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Articoli e interviste

Edoardo Sanguineti: 10 anni.

Proprio oggi 18 maggio, ma dieci anni fa, moriva d'improvviso Edoardo Sanguineti, dopo un breve, inaspettato ma soprattutto tormentato ricovero in un anonimo pronto soccorso genovese. Strano e paradossale destino per una vita lunga ottanta anni ma sempre vissuta su quella sorta di strano confine che sta tra l'estrema riservatezza e il desiderio e la capacità di incidere sul quotidiano di tutti, di modificare inavvertitamente e profondamente la percezione di noi, e in particolare di noi dentro ad una società che sembrava crescere e svilupparsi contro i suoi stessi principi, giudizi e valori che siano.
Uomo dall'ingegno poliedrico e politicamente implicato, nel senso più alto che queste parole possono nascondere, esordisce alla fama come poeta con un Laborintus profondo e anche spietato che

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Prove generali di solitudine

Sarebbe interessante lanciare un’indagine per conoscere la solitudine di questa quarantena. Un’indagine fuori dalle famiglie da rivolgere agli innamorati della natura e dello sport (non quelli che si sono improvvisati tali pur di uscire) agli amanti, agli amici sinceri...Un’indagine per quelli che si amano e che amano qualcuno o qualcosa fuori dalle pareti domestiche, quale tipo di resilienza hanno messo in campo per sopravvivere? Quale arte di sopravvivenza hanno sviluppato? La musica, la pittura, la scultura, la scrittura? Pensavo proprio a questo quando qualche giorno fa ho ricevuto notizia di un bando di scrittura teatrale. Fra le tante iniziative promosse dai teatri e dai centri culturali la più interessante è questa promossa da Carrozzeria Orfeo. Un bando che esprime un livello di qualità alto, rispetto al marasma di proposte che attualmente fioccano in rete Le finalità del bando sono rivolte al desiderio di conoscere il teatro del futuro, le sue sorti, le sue possibilità di sviluppo: «In questo

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Antonio Tarantino: al fondo la vita è un paradosso divertente

Antonio Tarantino era considerato uno dei nostri più audaci e originali autori teatrali. Stimatissimo fin dagli esordi dal critico Franco Quadri che l’aveva tolto dall’anonimato e aveva sostenuto il suo impegno pubblicandone i testi con quella splendida creatura editoriale che è stata Ubulibri, uno degli editori di teatro più ricchi e di valore che il nostro recente passato abbia avuto, facendolo concorrere, con un certo entusiasmo, ai Premi Riccione e Ubu, che vinse, e favorendone la conoscenza ai grandi registi italiani (Cherif, anzitutto che ne portò in scena i Quattro atti profani o Tetralogia delle cure e il monumentale Materiali per una tragedia tedesca). I testi successivi hanno soltanto ribadito la sua grandezza, la sua originalità, composta da un misto di irriverenza nei confronti dei valori e delle figure della nostra società e da una lingua grandinosa, ricchissima, al contempo sgrammaticata e quotidiana ma non scevra di una certa visionarietà. Gente alla fine piccola, i protagonisti dei suoi atti e delle

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Torna il Teatro della Tosse dal vivo con Theatre on a line

Il teatro, nella intuitiva percezione della Compagnia Cuocolo/Bosetti, è essere in linea, anzi è tout court una linea, ed una linea, per bifronte geometria, divide ma anche collega, due zone dello spazio e due punti dell'esistenza, due e più vite, più e più volte. È una percezione che però non riguarda la contingenza, ove ciò che era dato per scontato e quindi man mano depauperato, il contatto fisico e spirituale, ci è stato impedito e per questo è improvvisamente tornato in una incerta e pudica attenzione. Spettacolo dal 2011 nel repertorio mobile e itinerante della Compagnia, prescinde dal teatro inteso come edificio programmato, ma non ne fa concettualmente a meno, anzi, oltre il suo tempo ed il suo spazio consueti, ne dilata tempo e spazio fino ad intercettare esistenze condivise ed esserci individuale. Letteralmente è uno spettacolo, infatti, che si svolge in linea, e da un sintetico copione si sviluppa e improvvisa nel tempo breve o lunghissimo di una telefonata tra lo spettatore e la protagonista, dovunque siano, nel qui e ora dello spettacolo, sia l'uno che l'altra. Paradossalmente però è uno spettacolo molto 'concreto', molto più di tante distaccate visioni sul palcoscenico mentre

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Proposte per una ripartenza

Nel gonfio e polemico odierno rumoreggiare di emergenze, una voce sembrava scomparsa, forse sormontata o forse sgambettata in una affannosa rincorsa, la voce del teatro e dello spettacolo in genere. L'iniziativa di A.G.I.S. presentata oggi nel corso di una videoconferenza stampa, cerca di porre rimedio a quella assenza. Detto in altri termini il mondo dello spettacolo, e con esso anche il teatro, dopo due mesi di sorpresa, afasia e confusione tenta una risposta a quanto succede dentro di sé e attorno a sé. Lo fa con un documento proposta che i vertici dell'Associazione hanno presentato al ministro Franceschini affinché ne faccia partecipe il Governo e l'ormai mitico “Comitato Tecnico Scientifico”, e così, con essi, ne possa tenere conto efficacemente. Il documento, che riproponiamo integralmente a parte tra le notizie, è breve ma articolato e ci sembra cogliere alcuni elementi di forte interesse, strutturandosi su due issues fondamentali, La prima è di carattere per così dire organizzativo, ponendosi il problema di come non far sfiorire in questa emergenza l'iniziativa artistica e creativa, che è anch'essa sottoposta a tempi e modalità di preparazione e previsione, e per questo

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Il 25 aprile

Alla quarta replica dello spettacolo “Caligola” di Camus, allestito al teatro comunale di Cilavegna, paesino famoso per i suoi asparagi bianchi tra Vigevano e Novara, ci sono diciotto attori in scena e cinque spettatori. Il padre e la madre di una ragazzina che non si fidavano a farla venire in auto con noi. Due amici ed uno spettatore sconosciuto. A metà del secondo atto, come dalla seconda replica in poi, in sala entrano una decina di anziani della bocciofila adiacente per vedere un’attrice che si spoglia in scena. Terminata la scena se ne ritornano a giocare a bocce. Noi, terminato lo spettacolo, andiamo in pizzeria. A cena non parliamo dello spettacolo, ma dell’imminente 25 aprile. A Milano si prevede una manifestazione con più di un milione di persone. È la risposta di piazza che la sinistra, sconfitta alle elezioni, intende dare al primo governo Berlusconi, sostenuto dagli ex fascisti e dalla Lega Nord. Di sicuro tra quel milione di persone ci saremo anche noi. Ma l’essere alla manifestazione di Milano non basta a contenere il nostro desiderio di partecipazione. Ci piacerebbe essere presenti al mattino nelle manifestazioni programmate dal Comune di Vigevano. Ma mancano solo quattro

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