad 'aiutare' il teatro e così via. Comunque la mia linea era che tutti i tentativi televisivi nati dall'intento di aiutare, di 'sostenere' il teatro, sostenevano il teatro come la corda sostiene l'impiccato! Il punto di partenza della televisione non può essere il teatro ma la televisione:  le impostazioni pedagogico-caritative hanno prodotto danni ingenti, confermando nel pubblico il giudizio che il teatro è cosa noiosa e, quando va bene, inutile, altrimenti, non di rado, è nociva.

Con la radio la cosa si fa più interessante e vado a dirti, Diario mio, de L'arte invisibile. Radiodrammi, a cura del giovane studioso e curatore Rodolfo Sacchettini. Rodolfo, uomo di vaste letture e di multiforme ingegno, è stato implicato nel passato triennio santarcangiolese come 'quota azzurra' della trimurti critico-organizzativa (essendo le due quote rosa Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci), trimurti al qualificato servizio del trio alla direzione artistica (Enrico Casagrande, Motus, quota azzurra, Ermanna Montanari in Albis e Chiara Guidi in Socìetas, quote rosa) durante il triennio, testè concluso, 2009 - 2011.

Diario, non mi fare quella faccia: nonostante tutto questo frullare di 3 e delle possibili sue combinazioni - 666, 999 ecc.- ti giuro che satanisti, druidi e cabalisti non c'entrano niente: il tutto uscì dalla fervida e memore mente dell'antropologo teatrale Piergiorgio Giacchè il quale, nell'anno quaresimale della morte e resurrezione del festival (2008) propose  il 3 + 3 x 3, che non è uno schema calcistico per squadre di calcio con un espulso ma tre direttori più tre curatori per tre anni.

Certo, Diario, adesso mollo Sacchettini a Santarcangelo e torno alla radio non senza aggiungere subito che la programmazione teatrale in corso a Radio 3 si chiama Tutto Esaurito. Insomma, sono lì nel salotto di casa, dopo infinite peripezie e coloriti, convinti, irripetibili accidenti! a chi di competenza, finalmente trovo un segnale decente di Radio 3, lo fisso con il nastro adesivo e ascolto l'introduzione di Claudio Santagata alla sua propria (nel senso di fatta in casa, col suo computer e a little help from his friends) produzione Il grande corvo, sabato 5 novembre . Claudio dice che lo spettacolo si guarda ma il teatro si ascolta: sono d'accordissimo! La radio ti permette, Diario, qualcosa di meraviglioso: la combinazione del massimo di intensità della parola teatrale con il massimo di immaginazione della scena e del contesto. Ascolto i primi minuti: bellissimo lavoro, controllato amalgama di musiche, suoni, rumori, parole su uno sfondo davvero cosmico e vastissimo: l'origine del mondo raccontata nei miti di un popolo di cacciatori e raccoglitori affacciato sullo stretto di Bering, all'estremità orientale della Siberia, di fronte all'Alaske - e a Sara Palin, il rottweiler col rossetto del Tea Party.

E io, Diario, dovrei chiamare questo capolavoro 'drammaturgia radiofonica'? Ma nemmeno sotto tortura! E' splendida, meravigliosa radio, anzi reidio at its very best! Certo, è fatta da teatranti, gente abituata e pronta a tutto, capace di tirar fuori il sangue dalle rape, di fare uno spettacolo con un fiammifero e un muro, dei maniaci veri, dei disturbati veri ma: che bravi! Ripeto, Diario, ti straconsiglio la programmazione di Sacchettini: sono in arrivo, con produzioni originali, Chiara Guidi, Muta Imago e Fanny & Alexander.

Passano un paio di sere e mi capita di ascoltare Sandro Lombardi in Erodiàs di Testori, poi Carlo Cecchi, Daria Nicolodi e Anna Nogara in Ritter Dene Voss (magnifico testo!) di Thomas Bernhard: una meraviglia! il duo iniziale delle sorelle attrici di Ludwig (Wittgenstein) è un babà, te lo puoi godere in tutte le sfumature e i sottotoni; poi arriva Carlo Cecchi/Ludwig, con la sua voce arrogante, strascicata, disturbata e disturbante...

Allora, Diario, come la mettiamo? Abbiamo sentito qualcosa di pedagogico, di insopportabilmente teatroso o le nostra papille gustative si sono deliziate assaporando questi manicaretti? C'è poi da dire che il godimento non ti impedisce di pensare, anzi! Il pensiero fluisce meglio corroborato da un nutrimento così delizioso!

Va bene, Diario, un'ultima cosa: il mio capo, Marcello mi dice: si, vabbé, però dov'è la nuova drammaturgia italiana? Provo a interloquire dicendogli che l'unica nuova produzione che ho fin qui assaporato, Morganti lo sciamano della radio, è frutto di  un lavoro pazzesco di composizione e montaggio, a partire da un racconto (mitologico): non è drammaturgia? Naturalmente la questione è aperta! E Rodolfo mi assicura che in Tutto Esaurito ci sono anche diverse produzioni di autori italiani contemporCaro Diario, tira uno scirocco da sud-est (e da dove se no?) piacevolmente debilitante: per il momento ti mollo qui e vado a intervistare la nuova direttora di Santarcangelo: la formula originaria si è asciugata ad un tre (direttori artistici a turno: Silvia Bottiroli, Cristina Ventrucci e di nuovo Rodolfo 'Sockets' Sacchettini) per tre (anni: 2012 - 2014). Hasta luego! Keep Up the Good Fight!

RADIODRAMMI
L’arte invisibile
a cura di Rodolfo Sacchettini

Il mese dedicato al teatro da Radio 3 è l’occasione anche per riflettere su un genere artistico troppo spesso trascurato come il radiodramma, rimettendo in circolo materiale d’archivio e proponendo nuove produzioni. E per radiodramma intendiamo non la versione radiofonica di un testo scritto per la scena, ma un lavoro pensato per la sola dimensione acustica e per l’emissione radiofonica. L’immaginazione è quindi il valore cardine e specifico dell’arte del radiodramma, ed è il filo conduttore che lega i quattro nuovi lavori, realizzati appositamente per questo progetto da quattro realtà teatrali tra le più significative della scena contemporanea. Ogni opera con i suoi suoni, i rumori e le voci è uno spazio di sperimentazione dove si tenta di percorrere strade specifiche, nella consapevolezza di cimentarsi con un’arte sempre alla ricerca di una propria forma tra le tante possibili. Il ciclo di proposte si inaugura con Claudio Morganti, uno degli attori più geniali e appartati della scena di oggi, prosegue prima con Chiara Guidi, della Socìetas Raffaello Sanzio, che in questi ultimi anni ha lavorato in maniera approfondita sulla dimensione vocale e musicale, poi con il giovane gruppo Muta Imago, tra i più visionari dell’ultima generazione teatrale, e infine si conclude con Fanny & Alexander, solida compagnia capace di frequentare con grande perizia differenti linguaggi espressivi. Il ciclo si arricchisce inoltre di due radiodrammi storici, recuperati dal ricchissimo archivio della Rai, che rappresentano due vertici della produzione radiofonica italiana: Scusi, ha sbagliato numero dal testo di Lucille Fletcher per la regia di Anton Giulio Majano del 1952 e In un luogo imprecisato di Giorgio Manganelli con Carmelo Bene del 1975.

sabato 5 novembre ore 22.50
Grande Corvo
di Claudio Morganti

voci: Paolo Ferro, Elsa Frabetti, Rita Frongia, Elena Galeotti, Pino Gazzo, Alessandra Moggi, Adriano Miliani, Grazia Minutella, Sara Maria Morganti, Claudio Morganti, Alessandra Pagliai, Francesco Pennacchia, Antonio Perrone, Andrea Stetur, Luca Stetur

Ispirato a una leggenda degli indiani siberiani Chukchee, detti anche “il popolo delle renne”, il radiodramma di Claudio Morganti è una rivisitazione in parodia di una genesi stralunata in cui il Grande Corvo, dopo aver creato terra e acqua, impara il rito della procreazione. In forma di oratorio radiofonico l’opera di Morganti è un nuova riflessione sui miti fondativi, dopo il precedente radiodramma A furor di popolo tratto da un’opera di Strindberg.

Claudio Morganti è attore-autore e regista di grande intensità e rigore stilistico. Allievo di Carlo Cecchi, ha fatto compagnia alle origini con Alfonso Santagata. Negli ultimi anni si è dedicato in particolare alla drammaturgia di Samuel Beckett e Georg Büchner. Ha appena pubblicato Serissimo metodo Morg’hantief per attori, teatranti e spettatori (Edizioni dell’Asino, 2011), un volume teso alla sempre maggior consapevolezza teorica delle differenze tra teatro e spettacolo.

domenica 6 novembre ore 20.30
Scusi, ha sbagliato numero
di Lucille Fletcher
(titolo originale: Sorry, Wrong Number, 1943)
traduzione di Franca Cancogni
regia di Anton Giulio Majano
Compagnia di Prosa di Roma della Rai

Una ricca e altolocata signora si trova immobilizzata a letto per problemi di salute. Una sera mentre tenta di rintracciare al telefono il marito, intercetta casualmente una conversazione fra due loschi individui che hanno in programma per quella notte di commettere un omicidio. Da questo radiodramma, che si sviluppa interamente per dialoghi telefonici, è stato tratto il celebre film Il terrore corre sul filo con la regia di Anatole Litvak (1948). Scusi, ha sbagliato numero è la versione italiana di un thriller radiofonico che rappresenta un incontro felice tra radio e cinema.

Lucille Fletcher è stata una scrittrice statunitense, autrice di racconti gialli e sceneggiature televisive e cinematografiche. Oltre a Sorry, Wrong Number è autrice di The Hitchhiker, adattato per la radio da Orson Welles e per la televisione da Rod Serling nella serie Ai confini della realtà.

sabato 12 novembre ore 20.30
Flatlandia
di Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio
dall’omonimo racconto fantastico di Edwin Abbott Abbott
cura del suono Marco Olivieri

La figura geometrica di un quadrato incontra una sfera e intuisce, con sospetto, che possa esistere un mondo a tre dimensioni: alieno, inestricabile, inconcepibile. Il celebre racconto di Abbott Abbott, ripensato da Chiara Guidi in versione radiofonica, diventa l’occasione per una sorta di mise en abîme: mondi a più dimensioni, tra loro impegnati in un dialogo impossibile, si confrontano nello spazio astratto e cieco del radiodramma che, alle sue origini, tra i molti appellativi, fu considerata arte “unidimensionale”, perché capace solamente di restituire un’idea di profondità spaziale.

Chiara Guidi nel 1981 ha fondato, con Claudia e Romeo Castellucci, la Socìetas Raffaello Sanzio, e da allora ha curato in particolare gli aspetti recitativi degli spettacoli della compagnia. Ha diretto la Scuola Sperimentale di Teatro Infantile e nel 2008 ha fondato il festival Màntica.

domenica 13 novembre ore 20.30
In un luogo imprecisato (1974)
di Giorgio Manganelli

regia di Carmelo Bene
voci di Carmelo Bene e Lydia Mancinelli

Il radiodramma è ambientato in “un luogo imprecisato”: potrebbe essere un aldilà infernale o un limbo, certamente si presenta come lo spazio dove la voce di Carmelo Bene e di Lydia Mancinelli hanno la possibilità di dar vita un vero e proprio “campo di battaglia” della parola. Tra le opere più belle della radiofonia italiana In un luogo imprecisato esalta le capacità di astrazione della radio e il valore alto della parola.

sabato 19 novembre ore 22.50
VIA PLAIOLA 29
di Muta Imago

ideazione Riccardo Fazi e Claudia Sorace
raccolta, montaggio e creazione del suono Riccardo Fazi
con la partecipazione di Francesco Fazi e di buona parte dei rappresentanti di una piccola comunità

Un cammino acustico nello spazio e nel tempo di un racconto; l'attraversamento di una giornata, svolto nelle sue impressioni sonore, dal vivo e nel reale. Come fosse un documentario radiofonico il radiodramma di Muta Imago è una lunga e affascinante soggettiva. Tutto inizia nella maniera più semplice: una persona si sveglia al mattino ed esce di casa.

Muta Imago nasce a Roma nel 2004. È un progetto di ricerca artistica guidato da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo-sound designer) con la collaborazione di Massimo Troncanetti e Glen Blackhall. Il gruppo ha prodotto in questi anni spettacoli teatrali, performance, installazioni in cui l’indagine tra l’essere umano, lo spazio e il tempo, riveste un ruolo principale. Il loro ultimo lavoro si intitola Displace.

sabato 26 novembre ore 22.50
Alla Nazione
di Fanny & Alexander

ideazione di Luigi de Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia di Chiara Lagani
regia di Luigi de Angelis
con Marco Cavalcoli
progetto sonoro The Mad Stork

Prima tappa di un lungo progetto teatrale dedicato ai discorsi rivolti a una comunità, il radiodramma di Fanny & Alexander esplora le forme e le retoriche degli interventi ufficiali trasmessi alla radio. Giocando con i luoghi comuni dell’oratoria radiofonica ed esaltando le potenzialità di una parola calata in una drammaturgia intrecciata e sorprendente, la voce di Marco Cavalcoli, già virtuoso interprete del ventriloquo Mago di Oz, incarna un misterioso Presidente alle prese con un importante discorso da pronunciare alla Nazione.

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi de Angelis e Chiara Lagani. Ha recentemente completato con lo spettacolo West un articolato progetto a partire dal Mago di Oz, dal quale è nato il volume O-Z, atlante di un viaggio teatrale (Ubulibri, 2010). Il loro ultimo lavoro è T.E.L. ispirato alla figura di Lawrence d’Arabia.