• Home
  • Segnalazioni
  • Libri

I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Marco Martinelli un drammaturgo corsaro di Maria Dolores Pesce

Sul Teatro delle Albe e su Marco Martinelli l'editoria specializzata non si è certo risparmiata, vista la ricchezza degli spunti che questa storica compagnia di Ravenna fornisce a studiosi, critici e pubblico in generale. Maria Dolores Pesce, che segue ormai da anni con passione e dedizione i lavori del gruppo, può considerarsi a pieno titolo una vera esperta delle tematiche, delle poetiche e delle fonti ispiratrici del loro teatro. E questo volume di Editoria e Spettacolo consegna agli interessati un'esauriente summa di studi sui numerosi spettacoli andati in scena da 35 anni a questa parte. Dolores Pesce entra nel dettaglio di ogni spettacolo, riuscendo a coniugare la grande passione e ammirazione per ciascuno dei lavori con una rigorosa e approfondita analisi, fornendo un quadro d'insieme variegato ma allo stesso tempo omogeneo. Dopo una breve premessa relativa alla storia della compagnia, il volume è diviso in periodi creativi, in ordine cronologico, cui appartengono singoli lavori o gruppi di spettacoli. Il linguaggio utilizzato è certamente molto tecnico, dunque decisamente rivolto ad un pubblico di studiosi. La pubblicazione è aperta da un'introduzione della stessa autrice e chiusa dalla postfazione di Ermanna Montanari.

Acquista il libro

Marco Martinelli un drammaturgo corsaro
di Maria Dolores Pesce
Editoria e spettacolo  2018
200 pagg. € 17,00

 

Stampa Email

Il vangelo secondo Antonio di Dario De Luca

L'ormai fornitissima collana di teatro della casa editrice calbrese La Mongolfiera, pubblica questo atto unico di Dario De Luca, autore, attore e regista, cofondatore insieme a Saverio La Ruina di Scena Verticale, andato in scena con successo di critica e pubblico nelle ultime due stagioni. Di lavori che affrontano il tema della malattia, ed in particolare della sindrome di Alzheimer, ne sono stati scritti numerosi e molti di essi sono meritevoli di attenzione. Questo di De Luca affronta la tematica scegliendo una metafora suggestiva, quella di Cristo crocifisso, per rappresentare iconicamente la rapida evoluzione della malattia nella persona di Don Antonio, prete di una provincia calabrese, appassionato, determinato e coraggioso, affiancato nella sua missione dalla sorella nubile che svolge i compiti di "Perpetua" e da un giovane diacono. La particolarità terribile di questa malattia è ben espressa in una battuta della sorella di Don Antonio: "Ma come si fa con una persona cara che c'è senza esserci?". Una malattia che ha la sua caratteristica nel cancellare la persona mentre il fisico ancora funziona, che svuota il corpo stesso lasciandolo un guscio vuoto. E De Luca, che ha vissuto in prima persona questa esperienza come si deduce dalla dedica del suo libro, sceglie di mettere in scena un prete che vivrà la sua Via Crucis abbracciando, alla fine, il Gesù crocifisso della sua piccola chiesa. Un testo tragico ma dove c'è lo spazio per l'ironia e qualche risata composta e un po' amara, come si fa di fronte ad un'esperienza che tutti rischiano di vivere, quando addirittura non lo hanno già fatto. Leggerezza e profondità si alternano con sorprendente armonia nell'azione scenica, nelle battute, nelle situazioni rappresentate. Un lavoro toccante, egregiamente introdotto dalla prefazione di Sergio Lo Gatto. Il volume è arricchito dalle foto di scena dello spettacolo.

Acquista il libro

Il vangelo secondo Antonio
di Dario De Luca
La Mongolfiera  2018
70 pagg. € 10,00

 

Stampa Email

Quanto dista il teatro? a cura di Roberta Gandolfi

La storica realtà produttiva e formativa di Parma "Teatro delle briciole", rivolta soprattutto ai bambini e ai ragazzi e quindi a chi dovrà essere il pubblico teatrale del futuro più o meno prossimo, ha realizzato tra il 2013 e il 2016 un'iniziativa molto interessante, la cui utilità al di fuori dei confini di Parma è stata considerata giustamente da chi ha pensato e realizzato questa pubblicazione. L'intento del Teatro delle Briciole è stato quello di dialogare con le persone, cittadini di Parma, nei luoghi più vari della loro vita quotidiana, cercando di capire cosa pensassero del Teatro e quale fosse la loro esperienza di questa forma di spettacolo. Più che di una ricerca scientifica si è trattato, non trascurando comunque alcuni accorgimenti organizzativi, di un tentativo di dialogo sull'argomento teatro con chi il teatro spesso non lo vede e talvolta lo ignora completamente. Non c'è stata scelta di un "campione" ma semplicemente la voglia di raggiungere le persone nei luoghi della quotidianità per sottoporre loro un breve questionario. Il risultato, le risposte al questionario da parte di circa trecento persone, è stato quindi organizzato per realizzare questo volume, curato da Roberta Gandolfi, che rappresenta un'importante raccolta di spunti per far riflettere chi il teatro lo fa. Così, dopo una prima parte in cui estratti brevissimi delle interviste sono raccolti "per argomento", la parola passa ad alcuni personaggi del mondo teatrale (Flavia Armenzoni, Marco Baliani, Babilonia Teatri, Silvia Bottiroli, Angela Demattè, Marco Deriu, Elena Di Gioia, Lorenzo Donati, Giulia Morelli) chiamati ad esprimere appunto una loro riflessione dopo la lettura dei questionari. Anche in questa esperienza così localizzata e inevitabilmente parziale, si conferma quella che mi sembra sia una causa fondamentale della "distanza del teatro" dalla gente, ben espressa da una delle risposte presenti in questa ricerca: "I registi, gli autori, a volte sembra che facciano apposta a farti sentire imbecille". Il non ascolto del pubblico è vizio di tanti artisti, e purtroppo si rileva anche in alcuni degli interventi degli "addetti ai lavori" pubblicati in questo libro. Dopo le prime due parti il volume riporta in appendice alcune informazioni sulla ricerca: il questionario utilizzato per le interviste, i luoghi degli incontri, i profili degli intervistati, una raccolta di risposte alla domanda "Le prime tre cose che ti vengono in mente se dico la parola teatro". Una ricerca, e dunque una pubblicazione, utile soprattutto a chi il teatro lo fa.

Acquista il libro

Quanto dista il teatro?
un'indagine sociopoetica tra spettatori e non spettatori a Parma
a cura di Roberta Gandolfi
Titivillus  2018
190 pagg. € 16,00

 

Stampa Email