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Articoli e interviste

Il teatro sull'acqua

Arona, sponda piemontese del Lago Maggiore. Dacia Maraini ha proposto e ispirato, dal 3 all'8 Settembre, la IX edizione del festival ideato insieme a Luca Petruzzelli, che dal 2014 si battezza “Il Teatro sull'Acqua” (con il bel esergo “Rendere possibile l'inaspettato”) e che, infine, ha come filo conduttore di questa edizione la poesia. Un Festival dunque eterodosso o meglio dall'ispirazione plurima, ma riconducibile in fondo alla comune partecipazione alla parola, in cui il teatro è parte promotrice di una sensibilità più vasta cui il segno estetico e letterario di Dacia Maraini conferisce una unità percettiva e artistica quasi inaspettata, una armonia paradossale nell'epoca delle esasperate specializzazioni. L'acqua ne è dunque l'orizzonte e la poesia una sorta di bussola, che ci guida tra apparizioni performative del teatro di figura, tra la fantasia del teatro di strada e l'estetica dello spettacolo di drammaturgia, mentre la letteratura si incarica, o almeno tenta, di riportare il mondo che ci

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Terreni creativi festival 2019

Decima edizione, tradizionale appuntamento di Agosto nella piana di Albenga, curioso incontro di realtà e teatro, irrigato dall'intelligenza e dalla sensibilità di Kronoteatro, una delle poche innovative realtà teatrali del comprensorio, riconosciuto dal Mibac come “Impresa di Produzione Teatrale” nonché ospite con il “Trittico della Resa” alla quarantaseiesima edizione della Biennale Teatro di Venezia, e del suo ideatore    Maurizio Sguotti che ne è, insieme, direttore artistico ed organizzativo. A “Terreni Creativi” infatti hanno cominciato a guardare con attenzione alcune delle più interessanti esperienze italiane che lo percorrono e ripercorrono trovandovi, credo, un luogo capace di stimolarne efficacemente e di saggiarne idee e suggestioni. Ma questo è lo spirito del Festival che abbiamo scoperto negli anni e di cui già abbiamo scritto a lungo. Anche quest'anno dunque si sono alternati eventi e spettacoli complessivamente interessanti, pur con occasionali perplessità, in un contesto, peraltro, forse meno omogeneo di altre edizioni ma con la capacità di lanciare sguardi in mondi estetici contrapposti e anche contraddittori quasi a rappresentare quella certa confusione

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Collinarea festival 2019

Lari è una sorta di scoglio improvviso, piantato nella pianura che da Pisa e Livorno si perde appena oltre Pontedera. Qui lo sguardo si raccoglie, quasi in meditazione, per lanciarsi nell'orizzonte aperto che circonda il mare e le prime avvisaglie dell'appennino toscano e umbro. Scenica Frammenti è una compagnia teatrale, quasi inaspettata anch'essa, che ha messo le radici in questo borgo medioevale, in questo castello costruito a difesa di chissà cosa, e che in questo stesso borgo da ventuno anni organizza un festival di teatro ed arte, Collinarea appunto, che per l'edizione 2019 (dal 27 Luglio a 3 Agosto)  ha scelto il titolo, ambizioso e suggestivo, di “Connessioni”. Questa denominazione è infatti una specie di 'exergo' che riassume e sintetizza il senso della progettualità di questa Compagnia, fondata e diretta da Loris Seghizzi, un figlio d'arte come si definisce in un libro di cui conto di parlare a parte, figlio però di un teatro di 'scarozzanti' spesso misconosciuto che attraversava

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Sere d’estate in giardino

Sei spettacoli, due novità assolute, due compagnie ospiti, una incursione nell’opera dei pupi dei Fratelli Napoli e nella produzione di Ovidio. Queste le proposte della seconda rassegna “Sere d’estate in giardino” che si svolgeranno nel Giardino Pippo Fava, in via Caronda 82 a Catania, residenza estiva del Centro teatrale Fabbricateatro, diretto da Elio Gimbo, che dopo il focus invernale su Franz Kafka (con “Il Processo” e “Lettera al padre”), dedica buona parte della rassegna estiva alla donna ed a figure femminili quali Nilde Jotti, Edith Piaf, Audrey Hepburn.
L’organizzazione è del Centro teatrale Fabbricateatro, scene di Bernardo Perrone, luci di Simone Raimondo, supporti tecnico-informatici di Gianni Nicotra, ingresso euro 10,00 (ridotto euro 8,00), info: 3473637379. Ad inaugurare la rassegna, il 23 Luglio, con replica il 24, alle ore 21, la Marionettistica Fratelli Napoli con “Rinaldo e Gattamogliere” da un copione elaborato da Alessandro e Fiorenzo

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Santarcangelo Festival 2019

Tra le colline degradanti che anticipano le sabbie della Rimini estiva, si rinnova un evento ormai diventato tradizione in una Europa che ha poche occasioni pari a questa per riconoscersi e ancora di meno per guardarsi un po' dentro senza infingimenti. Una tradizione tra l'altro che coniuga questo respiro internazionale, proprio degli organizzatori e dei partecipanti, con il rinnovato attaccamento e interesse al territorio che da quasi cinquant'anni la ospita e e la alimenta. È questo sguardo uno sguardo mutevole, camaleontico quasi, in quanto capace di immergersi e celarsi nei suoi luoghi per poi carsicamente ricomparire nella piena fedeltà a sé stesso. Un festival europeo legato profondamente dunque a quelle radici così singolari e particolari che lo nutrono e che, forse proprio per questo, appare talora incoerente ed inattuale quasi che gli esiti sfuggissero alla stessa volontà di preservare e valorizzare. Un compito che infatti non è sempre premiato dagli intenti estetici e dagli

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FuoriFormato festival

Quattro giornate per quattro diverse location, undici spettacoli e sette film questi i numeri del  Festival FuoriFormato giunto al suo quarto anno. Organizzato dal Comune di Genova e curato da Teatro Akropolis, Rete Danzacontempoligure e Augenblick, giovandosi inoltre della collaborazione della Società per Cornigliano, di Palazzo Ducale Genova Fondazione e del Museo Biblioteca dell'Attore di Genova, istituzione quest'ultima talora non valorizzata come merita la ricchezza delle sue collezioni. Un festival ancor più arricchito dalle partecipazioni internazionali di prestigio caratterizzato dall'ingresso libero ad ogni evento. Più che un Festival nella sua tradizionale accezione però, soprattutto un momento prima di ricerca e poi di condivisione, sotto lo sguardo attento dei drammaturghi di Akropolis David Beronio e Clemente Tafuri, dei fermenti che attraversano la danza ed il teatro performativo contemporaneo spinto, dalla stessa baumaniana fluidità di una Società e di una Storia in apparente dissoluzione, a ricercare contatto e fisicità, a 

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