• Home
  • Risorse
  • Recensioni

Recensioni

Drammaturgia contemporanea in scena                                                             

Cerca una recensione

Fronte del porto

Questa riscrittura adattata alla Napoli anni 80 del famoso soggetto/sceneggiatura, ispirato ad una inchiesta giornalistica premio Pulitzer in quegli anni, di Bud Schulberg, che condivide con il pluripremiato e omonimo film di Elia Kazan del 1954, ha un grande merito accompagnato però, secondo me, da alcuni limiti. Il grande merito è quello di riportare sulle scene italiane i temi sociali, economici e del lavoro, precario ormai per definizione e oggi ben più di allora, spesso dimenticati o accantonati quasi che anche il teatro fosse rimasto vttima di una coazione a nascondere e a dimenticare che sembra aver presto prevalso nel passaggio di secolo e millennio. Tornare a parlare di subordinati, proletari e lotta di classe, come già Fausto Paravidino su questo stesso palcoscenico, e anche di infiltrazioni camorristiche, è una ventata non solo di aria fresca, nuova in quanto universale, ma soprattutto di verità, quella verità non cercata che informa i rapporti di forza e di potere in una Società in cui la

Leggi tutto

Stampa Email

Le mille e una Bruna

La Bruna è una donnona un po’ Alda Merini, un po’ Monicelli, un po’ Carlo Monni, come ama chiosare il suo creatore, l’attore, autore e regista Alessandro Riccio. Nata nel 2014, questa cantante improbabile si esibisce sui palcoscenici toscani raccontando una storia di canzoni, musica. La sua è una vita vissuta che si dipana pian piano in progressivi svelamenti. E’ “Bruna e la notte”, un vero capolavoro del teatro italiano contemporaneo per la ricchezza della scrittura e la resa eccellente del personaggio. L’arcobaleno di colori della Bruna oscilla dall’euforia alla malinconia, dalla battuta sagace in puro spirito toscano all’elegia sentimentale, con il tutto esaurito nelle numerosissime repliche. “Le mille e una Bruna”, in scena al fiorentino Teatro di Rifredi fino al 28 novembre, ne è il giusto e riuscito completamento. Ancora lì sul palcoscenico insieme al suo fidato Franchino al piano (Alberto Becucci), con canzoni del tempo che fu, un po’ vere e un po’ improvvisate. Lui è la sua spalla e il suo

Leggi tutto

Stampa Email

Diplomazia

"Diplomazia" dell'autore francese Cyril Gely è un lavoro di notevole caratura, con un impianto scenografico coinvolgente e dei protagonisti di grande spessore. In scena alla sala Verga di Catania, prodotto dal Teatro dell'Elfo e dallo “Stabile” etneo, per l’odierna stagione di prosa, con la magistrale interpretazione di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Il testo di Ciril Gély ha debuttato nel 2011 al Théâtre de la Madeleine di Parigi ed è stato portato al cinema, sull’onda del successo, nel 2014 da Volker Schlöndorff con Niels Arestrup e Andrè Dussollier che l’avevano già interpretato in teatro. L'atto unico, in circa novanta minuti, nella traduzione di Monica Capuani, presenta allo spettatore due personaggi di grande spessore, due figure determinate, offrendo ai registi Elio De Capitani e Francesco Frongia la storia giusta, l'occasione per una riflessione sull’oggi, grazie ad una vicenda che mette in gioco la libertà, il destino e le responsabilità individuali. La storia narrata è intrigante e coinvolgente: nell'afosa notte tra il 24 e il 25 agosto 1944 il generale Dietrich von Choltitz, governatore di Parigi durante l’occupazione nazista e il console svedese Raoul Nordling, si fronteggiano in uno scontro verbale

Leggi tutto

Stampa Email

Orestea

Esiste nella nostra comunità, e mi piace chiamarla comunità piuttosto che società, una nostalgia anzi una necessità di essenza, in qualunque modo vogliamo definirla, di quella essenzialità e irriducibilità metafisica, cioè, sui cui si fonda l'umanità dell'uomo in relazione, e talora anche in contrapposizione, con la Natura e con la Storia. È una necessità, estetica e insieme etica, che fluisce sottrotraccia, quasi inconsapevole, filtrata e distorta dai rumorosi brusii di una indifferenza indotta che ci maschera, ma è anche una esigenza che resta ineludibile e destinata a mutarsi in sorda sofferenza se non elaborata. Per fortuna alcuni artisti più sensibili o attenti dimostrano la capacità e la volontà estetica di intercettare quella necessità per rappresentarla e trasfigurarla sulla scena. Tra questi certamente Lenz Fondazione che ne recupera i segni e le radici trasmessici dalla grande tragedia, soprattutto quella dei suoi secoli aurei, l'Attica e il seicento tra barocco e teatro elisabettiano, in

Leggi tutto

Stampa Email

Eppideis

Ha debuttato a Catania, nella nuova Sala Futura di via Macallè 3 del Teatro Stabile etneo, in prima nazionale, inaugurando la stagione Numero zero, la pièce “Eppideis” del drammaturgo, scrittore, regista e attore palermitano Rosario Palazzolo. Si tratta di un monologo intrigante ed originale, interpretato da Silvio Laviano e prodotto dal Teatro Stabile etneo.  In una scena coloratissima (una stanzetta con arredamento anni Cinquanta simile ad un set cinematografico), curata da Mela Dell’Erba, si muove il protagonista, Silvio Laviano, nei panni di Gioni, una ragazzina di tredici anni, sorridente, solare, empatica, che vive nel mondo felice e scintillante dei meravigliosi anni Cinquanta, nella realtà immaginifica del telefilm "Happy Days". Laviano - Gioni, con i suoi vestitini colorati, con i suoi baffi, il suo mondo ribaltato e falso, scende spesso tra il pubblico, fissa ed interroga gli spettatori chiamati con i nomi di personaggi della sua realtà immaginaria, coinvolgendoli così nel suo futuro distopico, in una dimensione cercata, costruita e dentro un ambiguo personaggio femminile, oscurando una realtà inaccettabile. E la cittadina di Gioni, la sua "Milvuochi", i suoi amici e amiche, i suoi

Leggi tutto

Stampa Email

Evǝ

I maschi, le femmine e quelli o quelle che stanno in mezzo, ovvero le persone omosessuali e le persone che sono maschi fisicamente ma si sentono intimamente e sostanzialmente donne o quelle che sono donne ma si sentono intimamente e sostanzialmente maschi, e ancora quelli che vivono nella transizione. Anche questa è oggi la realtà del genere umano e probabilmente questa realtà è stata sempre presente, presente e viva sin dalla notte dei tempi sebbene millenni di culture maschiliste l’abbiano negata, brutalmente semplificata e ristretta a soli due generi con connesse identità. C’è quindi poco da discutere, ma solo da accettare che la realtà umana è questa e schierarsi e battersi affinché qualunque cittadino che, a causa della sua identità di genere, subisce discriminazioni, ingiustizie o addirittura violenze, possa sentire lo Stato dalla sua parte e pronto a difenderlo. È una battaglia che la compagnia bolognese “Teatri di vita” porta avanti da sempre ed è la sostanza concettuale di Evə, lo

Leggi tutto

Stampa Email