• Home
  • Risorse
  • Recensioni

Recensioni

Drammaturgia contemporanea in scena                                                             

Cerca una recensione

The Samson option

Nell'estate dei festival è possibile vedere molte novità, debutti, anteprime e studi che talvolta hanno la possibilità di sviluppare le loro potenzialità spettacolari nell'ambito delle stagioni invernali immediatamente successive. Il Teatro Marconi di Roma offre, in questo mese di luglio, nell'ambito della sua struttura ampia e polivalente, moltissimi appuntamenti di questi tipo, mandando in scena, nei due palcoscenici di cui può disporre (uno nella sala interna ed uno all'esterno) un numero decisamente importante di eventi. La novità a cui ho potuto assistere lunedì 15 luglio, nel palco esterno dello spazio romano, non è un debutto vero e proprio ma certamente mostra di essere uno spettacolo che potrebbe (e, a mio parere, dovrebbe) trovare una struttura ed un ritmo più fluido e convincente. Si tratta dell'atto unico The Samson option, scritto da Camilla Ribechi ed

Leggi tutto

Email

Asia

C’è un importante segmento della cultura letteraria italiana che da sempre si sofferma a riflettere sulla vita delle periferie urbane, delle borgate, dei grandi quartieri delle città esplose demograficamente e urbanisticamente nel novecento e soprattutto nel secondo dopoguerra. È un filone di ricerca, di elaborazione letteraria e di rispecchiamento artistico molto frequentato da scrittori e poeti e che poi, naturalmente, è tracimato nel cinema, nella canzone d’autore, nel teatro. Basta fare il nome di Pasolini e ricordarsi della sua passione per le borgate di Roma per capire la potenza, la fecondità e la profondità (anche diacronica) di questo filone d’ispirazione. Così vien fatto di pensare in relazione ad “Asia”, spettacolo costruito sul bel testo omonimo che l’autore, il medico e scrittore Antonio Ciravolo, ha pubblicato e poi ha voluto realizzare per la scena insieme con l’attrice catanese Tiziana Giletto. Uno spettacolo necessario, che sorprende per l’elegante, ruvida semplicità e per la

Leggi tutto

Email

La signorina Felicita ovvero la felicità

Talora la poesia è costruita su un conflitto che lei stessa, e per sua stessa essenziale natura, smaschera e rappresenta, il conflitto tra la parola ed il suo significato e quindi il conflitto, quello essenziale e profondo in ogni essere umano, tra il procedere della vita ed il suo senso, sempre più sfuggente in una contemporaneità acerba e inconsapevole. Anche questo, come ogni conflitto, ha bisogno di un suo campo di battaglia, di uno spazio aperto in cui dispiegarsi e dissolversi, e qui il campo di battaglia è il linguaggio, qui lo spazio che si apre è il nostro improvviso e inaspettato sorprenderci di fronte alla povertà della parola che sembra incapace di contenerci e di dare piena ragione di noi stessi. In proposito uno dei più sinceri esegeti di Guido Gozzano, cui come noto dobbiamo l'omonimo

Leggi tutto

Email

The confession

Quinto e ultimo appuntamento della XXIV “Rassegna di Drammaturgia Contemporanea” curata dal Teatro Nazionale di Genova, è in scena questa drammaturgia, inquieta e inquietante, del siriano Wael Qadour da tempo rifugiato politico in Francia. È una drammaturgia, intuita e concepita già dal 2013 ma che ha assunto una versione definitiva solo nell'esordio del 2018, costruita come una matrioska, su una stratificazione e incorporazione di suggestioni apparentemente lontane, da Schubert a Schiele, ma come riconciliate e rese coerenti dal riferimento drammaturgico a “La Morte e la fanciulla” del cileno Ariel Dorfman, oggetto anche di una famosa versione cinematografica di Roman Polanski. In una Siria travolta da una ennesima rivolta e straziata e dissipata tra repressione e integralismi, un

Leggi tutto

Email

Purgatorio

È la seconda anta di un dantesco trittico immediatamente, intimamente e anche necessariamente politttttttico, per riconfermare uno dei termini fondativi dell'idioletto delle Albe, in quanto capace di leggere e rappresentare nelle mille piegature della poesia esposta nei sentieri che percorrono le nostre storie, le mille piegature della realtà del nostro esistere, ieri e oggi e magari anche domani.
Il secondo movimento, dunque, di quella Commedia diventata 'divina' soprattutto perché profondamente umana, un Purgatorio così scandalosamente fedele a sé stesso, guardato e mostrato attraverso gli occhi fedeli di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ed in cui la stessa parola è prima 'vista' e poi 'udita' mentre transita sulla scena aperta della città. Si prende dunque, noi e loro, la via dei 'fedeli d'amore' che nella gioventù di Dante avevano già visto ed anticipato l'energia di quell'amore che muove il mondo intero, incastonato nello sguardo perduto ma così ritrovato di Beatrice,

Leggi tutto

Email

Tripolis

Le vicende del colonialismo italiano appartengono soprattutto alla ricerca storiografica dell’Italia contemporanea, mentre sono pressoché scomparse dalla memoria attiva degli italiani. La Libia, la Somalia, l’Eritrea, l’Etiopia, l’Albania, sono state nostre colonie e in esse noi italiani abbiamo vissuto e lavorato, fatto progetti e affari, abbiamo amato certo ma, altrettanto certamente, ci siamo macchiati di crudeltà e infamità mostruose che svuotano di senso ogni mitologia bugiarda e autoassolutoria che ci descrive come “brava gente”. Vicende crudeli, dolorose e nemmeno troppo lontane nel tempo eppure, come direbbe il filosofo Giorgio Agamben, “indimenticabili” ovvero “non dimenticabili”, non passibili d’oblio perché probabilmente mai entrate davvero nella memoria collettiva del nostro popolo, ammesso che tra fine ottocento e primi del novecento sia esistita davvero un’entità collettiva tale da potersi definire popolo italiano. Ecco, la storia del colonialismo italiano non è diventata mai

Leggi tutto

Email