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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Lo spettatore è un visionario di L.Franchi e L.Ricci

Quando essere un visionario, da essere perduti nella propria immaginifica fantasia, come in genere si tende oggi a supporre, diventa una pratica concreta attraverso la quale il teatro può ritrovare più autentica condivisione, quelle radici comunitarie che, nella esasperata specializzazione e divisione dei ruoli, ha un po' perduto e che ora rimpiange. Questo  libro, ancora carico sin nella sua veloce scrittura dell'entusiasmo iniziale, ci racconta una esperienza, l'esperienza “sul campo”, si sarebbe detto un tempo, di una donna e di un uomo di teatro, Lucia Franchi e Luca Ricci fondatori di CapoTrave/Kilowatt, da sempre attenti alla connessione, semplice ma anche misteriosa, tra artista e spettatore in questo fare estetico, inevitabilmente plurimo se non collettivo, che è il teatro. Ci racconta dunque della nascita e dello sviluppo, nel contesto del Festival Kilowatt di SanSepolcro, della struttura dei “Visionari” appunto, un gruppo di cittadini/spettatori cui è affidato il compito di selezionare una parte degli spettacoli partecipanti. Sembra una cosa in fondo di ordinaria amministrazione, ma che in realtà, quasi con sorpresa degli stessi suoi promotori, è apparsa in grado, come ben spiegano gli autori, di mobilitare energie ed innescare processi e relazioni anche contrastanti non solo tra spettatori ed artisti, ma anche dentro la comunità degli spettatori e dentro la stessa comunità degli artisti, chiamati a confrontarsi in quelle relazioni fino quasi a metterle in discussione. Non solo di questo il libro da conto, ma anche delle sorprendenti ramificazioni attivate e scoperte, in Italia ed in Europa, fino a trovare sistematizzazione all'interno del progetto europeo “Be SpectACTive”. Un libro interessante, capace di guardare e di far guardare con interesse dietro prassi e parole praticate prima che i termini “Audience development” e “Audience engagement” diventassero correnti per presto usurarsi.

Lo spettatore è un visionario
di Lucia Franchi e Luca Ricci
Editoria & Spettacolo 2019
pagg. 166 € 15,00
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La pagina, lo sguardo, l'azione di Giorgio Taffon

Al netto dell'interpretazione "autentica" (mutuando un termine giuridico) del titolo di questo volume da parte dell'autore, esplicitata nella prefazione, ho potuto constatare come lo sviluppo di questo sintetico ma importante contributo alla letteratura teatrale italiana del XX secolo non struttura l'analisi e l'esposizione sulla base cronologica degli autori o delle loro produzioni ovvero su altri criteri ugualmente validi ma facendo perno su ciò che emerge come distillato essenziale dei grandi drammaturghi citati sotto l'aspetto dei loro scritti (la pagina) la loro visione del teatro (lo sguardo) e la loro esperienza di messinscena (l'azione). Mi permetto d'introdurre questa personale interpretazione poichè, alla lettura, proprio questi tre elementi mi hanno permesso di apprezzare l'originalità della pubblicazione, sorta di riflessione analitica sull'importanza di alcuni drammaturghi italiani del '900 studiati da Taffon per aspetti niente affatto scontati e noti ma soprattutto, con l'eccezione dei "Sei personaggi" di Pirandello, su drammaturgie meno frequentate dagli studiosi. Peraltro, anche la scelta degli autori non risulta così prevedibile come ci si potrebbe aspettare dalla lettura di un volume di questo tipo. Se Pirandello, Eduardo, Testori, Pasolini, Bene e Fo appaiono, tutto sommato, un "must", meno obbligati sembrano gli approfondimenti su Viviani, Trieste, Ginzburg, Maraini, Moscato, Luzi, Sanguineti, Randazzo, Scabia, Palladini, Martinelli e Gualtieri. Proprio per questo mi sembra che il volumetto si presti bene ad affiancare, per gli studenti e gli studiosi, i manuali di letteratura teatrale come lettura di approfondimento ed alternativa, capace di offrire qualcosa di diverso e in più rispetto alle conoscenze di base. Certamente questo contributo così particolare, ed è lo stesso Taffon a dircelo, è il frutto di anni di studio ed insegnamento che probabilmente ha consentito di rilevare particolari inediti e spunti nuovi su argomenti già dibattuti ed analizzati, e di scoprire punti di osservazione originali capaci di rinnovare anche gli oggetti di osservazione.

La pagina, lo sguardo, l'azione
Esperienze drammaturgiche italiane del '900
di Giorgio Taffon
Bulzoni 2019
pagg. 172 € 19,50
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Dopo Salò di Massimo Sgorbani e Gianfranco Pedullà

Nel titolo di questa trilogia mi piace trovare il "distillato" di quello che si può trovare nelle drammaturgie di Massimo Sgorbani e Gianfranco Pedullà, nate dall'idea del secondo e dalla penna del primo, attraverso un continuo confronto laboratoriale che è poi approdato alla produzione della Compagnia teatro popolare d'arte e andato in scena al Teatro delle arti di Lastra a Signa dal 2015 al 2017. La storia di un'Italia uscita dal fascismo, passata dal boom economico, dagli anni di piombo e dall'epoca dello stragismo per approdare all'Italia del berlusconismo prima culturale e poi politico, sembra trovare le sue origini proprio nel paese lacerato dal fascismo, dalla guerra, e dall'estremo tentativo di mantenere il potere da parte dei fedelissimi di Mussolini. La storia degli ultimi sessan'anni come generata da una dittatura che non vuole morire arroccandosi a Salò e che viene raccontata nell'ultimo film, uscito subito dopo la sua morte, di Pier Paolo Pasolini. La voce dell'intellettuale artista e poeta sottende tutte le drammaturgie di Sgorbani, come testimonianza e analisi socio antropologica incredibilmente lucida e profetica. I tre testi "Arcitaliani" storia di una famiglia negli ultimi mesi della guerra, "Mille brividi d'amore" storia di una coppia durante gli anni del miracolo economico e alla vigilia degli anni di piombo e infine "La scomparsa delle lucciole" nell'Italia dal terrorismo alla "rivoluzione" culturale e politica di Berlusconi rappresentano un teatro caotico e grottesco, che, ciascuno per la sua epoca, somiglia un po' a quei poster dove si attaccano insieme articoli di giornale, fotografie, strisce di storie a fumetti, immagini emblematiche, testi di canzoni e che dunque, nell'insieme, formano il manifesto di un dato periodo storico. Un teatro fantasioso, che tocca argomenti cruciali e profondi con dissacrante ironia e originali intuizioni. La trilogia è introdotta da Gianfranco Capitta e presentata da Pedullà e Sgorbani. Il volume offre anche un'ampia galleria di belle immagini degli spettacoli scattate e commentate da Alessandro Botticelli.

Dopo Salò
di Massimo Sgorbani e Gianfranco Pedullà
Titivillus 2018
pagg. 303 € 18,00
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