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Articoli e interviste

Conversazione con Sergio Maifredi

I teatri sono chiusi, ma il Teatro non è chiuso, e continua a coltivare idee, a sviluppare, come può e con quello che ha a disposizione, idee e progetti, ad alimentare e a mettere a nostra disposizione la sua idea del mondo. E una rivista di Teatro, la nostra rivista di teatro? Continua anch'essa ovviamente, e se ha sospeso recensioni e notizie, essendo interrotte le stagioni, continua a dare voce a quel mondo, agli attori, ai registi, ai drammaturghi, affinché non si perda il contatto tra quelli e la società. Proprio per continuare ad addentrarci nel mare del teatro che è e che sarà, nella sua dimensione creativa e simbolica, noi, come rivista, abbiamo dunque pensato di avvicinare e di far sentire le voci di compagnie, direttori artistici, attori e drammaturghi. Nel mentre, dunque, diamo costante notizia delle iniziative in corso e continuiamo ad offrire la nostra ospitalità alla creatività degli scrittori di teatro, nella nostra ventennale, ricca di 1887 scritture, biblioteca on-line di testi drammaturgici, in

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Teatro Parenti on line

Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità. Convertire le difficoltà in risorse e opportunità, è l’insegnamento di Einstein, è il regalo che possiamo fare a noi e alle persone che amiamo e che sono, in questo momento, lontano. Possiamo comunque occuparci di loro dedicando pensieri, scritti e conversazioni a distanza. È quello che sta accadendo al Franco Parenti, sia pure nello sconforto di non poter continuare a seguire il pubblico del suo teatro, la direttrice conversa da lontano con gli spettatori. Tutto con la consapevolezza che la tecnologia non potrà sostituire il teatro, perché il teatro è un momento che vive nella sua unicità ed è un “atto unico” che si compie dal vivo.  È possibile vedere i racconti di Andrée Ruth Shammah sulla playlist YouTube  “#CasaParenti”. Pillole video piene di flashback, episodi inediti della sua vita artistica e personale, ora pubblicati on line anche in forma di podcast sulla piattaforma spreaker.it. Entrando nel sito del teatro si possono vedere le altre le

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Intorno al tempo presente, conversazione con Edoardo Erba

Edoardo Erba, drammaturgo e scrittore. Lo incontro, al modo oggi purtroppo consueto, per continuare ed approfondire il viaggio intrapreso nel teatro e nella cultura in genere, al tempo strano e ancora estraneo del “virus”. Con lui, da molti anni osservatore coerente di quel mondo, attentamente e curiosamente esplorato attraverso i suoi molti lavori che hanno occupato argomenti e suggestioni le più diverse, girovagando tra i palcoscenici di tutta Europa e oltre, cercheremo di andare al di là della contingenza, economica soprattutto, del momento per guardare, se si apre e come si apre, la nuova prospettiva psicologica, estetica e quindi artistica conseguente e che lui stesso definisce senza paradossi “interessante”. Una possibile elaborazione simbolica, una interpretazione rinnovata, perché, al fondo secondo Edoardo Erba, scrivere è un po' dare voce ai sogni, e nel sogno, insegna Schopenhauer, “l'intuizione della realtà presente è del tutto completa e minuziosa, mentre il campo della

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Il teatro è chiuso. Anzi no

Tutti i teatri sono chiusi non per mancanza di spettacoli, come d’estate, o per mancanza di spettatori, a volte succede. No, sono chiusi perché un virus entra nei polmoni di artisti e spettatori o spettatrici, da lì occupa tutto lo spazio alveolare e impedisce all’aria di entrare. Ovvio che si può morire. Unica difesa è stare a casa, chiudere porte e finestre, impedire che il virus e l’esterno entrino in noi. In questi 50 anni di teatro (!) a un certo punto ho percepito che il teatro era guardarsi dentro, rivoltare lo sguardo, il nostro sguardo, all’interno del nostro corpo, del nostro cervello. Se mi siedo in platea e guardo il palcoscenico è come se guardassi dentro di me. E mi aspetto che quelle figure mi rappresentino, appartengano cioè a miei ricordi, incubi, sensazioni che conosco o che ho censurato ferocemente e che invece lì sul palcoscenico c’è qualcuna che le dice per me, al posto mio. Una delle pazienti di Breuer/Freud, Anna O., chiamava i suoi incubi: Il mio teatrino privato*.

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Incontro con Teatro dell'Argine

Incontro, ovviamente via Skype, Micaela Casalboni e Andrea Paolucci del Teatro dell'Argine ITC di San Lazzaro, per discutere con loro di questo particolare momento che tutti coinvolge.

MDP Vorrei innanzitutto che ci diceste che cosa è oggi il Teatro dell'Argine. Come vi definite cioè a partire dai quattro obiettivi programmatici che voi stessi dichiarate, e cioè la gestione della stagione teatrale, i laboratori e i corsi, la promozione di iniziative rivolte al sociale che è un po' una vostra caratteristica da sempre, e infine la produzione di spettacoli. In breve come pensate di presentarvi?

MC Come tu hai detto Teatro dell'Argine è innanzitutto una Compagnia Teatrale. Nasciamo nel 1994, per cui questo è il nostro ventiseiesimo anno di attività, ma fin da subito ci siamo occupati di molte cose contemporaneamente, senza privilegiarne l'una o l'altra. Così produciamo spettacoli per il cartellone e per le tournée, spettacoli tradizionalmente da palcoscenico, gestiamo inoltre il teatro comunale di San Lazzaro, alle porte di Bologna, con la relativa stagione, le ospitalità e una sezione di teatro ragazzi, poi ogni anno organizziamo qualcosa come 250 laboratori per ogni età, ceto,

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Scene dalla pandemia: un breve diario

Nel mio ultimo racconto uscito su Dramma.it, il flanéur Mario, regista teatrale, tornato da Parigi, si rifugia nella “cuna” del suo teatro, come in uno spazio-tempo di salvezza interiore, di protezione, di conforto. Identificandomi con Mario, mi immagino di passare dal luogo protettivo del teatro all’interno delle mura di casa, che divengono il baluardo contro questo maledetto invasore e distruttore quale è il CORONAVIRUS.  Nel terribile ultimo mese di marzo ho spesso annotato giorno per giorno, come sulle pagine di un diario, pensieri, riflessioni, spunti vari, alcuni dei quali penso possano interessare i lettori della rivista.

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