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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Il vangelo secondo Antonio di Dario De Luca

L'ormai fornitissima collana di teatro della casa editrice calbrese La Mongolfiera, pubblica questo atto unico di Dario De Luca, autore, attore e regista, cofondatore insieme a Saverio La Ruina di Scena Verticale, andato in scena con successo di critica e pubblico nelle ultime due stagioni. Di lavori che affrontano il tema della malattia, ed in particolare della sindrome di Alzheimer, ne sono stati scritti numerosi e molti di essi sono meritevoli di attenzione. Questo di De Luca affronta la tematica scegliendo una metafora suggestiva, quella di Cristo crocifisso, per rappresentare iconicamente la rapida evoluzione della malattia nella persona di Don Antonio, prete di una provincia calabrese, appassionato, determinato e coraggioso, affiancato nella sua missione dalla sorella nubile che svolge i compiti di "Perpetua" e da un giovane diacono. La particolarità terribile di questa malattia è ben espressa in una battuta della sorella di Don Antonio: "Ma come si fa con una persona cara che c'è senza esserci?". Una malattia che ha la sua caratteristica nel cancellare la persona mentre il fisico ancora funziona, che svuota il corpo stesso lasciandolo un guscio vuoto. E De Luca, che ha vissuto in prima persona questa esperienza come si deduce dalla dedica del suo libro, sceglie di mettere in scena un prete che vivrà la sua Via Crucis abbracciando, alla fine, il Gesù crocifisso della sua piccola chiesa. Un testo tragico ma dove c'è lo spazio per l'ironia e qualche risata composta e un po' amara, come si fa di fronte ad un'esperienza che tutti rischiano di vivere, quando addirittura non lo hanno già fatto. Leggerenza e profondità si alternano con sorprendente armonia nell'azione scenica, nelle battute, nelle situazioni rappresentate. Un lavoro toccante, egregiamente introdotto dalla prefazione di Sergio Lo Gatto. Il volume è arricchito dalle foto di scena dello spettacolo.

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Il vangelo secondo Antonio
di Dario De Luca
La Mongolfiera  2018
70 pagg. € 10,00

 

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Quanto dista il teatro? a cura di Roberta Gandolfi

La storica realtà produttiva e formativa di Parma "Teatro delle briciole", rivolta soprattutto ai bambini e ai ragazzi e quindi a chi dovrà essere il pubblico teatrale del futuro più o meno prossimo, ha realizzato tra il 2013 e il 2016 un'iniziativa molto interessante, la cui utilità al di fuori dei confini di Parma è stata considerata giustamente da chi ha pensato e realizzato questa pubblicazione. L'intento del Teatro delle Briciole è stato quello di dialogare con le persone, cittadini di Parma, nei luoghi più vari della loro vita quotidiana, cercando di capire cosa pensassero del Teatro e quale fosse la loro esperienza di questa forma di spettacolo. Più che di una ricerca scientifica si è trattato, non trascurando comunque alcuni accorgimenti organizzativi, di un tentativo di dialogo sull'argomento teatro con chi il teatro spesso non lo vede e talvolta lo ignora completamente. Non c'è stata scelta di un "campione" ma semplicemente la voglia di raggiungere le persone nei luoghi della quotidianità per sottoporre loro un breve questionario. Il risultato, le risposte al questionario da parte di circa trecento persone, è stato quindi organizzato per realizzare questo volume, curato da Roberta Gandolfi, che rappresenta un'importante raccolta di spunti per far riflettere chi il teatro lo fa. Così, dopo una prima parte in cui estratti brevissimi delle interviste sono raccolti "per argomento", la parola passa ad alcuni personaggi del mondo teatrale (Flavia Armenzoni, Marco Baliani, Babilonia Teatri, Silvia Bottiroli, Angela Demattè, Marco Deriu, Elena Di Gioia, Lorenzo Donati, Giulia Morelli) chiamati ad esprimere appunto una loro riflessione dopo la lettura dei questionari. Anche in questa esperienza così localizzata e inevitabilmente parziale, si conferma quella che mi sembra sia una causa fondamentale della "distanza del teatro" dalla gente, ben espressa da una delle risposte presenti in questa ricerca: "I registi, gli autori, a volte sembra che facciano apposta a farti sentire imbecille". Il non ascolto del pubblico è vizio di tanti artisti, e purtroppo si rileva anche in alcuni degli interventi degli "addetti ai lavori" pubblicati in questo libro. Dopo le prime due parti il volume riporta in appendice alcune informazioni sulla ricerca: il questionario utilizzato per le interviste, i luoghi degli incontri, i profili degli intervistati, una raccolta di risposte alla domanda "Le prime tre cose che ti vengono in mente se dico la parola teatro". Una ricerca, e dunque una pubblicazione, utile soprattutto a chi il teatro lo fa.

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Quanto dista il teatro?
un'indagine sociopoetica tra spettatori e non spettatori a Parma
a cura di Roberta Gandolfi
Titivillus  2018
190 pagg. € 16,00

 

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Altre scene di Paolo Puppa

Paolo Puppa non ha grande bisogno di presentazioni. Importante e prolifico saggista teatrale sia in Italia che all'estero, già professore all'Università di Venezia, Puppa ama scrivere da molto tempo anche testi teatrali, soprattutto monologhi, che spesso interpreta lui stesso. In questa ultima raccolta edita da Titivillus, possiamo leggere quattro drammaturgie brevi a più personaggi e altrettanti monologhi. Se nelle drammaturgie prevale la tematica delle dinamiche familiari, in particolare quelle negative ma non solo, i quattro monologhi sono ritratti molto originali di personaggi reali e di fantasia. Tutti i testi sono introdotti all'inizio, in un unica prefazione, dallo stesso autore, e sembrano già delineare l'approccio del drammaturgo orientato molto alla costruzione dei personaggi più che alla fabula. S'intuisce anche la tendenza ad ispirarsi alla mitologia o alle grandi opere letterarie e teatrali. Di tutto ciò naturalmente abbiamo conferma leggendo le opere, alcune decisamente godibili alla lettura, notando però un limite nei testi dialogati. Mai più di due personaggi in scena, e dialoghi che sono sempre duetti serrati. La maggiore prelidezione e capacità per i monologhi, a mio parere molto più efficaci delle drammaturgie, credo che sia la conferma di questo limite alla creazione di testi con una pluralità di voci. Anche il primo lavoro "Casa con angolo Shoah" è strutturato su molteplici scene brevi sempre a due personaggi contrapposti. Una raccolta interessante che fornisce una panoramica importante e significativa sulla drammaturgia di Puppa.

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Altre scene
copioni del terzo millennio
di Paolo Puppa
Titivillus  2018
180 pagg. € 15,00

 

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