Il treno del sole

E’ un quadro sicuramente realistico, crudo, quello offerto dalla Cooperativa Officina Teatrale Mediterranea al pubblico del Teatro L’Istrione di Catania, nell’accogliente ed elegante sala di via De Roberto 11, dall’autore catanese Riccardo Trovato con la sua ultima fatica, “Il treno del sole”. La pièce parla di un treno notturno che collegava il Sud con il Nord, una sorta di simbolo, di Italia unita e di emigrazione

con destinazioni: Milano, Torino e Venezia.  La messinscena, con la lineare e scorrevole regia di Riccardo Maria Tarci, si avvale di oggetti scenici semoventi che diventano ora elementi di uno studio, ora la panchina di una stazione, ora la povera casa di una giovane famiglia e può contare su un essenziale coro che, con tanto di maschere e balletti, conferisce brio e ritmo allo svolgimento della pièce.  Riccardo Trovato nel lavoro fa riferimento alla crisi che investe oggi tutta la nostra società e soprattutto i giovani siciliani, costretti, come del dopoguerra, ad emigrare per trovare lavoro e poter sfamare così la famiglia. Sulla scena i destini del saggio professore Sisto, alle prese con libri e poesie, del giovane Mattia desideroso di apprendere e della sorella Stella che vuol fare  l’attrice, ma non trova opportunità, si incrociano con quelli dei disperati amici, in procinto di emigrare, Santo e Turi e della moglie Rosa.  La vicenda narrata, attraverso la poesia di Ignazio Buttitta dal titolo “’U trenu di lu suli” o con altre citazioni di Tomasi di Lampedusa ed incrociandosi con personaggi, autori quali Martoglio, Pirandello, Verga, Capuana,  De Roberto, Sciascia, Fava, Musco, Turi Ferro, Antonello Da Messina, Archimede, non è altro che un modo per denunciare l’atavico stato di sofferenza di una terra come la Sicilia, in procinto di cambiare, ma poi sempre uguale, ricca di luce, di mare e di cultura ma che non riesce ancora oggi, nel 2012, a garantire un futuro ai propri figli, ad impedire che tanti giovani lascino la loro terra generosa, odorosa, ma allo stesso tempo povera, debole ed incapace di offrire opportunità lavorative.  Grazie ad un cast ben amalgamato, ad un regia attenta, ad un coro puntuale, lo spettacolo fa centro ed è come un pugno allo stomaco e che costringe a guardare in faccia alla realtà in una terra in cui tutto è difficile, complesso, dalle mille sfaccettature e contraddizioni.  In scena si fa apprezzare Massimo Leggio nel ruolo del saggio professore Sisto, così come la disperata e generosa Rosa di Cindy Cardillo, i giovani Mattia e Stella di Gianmarco Arcadipane e Maria Rosa Sicali e gli amici Turi e Santo resi con grande pathos da Daniele Sapio e Valerio Santi. Applaudito anche l’essenziale coro formato da Lucia Portale, Francesco Russo, Gianni Rossi, Giada Caponetti, Lucio Cucinotta, Anna Patanè. Applausi finali, quindi, per lo spettacolo di Riccardo Trovato che, da artista siciliano, denuncia lo status della propria terra, di in’isola dove tutto sembra tornare indietro nel tempo. Trovato, mette a confronto generazioni diverse di siciliani, con la speranza che si riesca ad invertire la rotta e la gravità di una condizione che vive su una tragica consapevolezza, ovvero che da secoli non è mai cambiato nulla!

“Il treno del sole”
di Riccardo Trovato
con Massimo Leggio, Daniele Sapio, Cindy Cardillo,
Valerio Santi, Gianmarco Arcadipane, Mariarosa Sicali
Coro: Lucia Portale, Francesco Russo, Gianni Rossi, Anna Patanè,
Giada Caponetti, Lucio Cucinotta.
Regia di Riccardo Maria Tarci
Movimenti coreografici e maschere di Massimo Leggio
Allestimenti di Valerio Santi e Gianni Rossi
Teatro L’Istrione e Cooperativa Officina Teatrale Mediterranea
Teatro L’Istrione di Catania
22-24 novembre 2012

 

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