La Siae non trova pace

Dopo le dimissioni di Giorgio Assumma – storico presidente della Società –, la sventata bancarotta e il conseguente commissariamento, l’ente che tutela i diritti d’autore è finito di nuovo nell’occhio del ciclone. Che la Siae navigasse in cattive acque era cosa nota (il bilancio 2010 registrava un ammanco di 27 milioni di euro); che il suo tallone d’Achille fossero gli oneri pensionistici

– 35 milioni negli ultimi 5 anni – pure. È stata fatta passare sotto silenzio, invece, la “riforma” del sistema previdenziale siglata lo scorso 28 dicembre. Per razionalizzare i costi e favorire il risanamento economico, tra Natale e Capodanno, è stato firmato un atto notarile, che come primo punto prevede la cessione dei Palazzi del Fondo pensioni ad un Fondo appositamente costituito, ribattezzato “Aida”, e affidato ad una primaria Società di Gestione del Risparmio del Gruppo Sorgente S.p.a. In base alla perizia catastale effettuata da un soggetto esterno, la Cb Richard Ellis Professional Services, il valore commerciale degli immobili presenti nella Capitale sarebbe di 80,5 milioni di euro. Cifre importanti, ma in netto contrasto con i 103 milioni stimati da una ricostruzione del “Corriere della Sera”. Non solo: sempre secondo l’indagine condotta dal quotidiano milanese, si sarebbe giocato al ribasso anche con il patrimonio immobiliare Siae, “svenduto” a 180 milioni di euro anziché 360, e poi confluito nel Fondo “Norma” ancora una volta sotto il controllo della Sorgente Group. Nel calderone delle cessioni, è finito pure il quartier generale dell’Istituto, la sede dell’Eur a Roma, per il quale ora la Società dovrà sborsare altri 6 milioni di euro come canone annuo. Ed è proprio su questi immobili che, dietro richiesta della magistratura romana, si sono successivamente concentrati i controlli della Finanza. Secca la smentita del direttore generale Gaetano Blandini che se da un lato contesta i dati divulgati, dall’altro lascia senza risposta gli interrogativi delle sigle sindacali in rappresentanza di dipendenti e pensionati: “Le scelte amministrative, tutte improntate al più rigoroso rispetto della legalità e alla ricerca della massima efficienza gestionale, non sono oggetto di confronto o di informativa” ha dichiarato l’ex-direttore del settore cinema del ministero, già coinvolto nell’inchiesta sui Grandi eventi che un anno fa portò all’arresto del provveditore Angelo Balducci e del costruttore Diego Anemone.. Ciononostante le domande rimaste inascoltate sono davvero tante e inevitabilmente alimentano dubbi e perplessità circa la  legalità, l’opportunità e la convenienza dell’operazione immobiliare.  Per esempio, come è stata scelta la Sorgente Spa? Attraverso un’asta o una gara pubblica europea? Qual è il vantaggio di queste dismissioni? Se l’operazione è utile e tesa alla razionalizzazione dell’Ente, perché è stata completamente sottotaciuta nel piano strategico, per altro disatteso nei punti riguardanti lo sviluppo, che a suo tempo è stato oggetto di analisi e confronto con i sindacati? In gioco, non dimentichiamolo, c’è anche il rinnovo dei contratti, come ricorda Giorgio Serrao della Segreteria nazionale Fistel Cisl che aggiunge: “Tutto il patrimonio è stato conferito a due fondi, su cui non abbiamo notizie. Blandini dice che sono di proprietà della Siae, ma la prospettiva è la vendita. I fondi, d’altronde, sono autonomi dalla gestione Siae e l’azienda per poter rimanere nelle proprie sedi deve pagare un affitto”.  Sul caso è intervento anche il Ministro Ornaghi che lo scorso 18 gennaio, in seguito a una serie di controlli e accertamenti, ha riferito in Parlamento quanto segue: “Non c’è stata alcuna svendita immobiliare da parte della Siae. La Siae – attualmente a gestione commissariale – è un ente economico autonomo che opera secondo le norme del diritto privato, non rientra nella contabilità pubblica e ad esso non si applica le norme previste dalla funzione pubblica. L’operazione di alienazione di immobili rientra nell’ambito di una razionalizzazione del fondo pensioni Siae e dell’obbligo patrimoniale. Nel rispetto della normativa vigente, l’operazione condotta nel dicembre scorso ha comportato la creazione di due fondi immobiliari di cui la stessa Siae e il Fondo pensioni della stessa detengono la proprietà". Il ministro ha aggiunto che il Fondo pensione ha sottoscritto una polizza assicurativa per la gestione delle prestazioni pensionistiche. Sarà la parola definitiva?

 

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