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Articoli e interviste

Resistere e creare 2017

Il Festival di danza internazionale “Resistere e Creare” diretto da Michela Lucenti e giunto alla sua terza edizione ha offerto ancora una volta negli spazi del Teatro della Tosse di Genova, l’occasione di gettare uno sguardo su quello che si muove nelle viscere della danza contemporanea, un’arte che sembra in questi anni tendere sempre più ad un rimescolamento e ad un meticciamento con altre forme di rappresentazione, da quella figurativa alla drammaturgia stessa. Ne sono esempio le tre brevi performance che la sera del 7 dicembre, nel ridotto La Claque, hanno avuto come oggetto gli uomini, intesi proprio come genere, e il loro diverso modo di ‘occupare’ lo spazio ed il tempo delle loro giovani esistenze. È infatti andato in scena il trittico “Gli Uomini”: tre solo di Yoris Petrillo, Simone

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La stravaganza in scena

“La Stravaganza Onlus”, è un’Associazione Culturale fondata nel 1996 e diventata Organizzazione di Volontariato ONLUS nel febbraio del 2001. L’associazione si occupa di sviluppare e diffondere i valori della solidarietà e dell’integrazione sociale, promuovendo attività legate all’ambito teatrale e aperte al disagio socio-culturale, psichico e psico-fisico. Dal 1996 al 2008, sono state rappresentate, nei teatri di tutta Italia e in Europa, sette Opere Teatrali-Musicali, ideate e dirette dal socio-fondatore Prof. Denis Gaita cuore e mente dell'Associazione che ha sempre operato nel settore del disagio psichico, dell'handicap e dell'emarginazione attraverso strumenti musicoterapici. A Denis si devono gli straordinari spettacoli teatral-musicali - "Una Noce poco fa", "L'Aida da tre soldi", "Walzer e Tabù" e "La Norma Traviata" - interamente ideati, messi in scena e cantati dal gruppo di lavoro da lui diretto, composto da pazienti, volontari, medici, operatori., riscuotendo un notevole successo di critica e

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Intransito 2017

Il teatro è assediato, il teatro è in crisi, sono questi i ritornelli che si ripetono e ormai rimbombano nelle orecchie degli operatori e degli artisti, con un rumore di fondo da cui è difficile liberarsi, difficile ma necessario. Perché, a mio avviso, è proprio il paradigma che sottintende quelle affermazioni, apparentemente banali ed evidenti ma in realtà man mano indotte da interessi che le prescindono, a renderle pervasive, e il paradigma è, in fondo, proprio l’economia e l’economicità (il “denaro”) che, nella nostra società, tutto pervade rendendo maledettamente difficile che nascano, anche a teatro, nuove e diverse ‘visioni’. Dunque ben vengano occasioni in cui e con cui combattere e, chissà, anche sconfiggere il paradigma economico che ci frena e ci soffoca, occasioni in cui la gratuità dell’arte e del teatro, la sua non-economicità, addirittura la sua anti-economicità, ci permettano di guardarci dentro e recuperare una umanità in fondo mai perduta. INTRANSITO, festival teatrale promosso dal

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L'ITE e il musical fantasy

L'ITE, Istituto teatrale europeo, è una bella realtà con sede a Roma ma anche a Firenze e Palermo, nata a Milano 44 anni fa grazie a Mariagiovanna Rosati Hansen, attrice, regista e Art Theatre Counsellor. In questi anni l'istituto è divenuto un centro di eccellenza per la formazione nelle Arti Terapie Espressive e Centro di Preparazione Professionale per l’Attore ed il regista teatrale, fornendo servizio fisso di Counseling per gli studenti e gli insegnanti accreditato dal Miur. L'Istituto gestisce anche un piccolo teatro nel quartiere San Lorenzo di Roma, fianco a fianco con gli edifici dell'Università La Sapienza. Accanto all'attività di Alta formazione realizza progetti di scambio internazionale, come il recente progetto triennale con la Polonia, e produce spettacoli. L'ultima produzione, che ha debuttato a Roma nel bellissimo Teatro Greco alla fine di ottobre, rappresenta uno sforzo produttivo piuttosto importante. Si tratta di una rivisitazione musical-fantasy, come definito dalla stessa regista

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Il teatro di parola 4: Mauro Avogadro

Attore, regista, pedagogo generoso e seguitissimo, Mauro Avogadro ha lavorato per anni accanto a Luca Ronconi, condividendo e testimoniando i capisaldi di quel  teatro di parola che si definiva man mano nel laboratorio di  Prato fino a diventare la sua cifra distintiva.  Forse non lo sanno gli ostinati amanti della parola ben detta, ma gli devono molto.  Il suo capillare lavoro di resistenza, il suo sano proselitismo con i giovani allievi, dalla scuola del Teatro Stabile di Torino a quella dell’Inda di Siracusa fino al Piccolo di Milano, senza tralasciare i laboratori monografici che molti ex allievi gli affidano qua e là in giro per l’Italia,  fanno di Avogadro un benefico untore, portatore di un seme che quando attecchisce ci fa ben sperare. “Anche se io gli allievi li tratto da attori”. Chi vuole vedere come ‘tratta’ gli attori, vada a vedere come se la cavano Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in Copenaghen, lo spettacolo dal testo di Michael Frayn di cui Avogadro è regista,

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Il successo di Glob(e)al Shakespeare

Volge al termine il grandioso progetto del Teatro Bellini di Napoli che, fortunatamente, ha messo d’accordo pubblico, critica, studiosi e addetti ai lavori, trasportando gli spettatori all’interno del vortice teatrale in scena sul palcoscenico trasformato. Come abbiamo descritto accuratamente, sin da giugno scorso, la platea e la scena del teatro napoletano sono state modificate per avvicinarsi alle fattezze del Globe Theatre londinese. Il susseguirsi di spettacoli, due per ogni replica, tra tragedie e commedie, ha reso possibile la presenza di un numeroso ed eterogeneo pubblico che ha apprezzato costantemente, anche ad ottobre, i risultati che ha ottenuto il Teatro Bellini. Il progetto volge al termine, per ora, cioè conclude le sue ultime repliche e spinge il pubblico ad un ulteriore tour de force, ossia la lunga maratona che vedrà in scena, dal 24 al 26 ottobre, tutti i sei spettacoli shakespeariani che ci hanno accompagnato dalla conclusione della precedente stagione teatrale,

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