Il drago

Riscuote l’interesse ed i consensi di grandi e piccini la fiaba teatrale "Il drago" nella riduzione, adattamento e regia di Ezio Donato, del lavoro del drammaturgo russo Evgenij Schwarz. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Catania viene proposto all’Ambasciatori ed è riservato alle scuole. Si tratta  di un lavoro scritto nel 1942 che lancia una precisa accusa alla dittatura, nello specifico al Nazismo che a quei tempi aveva preso il sopravvento, sottomettendo l’Europa e tutti i cittadini, incapaci di scuotersi e ribellarsi all’usurpatore, al tiranno, al “Drago” di allora. Ezio Donato, nella sua lettura ed adattamento del testo di Schwarz, confeziona due atti gradevoli e si avvale di un cast chei mescola l’esperienza di attori navigati alla vitalità ed intraprendenza giovanile dei tredici allievi che nel triennio 2008-2011 hanno conseguito il diploma alla Scuola d’Arte drammatica “Umberto Spadaro”, fiore all’occhiello dello “Stabile” etneo.  Lo spettacolo è incentrato su temi di grande valenza sociale e sicuramente da fare approfondire ai giovani (ma non solo) come l’avvento della dittatura, la malvagità dell’uomo, l'amore per l'umanità, la difficile conquista della libertà grazie ad una serena, necessaria, presa di coscienza.  Colorata e molto apprezzata la scenografia di Dora Argento (suoi anche i costumi) che crea una fantomatica cittadina all’interno di in quadro di Marc Chagall, le musiche sono di Joe Schittino, le coreografie di Donatella Capraro e le luci di Franco Buzzanca. La favola teatrale narra di un fantastico paese tiranneggiato ormai da ben quattrocento anni da un Drago che impone ai cittadini una tangente, ovvero in cambio della protezione da altri draghi chiede ai cittadini annualmente mille vacche, duemila pecore, cinquemila galline, mezzo quintale mensile di sale, dieci orti di insalata, asparagi e cavolfiori ed inoltre, una giovane ragazza che i cittadini gli consegnano per poi non rivederla più. Un giorno però a spezzare la tirannia arriva un baldo giovane, Lancillotto, che dopo aver conosciuto i curiosi abitanti della città ed anche il drago, pur sconsigliato, lo sfida e lo uccide combattendo. Città finalmente libera dalla tirannia? Niente affatto in quanto il sindaco, prima al servizio del drago, riprende tutti i poteri e in forma più sottile e subdola continua a tenere in soggezione i cittadini. Si ribella solo la giovane che doveva essere offerta al drago e Lancillotto si rende conto che la libertà si può ottenere solo consapevolmente e che la vera lotta deve nascere da una volontà collettiva di liberarsi dal male, si deve innescare un processo di riscatto spinto dall’educazione e dalla cultura. Alla fine la considerazione è una: “il drago è intorno a ciascuno di noi, può essere nella casa del vicino, tra i nostri amici e guardando con più attenzione, il drago, il tiranno, il male è dentro noi stessi e dobbiamo riconoscerlo, combatterlo e cacciarlo con un vero processo di cambiamento e riscatto”.  Lavoro ricco di tanti reconditi significati e che riscuote i consensi e gli applausi del pubblico. In scena nei panni del drago un simpatico ed efficace Pippo Pattavina, oltre a Marcello Perracchio nel ruolo del sindaco e di Sergio Seminara in quello del segretario comunale. Applauditi, poi, nei vari ruoli, i tredici allievi della Scuola d’Arte drammatica “Umberto Spadaro”: Lucia Fossi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Alberto Mica, Viviana Militello, Nicola Notaro, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Francesco Russo, Clio Scirà Saccà, Giorgia Sunseri e Irene Tetto.  “La morale della favola è chiarissima - sottolinea il regista Ezio Donato, esperto di letteratura e drammaturgia per ragazzi - quando una collettività, per ignavia o per paura, delega il governo ad un unico potere, le forze del male finiscono col vincere sul bene e nessuno potrà più chiedere giustizia”.

IL DRAGO
Produzione Teatro Stabile di Catania
fiaba teatrale di Evgenij Schwarz
adattamento e regia Ezio Donato
scene e costumi Dora Argento
musiche Joe Schittino
coreografie Donatella Capraro
luci Franco Buzzanca
con Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Sergio Seminara e gli allievi diplomati alla Scuola d'Arte drammatica "Umberto Spadaro" nel triennio 2008 -11: Lucia Fossi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Alberto Mica, Viviana Militello, Nicola Notaro, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Francesco Russo, Clio Scirà Saccà, Giorgia Sunseri, Irene Tetto.
Teatro Ambasciatori di Catania

Stampa Email