Dal mattino a mezzanotte

Scritto da Maurizio Sesto Giordano.

Il regista catanese Elio Gimbo ha riletto, adattato e diretto al Teatro del Canovaccio di Catania, per la stagione di prosa  2011-2012, la pièce “Dal mattino a mezzanotte” (1916) del drammaturgo Georg Kaiser (1878-1945) uno degli autori più significativi della stagione espressionista tedesca. Avvalendosi della consulenza letteraria e scientifica della Facoltà di Lettere di Catania e del germanista Giuseppe Dolei, Gimbo sottopone all’attenzione dello spettatore un tema sempre attuale come quello del denaro, eterna divinità di ogni tempo, che distrugge famiglie, ammalia, illude uomini di ogni ceto ed epoca, collegandolo al ruolo subdolo, spietato, rivestito dalle banche, dagli uomini d’affari e da una società ipocrita e consumistica in cui si ritrova il protagonista, ovvero un antieroe piccolo borghese. L’uomo, un abitudinario e preciso cassiere di una banca, vittima della tentazione proprio del denaro e dei suoi effetti negativi, deruba il proprio istituto di una ingente somma. Alla fine, dopo una fuga, una sorta di viaggio interiore, alla ricerca di un possibile esito benefico e liberatorio, soccomberà circondato dall'ipocrisia dei suoi simili. Per il protagonista, circondato da personaggi grotteschi l’unica possibilità di salvezza è rappresentata dal ritorno ad un nuovo umanesimo e alla centralità delle dinamiche interpersonali. L’allestimento, diretto con estrema precisione e coerenza da Elio Gimbo, si avvale di una scenografia semplice, ma di impatto, curata da Bernardo Perrone e le varie situazioni narrate, in scena e tra il pubblico, sono intervallate e meglio spiegate dall’inserimento dei video curati da Massimiliano Russo che danno allo spettacolo una certa completezza e attualità, mentre i costumi sono di Rosy Bellomia. Affiatato ed estremamente convincente, tanto da meritarsi i reiterati applausi del pubblico in sala, l’intero cast in scena, iniziando proprio dal protagonista Salvo Musumeci, affidabile nel suo ruolo di serio e triste cassiere assalito dai dubbi e dalla tentazione del denaro. Negli altri ruoli, convincono poi, Sabrina Tellico, Gabriele Arena, Viviana Militello, Francesco Russo, Carmela Sanfilippo, Nanni Battista, Anna Bellia e Paolo Giorelli. Lo spettacolo è il secondo capitolo della "Trilogia della crisi", intendendo con ciò tre edizioni di drammaturgie del primo espressionismo tedesco. "Dal mattino a mezzanotte" di Kaiser segue la tragedia sociale “Hinkemann” di Ernst Toller proposta sempre al Teatro del Canovaccio di Catania nella scorsa stagione.  “Il progetto di trilogia – spiega il regista ed autore dell’adattamento, Elio Gimbo – è come una ricerca dei motivi profondi dell'attuale crisi del capitalismo all'interno di un'esperienza complessa quale la stagione tedesca dell'espressionismo, figlia di una crisi economica di portata internazionale. Si parte oggi dalla natura del denaro, un dio inesorabile che influenza le nostre vite in modo sganciato dalla volontà generale, si pone al di sopra del bene e del male. Il suo potere ricadrà comunque sugli uomini come una condanna a cui non ci si può sottrarre. La mia ricerca tiene presente il bisogno di reperire strumenti culturali per leggere la contemporaneità. La stagione dell'Espressionismo è un'esperienza culturale di breve durata ma di portata rivoluzionaria, che arriva anche in Italia con Pirandello e Rosso di San Secondo. Gli espressionisti, anticipando lo straniamento di Brecht e il senso dell'assurdo di Beckett, offrono una bussola illuminante per orientarsi nel nostro presente, denunciano la natura politica dell'economia e le responsabilità morali delle scelte dei dirigenti di una società”.

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