Titus studio sulle radici

Cari Milanesi, lasciamo le nostre case, per un po’, fuori fa freddo, lo so, ma usciamo lo stesso e andiamo a vedere questa piccola perla. Andiamo a vedere TITUS/ Studio sulle radici, allestito dalla Piccola Compagnia della Magnolia, al Teatro Litta. E’ la terza tappa di un percorso shakespeariano “Trilogia dell’Individuo” inaugurato con HAMM-LETT, studio sulla voracità e proseguito con OTELLO, studio sulla Corruzione dell’Angelo. Il cerchio si chiude con il ritorno alle radici (l’opera è anche la prima tragedia scritta da Shakespeare) uno studio sui legami di sangue, la famiglia, la difesa del clan, lo scorrere del tempo, l’allontanamento irreversibile dalla radice iniziale e il desiderio di un ritorno ad essa, ritorno impossibile poiché tutto scorre e muta. Stupri, mutilazioni, uccisioni, passioni. Sembra quasi di assistere a una faida della malavita. E in mezzo a questo marasma,  TITUS, un uomo in preda alle passioni, vendicativo, assetato di potere. Come tutti gli eroi shakespeariani, patisce, ha paura si dispera, odia, si addolora piange, vive pienamente il suo essere, dubita del suo essere e cerca conforto in “William”, dialoga al telefono con lui vuole qualche consiglio, cerca un Dio nascosto, forse assente, un Dio che l’aiuti, ma non c’è salvezza. “Il mio corpo è una mappa di dolore”. L’attore che recita in scena ha la maschera grottesca del primo grande interprete delle opere di Shakespeare: Ben Jonson. Fronte alta, sopracciglia arcuate, occhi espressivi e intelligenti, naso largo e sensuale, faccia mobile pronta ai cambi di espressione (così lo descrive Nadia Fusini, nel libro “Di vita si muore, lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare”)  Davide Giglio oggi e Ben Jonson ieri, uniti da un compito non facile: rappresentare l’uomo, così come vive dentro e come agisce fuori. Azione interna ed esterna. Perché il teatro è azione. Chi recita si muove e soprattutto parla. Davide Giglio, è padrone della scena nella parola e nei movimenti, riesce a passare dal grottesco al drammatico senza problemi, vive pienamente in quella parola recitata, nel pieno rispetto della metrica shakespeariana, ma al tempo stesso aperta ad accogliere espressioni quotidiane. La regista, Giorgia Cerruti, crea uno spazio scenico scarno, fatto soprattutto di luci che accompagnano la parola e i gesti carichi di energia. Il lavoro va in una direzione precisa. La ricerca dell’espressione più immediata, la volontà di abbandonare ogni artificiosità in nome di un teatro antinaturalistico ed evocativo, un teatro che si affida pienamente ai sensi. Scena e sala, in un irresistibile movimento ritmico, sono fuse insieme.

TITUS / Studio sulle Radici
Piccola Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino e Provincia
In collaborazione con  Théâtre Durance – Scène Conventionnée (France – PACA)
Elaborazione dal Titus Andronicus di William Shakespeare
Produzione
Piccola Compagnia della Magnolia
Dal 10 al 19 Febbraio – Teatro Litta di Milano (Corso Magenta 24)
Da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
In scena  Davide Giglio
Elaborazione e Regia Giorgia Cerruti


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