La Ricetta

Il Centro Zo di Catania, nell'ambito della rassegna “Altre Scene”, ha ospitato la pièce “La Ricetta” del drammaturgo messinese Dario Tomasello, lavoro in un solo atto di quasi un ora, che si avvale della regia di Vincenzo Tripodo ed è prodotto da Gigi Spedale per l’Associazione Querelle. Partendo da un primo studio sul testo di Tomasello, presentato l’estate scorsa al Pubblico Incanto Artheatre Festival di Pagliara, la pièce si sofferma su un intricato, enigmatico, mondo tutto al femminile dove fa capolino il mistero, il delitto, la ricerca di una ricetta per meglio condurre il proprio percorso esistenziale. Su un impianto scenografico minimalista, con pochi oggetti che animano l’anonimo ambiente di vita di una delle tre protagoniste (un telefono, un amaca, due sdraio), si muovono tre donne, confrontandosi e facendo incrociare e cozzare le loro tre vite alla ricerca di un poco definito obiettivo, facendo apparire i fantasmi, le paure, delle loro vite. Le protagoniste sono Angela, ninfomane in perenne crisi mistica nel suo solitario appartamento e divisa tra le ore passate in palestra come istruttrice e l’attività di telefonista a luci rosse, la sorella Brigida, attrice sempre in crisi, mollata sull’altare da Toni e ora fidanzata con Gianna, donna dal carattere forte che guida un tir per racimolare i soldi necessari ad aprire una scuola di teatro alla compagna. Le due sorelle, Angela e Brigida, si ritrovano per ricordare gli ingredienti di una vecchia ricetta della madre fattucchiera. Durante la preparazione della ricetta emergono antichi e inconfessabili segreti ed intanto sopraggiunge anche Gianna che vuole disperatamente da Brigida, un figlio che rinsaldi la coppia. <BR>Alla base della vicenda, nella vita delle due sorelle, c’è un tragico episodio della loro infanzia che ha cambiato il loro modo di vivere ed i rapporti con gli altri. E la ricerca degli ingredienti della ricetta, che la madre usava per svariati scopi, introduce lo spettatore tra i segreti delle donne. Con una regia di Vincenzo Tripodo che punta molto sull’atmosfera noir e sull’elemento mistero, oltre che su alcune tematiche quali l’omosessualità femminile, gli effetti di un trauma giovanile, l’incapacità di avere rapporti con i propri simili, lo spettacolo si avvale sulla scena dell’interpretazione lineare di Ivana Zimbaro (la solitaria e ninfomane Angela), di Cecilia Foti (l’attrice incompresa Brigida) e di Giada Vadalà (la rude camionista Gianna), che alternano l’aspetto giocoso a quello tragico e misterioso, sfiorando solamente alcuni episodi della loro infanzia e dividendosi tra un passato troppo pesante da dimenticare ed un futuro incerto. E mentre Gianna dorme, il futuro delle due sorelle, Angela e Brigida,  è destinato a cambiare, grazie anche alla misteriosa ricetta, eredità della madre fattucchiera e che potrà regalare loro una vita diversa e di chiudere così con il passato. Si integrano allo svolgersi della vicenda le musiche ed i video proiettati sullo sfondo che guidano parzialmente lo spettatore nella comprensione dei misteri che tanto hanno segnato la vita delle protagoniste e che condizionano il loro presente. I costumi sono di Letteria Pispisa per Maison Studio e Angelica Oliva, il video di Michele Nicoletti, le luci di Gianmarco Vetrano e la grafica di Tonino Donato. Il testo contiene molti spunti e temi interessanti, ma ancora è in fase di lavorazione e di sviluppo e lo spettacolo, quindi, intervenendo ed arricchendo la vicenda con ulteriori risvolti, potrà affinarsi e raggiungere una definitiva completezza in scena.

L’AUTORE E IL REGISTA
Dario Tomasello, drammaturgo messinese, si sta affermando come tra i più interessanti e prolifici drammaturghi siciliani di ultima generazione. Insegna Letteratura italiana contemporanea e Discipline dello spettacolo nella facoltà di Lettere dell'Università di Messina, cura la sezione di teatro contemporaneo del Teatro Vittorio Emanuele, è autore di numerosi saggi sul teatro e di opere drammaturgiche recentemente rappresentate ("Patri i famigghia", "Il Faro al Buio" con Vincenzo Pirrotta").
Vincenzo Tripodo, regista di numerose opere teatrali e liriche, commedie musicali e film (tra cui "Scialo" del 2007), si è formato ed ha poi insegnato alla prestigiosa Tisch School of the Arts alla New York University.

Foto di Gianmarco Vetrano

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