Menoventi vince Rete critica

Scritto da Selene Venticinque.

Si è conclusa ieri la prima edizione del Premio Rete Critica 2011, iniziativa che premia una realtà significativa del panorama artistico contemporaneo italiano attraverso le segnalazioni di siti e blog che si occupano di informazione e critica teatrale. L'assegnazione del premio, ideato da Oliviero Ponte di Pino, Anna Maria Monteverdi, Mssimo Marino e Andrea Porcheddu,

ha previsto quattro fasi preliminari documentate costantemente sul sito www.ateatro.org/retecritica.asp: la prima fase ha visto la selezione da parte del comitato promotore di una trentina di siti e blog con una forte identità e una continuità redazionale riconoscibile; ogni sito, nella seconda fase, ha espresso tre preferenze su alcune esperienze rilevanti del panorama artistico italiano, creando una ricca geografia della scena contemporanea; dalla selezione di tredici realtà che avevano ottenuto più voti si è poi arrivati alle due compagnie finaliste che si sono aggiudicate il maggior numero di segnalazioni, la Compagnia Ricci-forte e la Compagnia Menoventi. Il ballottaggio finale che si è svolto il 26 novembre 2011 in diretta sul programma radiofonico "Piazza Verdi" sulla frequenza di Radio Rai 3, ha portato alla vittoria la Compagnia dei Menoventi con tredici voti, contro i dieci di Ricci-Forte, e ai quali verrà consegnato il Premio Rete Critica 2011 durante la serata di assegnazione del Premio Ubu 2011 il 12 dicembre al Piccolo Teatro Grassi di Milano. La compagnia vincitrice è formata da Consuelo Battiston (Pordenone), Alessandro Miele (Pompei) e Gianni Farina (Faenza), artisti nati e cresciuti in diverse realtà teatrali ma, come scritto sul loro sito www.menoventi.com, «accomunati da un comune sentire il teatro» fonadato nel 2005 la compagnia dei Menoventi. Si tratta dunque di un gruppo giovane che porta con sè idee nuove e nuovi linguaggi, ma che al tempo stesso ha avuto modo di farsi conoscere e farsi apprezzare. Interessanti e esplicativi sul modo interpretativo della compagnia risultano infatti essere i commenti riguardo le preferenze espresse che i siti/blog hanno rilasciato: «continuare a interrogare il proprio linguaggio teatrale, senza accomodarsi su scelte riuscite e funzionali; rinnovare opera dopo opera il senso del lavoro dell'attore, scardinando di continuo ricerca e tradizione, intraprendendo strade che sondano le questioni del "personaggio" e della "scrittura scenica". Quello di Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele è un teatro che dal primo In festa fino agli ultimi Perdere la Faccia e L'uomo della sabbia non permette mai allo spettatore di dimenticarsi della propria posizione di partecipante, senza farlo sprofondare in facili trappole emotive» (Altre Velocità) o ancora «per la ricerca drammaturgica, esplicantesi in invenzioni che mettono in discussione l'unicità di sguardo al mondo e al teatro, in giochi a scatole cinesi in cui l'ironia coesiste con la vertigine del vuoto» (Controscene – Massimo Marino). Sono questi solo due esempi di quello che si potrebbe dire a proposito di questa giovane compagnia della nuova scena contemporanea, ma è certo che l'iniziativa che li ha visti vincitori ha permesso non solo a loro di avvicinare nuove persone al loro teatro, ma anche alla critica in rete di rivendicare un ruolo preponderante che si sta via via sempre più affermando nel panorama della critica e del giornalismo teatrale e culturale. Oggi si sente spesso parlare di crisi della critica e della scomparsa della figura del critico, ma l'istituzione di un Premio assegnato da chi di critica si occupa, professionalmente o meno, fa sorgere il dubbio che forse non si tratta di una vera crisi, ma di un passaggio: siamo forse in un periodo in cui la critica deve ancora trovare la sua fase di assestamento, deve definire i suoi limiti, i nuovi obiettivi da raggiungere, i nuovi oggetti che vuole studiare e anche gli strumenti e nuovi linguaggi tramite i quali vuole trasmettere le sue osservazioni. La responsabilità della critica di valutare l'esito di un progetto scenico ha come compito anche quello di creare un dibattito condiviso, e quale può essere uno strumento migliore del web per farlo?Per concludere, stiamo assistendo ad una rivoluzione, che anche grazie ad iniziative come Rete Critica reclama la supremazia della rete sulla carta stampata e crea una scenario di informazione culturale molto più vasto, vivace e vario, che trova al suo interno giovani (quasi sempre volontari) preparati, attenti ai nuovi linguaggi scenici e sensibili alla curiosità del pubblico.

 

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