L'idea

Non si può mai sapere quando e come ti può venire l’idea buona per una nuova commedia. Da un episodio vissuto direttamente o da qualcuno che ce lo ha raccontato, da una notizia letta su un giornale, da un’immagine che ci è rimasta impressa nella mente, da una frase sentita dire in un’occasione particolare, da un sogno, da un ragionamento, da un litigio da un momento di riflessione...

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La storia

Vorrei occuparmi di questo argomento perché forse più della tecnica, più dello stile, della bravura insomma, è quello che secondo me fa davvero la differenza. Ma per chiarire ogni equivoco dico subito che non è importante solo  disporre di una buona storia, è importante da dove nasce, perché se questa viene dal profondo di noi stessi diventa in breve tempo una valanga emotiva che può travolgerci

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Il personaggio

CHARACTER IS ACTION, ACTION IS CHARACTER: Questa è una frase utilizzata con insistenza dai docenti di playwriting. L’elemento fondamentale e più urgente per la costruzione di un personaggio risulta essere l’azione: movimento del corpo, parole. Basta dare un rapido sguardo ad alcune delle pièces di maggiore successo del teatro statunitense per comprendere

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La struttura

La lettura è nel tempo, la scrittura è nel tempo. Ma il tempo è materia complessa, e per poterla maneggiare ci siamo inventati, ormai secoli or sono, che il tempo è lineare, ovverosia che si sviluppa per segmenti successivi. Alla stessa maniera tradizioni di scrittura antiche e moderne hanno inventato la struttura, che alla fin fine non è altro che uno strumento il quale, nel dividere il testo in segmenti

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Il dialogo

Parlare del dialogo nell'opera drammatica è parlare dell'opera drammatica stessa, che non è concepibile senza la presenza del dialogo: elemento principale della storia detta, gridata o sussurrata da parte di due attori sulle tavole di un palcoscenico, o da un qualunque altro spazio usato per rappresentazioni. Si può fare spettacolo anche senza dialogo: con scenografie, musiche e canzoni, azioni mimiche

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L'azione

Vorrei parlare di un elemento che ritengo fondamentale nella scrittura teatrale e che spesso, nella drammaturgia contemporanea, è trascurato: l’azione. C’è un riferimento che si sente spesso nell’ambiente teatrale che rende l’idea di che cosa intendo: se in un testo di Cechov, l’autore mostra nel primo atto una corda in scena, quella corda nell’ultimo atto servirà a qualcuno per impiccarsi.

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Il monologo

Mettersi a scrivere un monolgo è come partire per un viaggio senza saper bene la destinazione. Intanto bisogna fare la valigia. Si vorrebbe portare dietro una marea di cose, per sentirsi più protetti. Invece no, l'esperienza insegna che bisogna essere selettivi. Molto selettivi. Non cercare di metterci dentro tutto. Prima regola: poche cose ma essenziali perché il viaggio può essere lungo:

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La traduzione

Specializzato in letteratura anglosassone, e dedito da anni a tradurre Molière, può essere giusto che dica del come e del perché mi sono arrischiato a tradurre Cechov. Nella pratica del teatro, una simile precisazione non sarebbe necessaria: dappoiché una legge alquanto assurda attribuisce ai traduttori quasi per intero i diritti economici che andrebbero all’autore

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Approcci personali

Insegno storia del teatro all'Università di Venezia. Ogni tanto, specie di sera, scrivo commedie. All'improvviso, interrompo quello che sto facendo, e mi scappa di scrivere battute. Può sembrare romantico tutto ciò, e magari un modo stereotipo da sceneggiato televisivo, ma questa confessione è autentica. Posso dire che colla mano destra, da sempre, studio e produco saggi e volumi di storia della scena,

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