La Signora Baba e il suo servo Ruba

In scena alla sala Campana del Teatro della Tosse di Genova, dal 7 al 12 gennaio, questo spettacolo vincitore del premio “Urgenze” del Teatro Inverso di Brescia. Torna così a Genova, nel contesto del “Caniere Campana” interessante rassegna di giovani gruppi e di teatro innovativo, la Compagnia “Neuroni in movimento” ma con un testo originale scritto e diretto da Marco Taddei, che ne è protagonista in scena  con i suoi due bravi compagni Barbara Morselli e Vito Saccinto. Testo dalla doppia ispirazione, iscrive nella struttura del “Puntila e il suo servo Matti” di Bertold Brecht episodi di vita reale, come confessa il drammaturgo, che inverano quasi il procedere alienante dell'insegnamento brechtiano, accentuandone il sapore satirico e comico in una sintassi che sembra però guardare più che al musical ad un scrittura quasi televisiva di impatto e percezione immediata da parte di un pubblico in prevalenza giovane. Ruba, indiano privo di permesso di soggiorno, è costretto a subire lo sfruttamento di Baba padrona di una trattoria romana e poi del nipote che eredita il ristorante alla sua morte. I due quadri in cui dunque si articola la pièce ben si sovrappongono con un effetto di duplicazione drammatica che sigilla inesorabilmente la condizione dello e degli “sfruttati”. Taddei in effetti preserva la struttura compositiva tipica del teatro di Brecht, racchiusa tra prologo ed epilogo, ma ne stempera fortemente gli accenti etici o moralistici in una composizione che fa della farsa, occhieggiante anche al teatro di Dario Fo, il registro dominante. Efficace peraltro, da questo punto di vista, l'amalgama con le canzoni di Paolo Li Volsi anche se l'effetto complessivo appare talora eccessivamente 'facile',verso il comico piuttosto che accentuarne il grottesco, con un effetto finale non chiaramente definito ovvero sostanzialmente 'sospeso'. In questo registro la capacità recitativa dei giovani protagonisti è indubbia ma l'insieme, come detto, appare a volte eccessivamente 'leggero', quello cioè di una cabaret che senza grottesco alla fine non morde fino il fondo la sua preda. Molti gli applausi e molto l'apprezzamento del lavoro dimostrato dal pubblico numeroso.

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