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Articoli e interviste

Festival Opera Prima 2022

Di generazione in Generazioni, siamo ormai alla diciottesima, questo appuntamento rodigino tra i rami del grande fiume oggi un po' in crisi come tante cose da noi, si conferma nella sua disponibilità ad accogliere e a promuovere, indifferente quasi, ovvero testardamente resiliente ad ogni difficoltà che attraversa il suo orizzonte. Soprattutto, covid o non covid, guerra o non guerra, tra sospensioni imposte e riprese, a fianco delle giovani creatività che sono il nucleo, espresso nell'ormai tradizionale “Bando Opera Prima”, del suo pensiero estetico e della sua prassi artistica, ritrova il suo profondo respiro internazionale, forzatamente assente in questi ultimi tempi. Se molti, infatti, negli anni più recenti hanno ripiegato verso una elaborazione più intima, ovvero proseguito in una ricerca che aveva in loro stessi, inevitabilmente, il suo baricentro, il Teatro del Lemming con Massimo Munaro ha confermato, se mi si consente il paragone religioso, la sua natura di ordine mistico ma insieme militante, rivolto al

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FringeMI Festival

Diamo i numeri! Quasi 5mila spettatori tra teatro, incontri, musica e mostre. un progetto che si è sviluppato nell’arco di sette giorni, coinvolgendo sette quartieri di Milano, 33 palchi per un centinaio di eventi con proposte per spettatori di ogni età. Il 50% del pubblico ha affollato gli spazi del quartiere NoLo di Milano (un quartiere a nord della città a ridosso di piazzale Loreto, già palcoscenico delle prime tre edizioni del festival) e per il restante 50% ha riempito gli spazi degli altri quartieri della città: Calvairate, Adriano, Martesana, Benedetto Marcello, Cistà (Citta Studi Acquabella) e la Fondazione AEM di Piazza Po. Si conclude con questo bel successo un festival nato originariamente dal basso, dai cittadini. Il progetto poi, mano a mano, si è arricchito grazie al contributo di diverse associazioni:  Bardha Mimòs che organizza direttamente anche gli eventi nel quartiere NoLo; Adriano Fringe organizzato da Spazio LaGobba, Benedetto Marcello Fringe, organizzato da Benedetto Marcello Social Street,

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Teoria della classe disagiata

Nell’ambito del Festival Risveglio di Periferia, sarà possibile assistere a Milano, nello spazio scenico Teatro Edi Barrio’s, alla rappresentazione TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA, tratta dal libro di Raffaele Alberto Ventura. La regia di Giacomo Lilliù dà vita ad uno spettacolo fantasioso con uso intelligente e creativo della tecnologia. Quadri d’autore, fumetti, colori e volatili simpatici, scorrono fra un flash drammaturgico e l’altro, valorizzando la parola scenica della drammaturga Sonia Antinori. Un testo scorrevole e ironico caratterizzato da dialoghi taglienti e incisivi. Ho la possibilità di gustare un assaggio dello spettacolo in anteprima e invito il pubblico di dramma.it a goderlo dal vivo. La classe disagiata rappresenta un capitalismo in crisi permanente che punta a vendere stili di vita che non possiamo permetterci. Il debito che ci schiaccia non è altro che l’immagine rovesciata delle nostre aspirazioni deluse, dei sogni irrealizzati ecco l’altissimo costo che paghiamo per continuare a ostentare

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Guardare il rimbombo del tuono

Si è da poco tempo conclusa la prima esperienza, il primo anno accademico direi, di “Malagola – Pratiche di creazione vocale e sonora”, corso di alta formazione artistica e teatrale dedicata appunto al suono e alla voce che lo articola in scena e non solo, dandogli così la sostanza del sogno, ovvero trasformandola in corpo, un corpo concreto che può andare al di là del corpo dell'attore stesso che agisce quel suono e quella voce. La risonanza è casuale (Malagola è il nome della famiglia nobiliare già proprietaria del palazzo che ospita i corsi), ma come tutte le coincidenze ha anche una profondità liricamente inaspettata, quasi inattuale, che può in ciascuno diversamente fruttificare. Un progetto di scuola e di Centro Studi voluto fortemente da Ermanna Montanari, che ne ha la direzione e che probabilmente ha da sempre maturato una specifica visione di sé e del teatro che l'ha portata a concepire, silenziosamente, una siffatta iniziativa. Al suo fianco innanzitutto, come condirettore, il

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Still Life. A Chorus for Animals, People and all other Lives

Dal 4 al 31 maggio 2022, Milano come un grande palcoscenico europeo, ha regalato momenti di artistici e culturali di grande vivacità. L’Europa, è diventata la casa di tutti gli artisti e del loro sguardo critico nei confronti del presente. Un modo per aprire prospettive sul futuro, si parte dal presente, si accoglie il passato dentro di noi, per andare verso il futuro, come fecero Giorgio Strehler e Paolo Grassi creando il Piccolo Teatro in risposta alla frattura della guerra. Questo il senso dell’omaggio a Strehler a cui è dedicato il Festival, un dialogo autenticamente contemporaneo con le radici stesse del Piccolo. Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) rappresenta il momento culminante della mostra “Strehler100”, il programma di celebrazioni che il Piccolo Teatro ha immaginato in occasione del centenario del suo fondatore e che copre un intero anno di iniziative, dal 14 agosto 2021 al 14 agosto 2022. Un omaggio a queste due importanti figure, due ragazzi che avevano poco più di 25 anni, Paolo Grassi e Giorgio Strehler, diedero inizio, nella Milano del dopoguerra, a un’avventura culturale rivoluzionaria, spargendo tra le macerie di una città addolorata dalla guerra, i semi di una

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Archetipi dell’umano, in scena a Siracusa Agamennone ed Edipo

Sono straordinari cimenti di cultura, di talento d’arte e di sapienza costruttiva, questo sono gli spettacoli che ogni anno vanno in scena nel Teatro Greco di Siracusa. Spettacoli realizzati a partire dai testi/capolavoro della drammaturgia classica greca. Raccontiamo quest’anno della LVII edizione delle Rappresentazioni Classiche organizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, e raccontiamo di Agamennone di Eschilo (dal 17 maggio a date alterne fino al 12 giugno) e di Edipo Re di Sofocle (dal 18 maggio a date alterne fino al 3 luglio) diretti e realizzati rispettivamente da Davide Livermore (direttore artistico del Teatro Nazionale di Genova e già al suo terzo anno di presenza a Siracusa dopo Elena di Euripide e Coefore/Eumenidi di Eschilo) e dal canadese Robert Carsen. Per capire l’Agamennone (traduzione di Walter Lapini) occorre fare un passo indietro e partire dall’allestimento di Coefore/Eumenidi della stagione scorsa. Pur trattandosi della seconda e della terza tragedia

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