La regola del gioco

Dal 10 al 21 ottobre il Teatro della Tosse di Genova apre la sua nuova stagione con questa prima nazionale. Una drammaturgia della giovane e genovese Elisa D'Andrea, il cui testo incontra sulla scena la regia di Emanuele Conte in una riscrittura particolarmente efficace. Racconti, storie personali tra l'intimo e il sociologico si incrociano senza riconoscersi in una sorta di scacchiera virtuale, occupata solo da qualche sedia,

sotto l'occhio vigile di una telecamera che trasforma i movimenti scenici in articolazioni luminose, punti virtuali di un network che tutti ci riguarda. L'effetto è visivamente spiazzante ma insieme confortante, consentendo allo spettatore di alleggerire la tensione emotiva della narrazione e di elaborarla in una  trascrizione onirica che rimescola efficacemente anche il tempo e i tempi dello sviluppo dell'azione. Parrebbe in fondo una unica narrazione che, come nei sogni appunto, ribalta e confonde i ruoli proiettando in un specchio, talora grottescamente distorto, le dinamiche dei sentimenti più comuni, all'apparenza semplici  e banali ma in realtà complessi, che animano le nostre esistenze. Il mondo circonda i personaggi, la coppia in crisi, il tradimento, i due anziani, le giovani omosessuali, la famiglia variegata di oggi dunque, come uno sfondo, come un paesaggio visto da una finestra sempre aperta ma per noi invalicabile, da cui talora fa tragicamnte irruzzione, mentre in quella sorta di vetrino da laboratorio che pare articolare la trascrizione drammaturgica e scenica le nostre vite scorrono apparentemente senza bisogno, o addirittura contro la nostra stessa consapevolezza. Una buona drammaturgia, una buona regia per un esordio interessante della stagione del Teatro della Tosse. Ne sono protagonisti i bravi Silvia Bottini, Linda Caridi, Bruno Cereseto, Sara Cianfriglia, Andrea Di Casa, Sara Nomellini, Lucia Schierano che portano esperienza e, insieme, freschezza recitativa. I costumi di Danièle Sulewic, le luci di Tiziano Scali e i movimenti coreografici di Michela Poggi danno consistenza anche figurativa all'idea registica e alla sintassi scenica cui ha collaborato Yuri D'Agostino. Il tecnico video è Luca Riccio.

 

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