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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Sissy boy e Il gioco di Franca De Angelis

Questa volta presento due volumi contemporaneamente poichè, anche se gli editori sono diversi, l'autrice è la stessa, oltre al fatto che i due pezzi teatrali, un dramma ed un monologo, sono accomunati da tematiche molto simili. Per prima cosa, e non è affatto scontato, Franca De Angelis, drammaturga e sceneggiatrice di cinema e televisione, ha una scrittura godibile anche alla lettura ed efficace, senza nulla togliere alla teatrabilità dei due lavori. Il primo, Sissy boy, è un monologo che vede prevalere l'aspetto narrativo e si presta dunque ad una lettura molto piacevole. Il secondo, Il gioco, fa agire tre personaggi, costruendo un intreccio molto avvincente e per nulla prevedibile. Le tematiche, come già accennato, fanno pensare che l'autrice non soltanto abbia un certo interesse per la psicologia, ma anche una certa conoscenza della materia. E non parlo, ovviamente, della conoscenza che ogni drammaturgo e sceneggiatore possiede per necessità di mestiere, ma di una preparazione frutto certamente di importanti approfondimenti e letture, o anche di esperienze dirette o mediate. Le situazioni dei due drammi girano intorno all'argomento della felicità (o infelicità) dei protagonisti, e lo fanno mostrando al pubblico i meccanismi dei comportamenti, propri o altrui, che ne favorscono la realizzazione. Temi delicatissimi e attualissimi, in un periodo storico ed in una società dove la felicità sembra un dovere più che un diritto, ma dove al contrario l'infelicità, talvolta nascosta, spesso diventa il naturale approdo per chi non riesce a correre su binari predifiniti e imposti. Due opere interessanti e ben costruite, personaggi estremamente credibili e veri, pur nelle peculiarità delle storie che vivono (Il gioco) o che hanno vissuto (Sissy boy).

 

Sissy boy
di Franca De Angelis
Le Mezzelane editrice  2018
90 pagg. € 10,00

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Il gioco
di Franca De Angelis
Dino Audino  2018
75 pagg. € 11,00

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Fingere di non fingere di Ombretta De Biase

Nella vasta collana di manualistica teatrale di Dino Audino Editore, si aggiunge questo sostanzioso contributo di Ombretta De Biase, di cui mi sono occupato in occasione di un'altra sua pubblicazione. Mentre nel volume precedente si affrontava in modo specifico e pratico il Metodo Strasberg, in questo nuovo volume si fa un passo indietro per fornire un approccio più generale e basilare al mestiere dell'attore. Al di là dell'azzeccatissimo titolo, il contenuto del manuale risulta, pur nella sintesi e nella schematizzazione, un utile strumento a chi vuole intraprendere questo mestiere ma anche a chi lo ha già iniziato da poco tempo. Anche qui (come nel citato volume sul metodo Strasberg) i dieci capitolo sono concepiti come altrattante lezioni che affrontano i vari aspetti della formazione attorale. L'obiettivo è di arrivare a capire come si può essere un attore drammaturgo, uno che non si limita cioè ad eseguire le indicazioni del regista, ma che nella dinamica della realizzazione di uno spettacolo partecipa alla scrittura dello stesso attraverso la partitura del proprio personaggio. Le "lezioni" si svolgono dunque con una basilare informazione sulla teoria ma soprattutto con l'indicazione di esercizi per tradurla in pratica. Una sfida stimolante che la De Biase conosce bene in quanto regista, drammaturga ed insegnante, e che presenta al lettore con sistematicità pedagogica, sensibilità psicologica e preparazione tecnica.

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Fingere di non fingere
introduzione al mestiere dell'attore
di Ombretta De Biase
Dino Audino  2018
115 pagg. € 14,00

 

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Tre atti unici di Roberto Morpurgo

Edizioni Falsopiano di Alessandria pubblica questa raccolta di tre atti unici, scritti da Roberto Morpurgo, che mi sembrano estremamente indicativi dello stile formale e tematico molto personale del drammaturgo milanese. La versatilità in diversi campi dell'arte e delle scienze umane (filosofia, poesia, narrativa, saggistica e psicanalisi) emerge in modo evidente nella scrittura di questi tre pezzi. Si tratta di una scrittura affatto semplice, più poetica che parlata, densa di rimandi letterari e mitologici, ricca di spunti filosofici e metaforici, con elementi psicologici che non riguardano soltanto la creazione e lo sviluppo dei personaggi, ma anche e soprattutto le dinamiche situazionali e i risvolti tematici dei tre lavori. Altro elemento caratterizzante la drammaturgia di Morpurgo è la cura, che diventa a tratti maniacale, delle didascalie che accompagnano la presentazione delle dramatis personae e i dialoghi. Si potrebbe dire che le stesse didascalie formino una drammaturgia dotata di un'importanza autonoma, non solo dunque come indicazioni di messa in scena. Importanza fondamentale, in queste didascalie, ma anche in generale nel testo, è riservata alle sonorità dell'ambiente, che assurgono ad elementi tematici o a veri e propri interventi dialogici. Proprio le sonorità d'ambiente evidenziano la vocazione di queste drammaturgie alla messa in onda radiofonica, come infatti è avvenuto nel caso de "L'autoritratto" testo che apre la raccolta, già pubblicato dalla stessa casa editrice, e di cui mi sono occupato a suo tempo. Il volume è aperto da un'introduzione dell'autore, da una lunga prefazione di Luca Micheletti, e chiuso dalla postfazione di Renato Giordano. Arricchiscono la pubblicazione alcune suggestive tavole di Pietro Forti.

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Tre atti unici
L'autoritratto, L'aquilone, La valle dell'eco
di Roberto Morpurgo
Falsopiano  2018
167 pagg. € 16,00

 

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