Neve

Non è la prima volta che lo scriviamo ma val la pena di ribadirlo: nel panorama vasto dell’attuale ricerca teatrale siciliana, la compagnia catanese “Neon teatro”, si delinea non solo come interessante ed affiatato ensemble di quel che si suole definire “teatro della diversità”, ma soprattutto per i valori formali che riesce ad esprimere nei suoi spettacoli. Valori formali che Monica Felloni (Regista e scenografa) e Piero Ristagno (Direttore della compagnia e dramaturg) coi loro artisti raggiungono tramite un processo costruttivo che discende direttamente e consapevolmente dalla poesia: il ritmo e, nel ritmo, l’associazione connotativa degli elementi significanti. Parliamo questa volta di “Neve”, una della ultime produzioni di questa compagnia, che s’è vista il 17 febbraio scorso ad Avola (nel siracusano), sulla scena del Teatro Comunale da poco restaurato e rimesso in funzione (un teatro all’italiana piccolo, ma davvero delizioso) nel contesto di una serata di beneficenza organizzata dalla locale Associazione di solidarietà “Superabili”. Lo spettacolo che vede in scena Giuseppe Calcagno e gli attori diversamente abili Enzo Malerba, Emanuela Dei Pieri, Daniela Teriaca, Valeria Sciuto,  Emily Reitano Luca D’Angelo, Pietro Russo, Marco Cinque, Carmelo Privitera, è costruito sulla struttura di “Neve” il racconto luminoso e di poeticissima tensione di Maxence Fermine: il giovane Yuko dovendo scegliere tra la carriera militare e la vita religiosa, sceglie invece di diventare un poeta, un poeta di haiku (il genere poetico tradizionale giapponese in cui i componimenti sono formati da sole diciassette sillabe). Nei suoi versi Yuko canta unicamente la bellezza e lo splendore della neve. Soseki è un vecchio pittore cieco che vive nel ricordo di un amore perduto. Neve è una ragazza bellissima il cui corpo giace tra i ghiacci. A legare i loro destini, un filo teso tra due cime: un esercizio funambolico e amoroso impossibile da eseguire fino in fondo. Su questa falsariga lo spettacolo si dispiega, di movimento in movimento, di gesto in gesto, di nota in nota, inseguendo tutte le possibili sfumature del bianco ed è così che ogni increspatura, ogni emozione, attesa, desiderio, passione, tensione, ogni sguardo, diventa un tassello che definisce e chiarisce il senso della ricerca di bellezza che coinvolge artisti e pubblico. Gli artisti sono persone che vengono valorizzate poeticamente per la loro diversità e per il senso profondo di cui ciascuno è portatore nella relazione. Una scoperta infinita e fecondissima.

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