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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Due e quattordici di David Paquet

L'interesse di questa pubblicazione da Editoria & Spettacolo è duplice. Prima di tutto la struggente bellezza dell'opera di David Paquet, drammaturgo Quebecchese pluripremiato e plurirappresentato sia in patria che all'estero. In secondo luogo perchè il testo qui pubblicato è il frutto di un'esperienza formativa degna di nota: il laboratorio di traduzione dal francese tenuto dal professor Fabio Regattin con undici studenti della Scuola di Lettere e Beni culturali dell'Università di Bologna. Un seminario sulla traduzione realizzato con un lavoro pratico su un testo teatrale scelto dagli allievi tra una rosa di copioni mai tradotti in italiano proposti dal professore. Per questa ragione la pubblicazione si apre con l'introduzione firmata da tutti gli studenti del seminario, che offrono al lettore alcuni interessanti spunti di riflessione su quella che è stata la loro esperienza di traduttori. Per lo stesso motivo il volume si conclude, oltre che con un'autopresentazione dell'autore e la sua biografia, dal racconto di come è nata l'idea e di come si è svolto il laboratorio. Per quanto riguarda la drammaturgia, risulta evidente, alla lettura, il motivo per cui è stato scelto dai giovani studenti proprio questo testo  tra i tanti proposti dal loro professore. I racconti dei quattro studenti e di un professore di lettere della scuola, insieme a quello di una donna di cui si comprenderà il punto di osservazione solo alla fine, toccano corde universalmente coinvolgenti per un adolescente oltre che per un adulto. Storie vive, che respirano, che commuovono e che a tratti divertono. Personaggi profondamente umani e, come tutti gli essere umani, alla ricerca della propria felicità. Le loro vicende s'intrecciano creando le condizioni per consentire loro di avvicinarsi alla meta. Ma, ed è questa la doccia gelata che da' ancora più forza a quanto letto fino al quel momento, solo alla fine capiremo il significato del titolo.

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Due e Quattordici
di David Paquet
Editoria & Spettacolo 2018
89 pagg. € 10,00

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Teatro d'origine di Angela Demattè

I testi di Angela Demattè raccolti in questa elegante pubblicazione a cura di Cuepress sono effettivamente, come da titolo, legati tra loro dalla tematica dell'origine. In genere si potrebbe parlare di ispirazioni autobiografiche dell'autrice, ma il termine "origine" non è soltanto questo, è molto di più. Origine è la terra da cui veniamo, la cultura, il dialetto, la nostra famiglia. E' inoltre il tessuto scocioculturale in cui si sono formati, anche se in diversi periodi storici, protagonisti della cronaca recente. E' proprio quest'ultimo il caso del primo testo che apre la trilogia, il celeberrimo, premiato e plurirappresentato "Avevo un bel pallone rosso" storia del rapporto di un padre ed una figlia durante la trasformazione della ragazza da universitaria studiosa e tranquilla a quella Margherita Cagol che fu la cofondantrice delle Brigate Rosse. Qui l'evoluzione della personalità e dei pensieri della protagonista appaiono come un graduale sradicamento dalle sue origini. Il padre tenta di seguire questa evoluzione come può, grazie al grande amore che nutre per la figlia. Più complesso ed articolato il secondo lavoro: "L'officina, storia di una famiglia" che attraverso rapidi quadri e brevi dialoghi ripercorre quasi un secolo di storia della società trentina (ma anche quella italiana) grazie alle vicende emblematiche di una famiglia, ispirata a quella della stessa autrice. Il fulcro della storia è il lavoro, dalle origine agricole a quelle artigiane per finire alla società attuale caratterizzata dall'economia terziarizzata e globale. Chiude la raccolta il recente "Mad in Europe" che in un certo senso rappresenta un rovesciamento degli altri due lavori. Mentre infatti le drammaturgie precedenti scandiscono un progressivo allontanamento dalle "origini" questo testo, meno realista e più simbolico, traccia il ritorno al proprio dialetto, e quindi alla propria cultura originaria, a partire da una condizione estremamente globalizzata e in qualche modo confusa, condizione resa evidente dal linguaggio della protagonista che è un miscuglio di varie lingue. La prefazione del volume è affidata al regista che più di ogni altro si è confrontato con i lavori della drammaturga trentina: Carmelo Rifici. Chiude la pubblicazione un bell'intervento di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari.

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Teatro d'origine.
Avevo un bel pallone rosso-L'officina-Storia di una famiglia-Mad in Europe
di Angela Dematté
Cue Press 2018
Pagg, 128 € 34,99

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Sissy boy e Il gioco di Franca De Angelis

Questa volta presento due volumi contemporaneamente poichè, anche se gli editori sono diversi, l'autrice è la stessa, oltre al fatto che i due pezzi teatrali, un dramma ed un monologo, sono accomunati da tematiche molto simili. Per prima cosa, e non è affatto scontato, Franca De Angelis, drammaturga e sceneggiatrice di cinema e televisione, ha una scrittura godibile anche alla lettura ed efficace, senza nulla togliere alla teatrabilità dei due lavori. Il primo, Sissy boy, è un monologo che vede prevalere l'aspetto narrativo e si presta dunque ad una lettura molto piacevole. Il secondo, Il gioco, fa agire tre personaggi, costruendo un intreccio molto avvincente e per nulla prevedibile. Le tematiche, come già accennato, fanno pensare che l'autrice non soltanto abbia un certo interesse per la psicologia, ma anche una certa conoscenza della materia. E non parlo, ovviamente, della conoscenza che ogni drammaturgo e sceneggiatore possiede per necessità di mestiere, ma di una preparazione frutto certamente di importanti approfondimenti e letture, o anche di esperienze dirette o mediate. Le situazioni dei due drammi girano intorno all'argomento della felicità (o infelicità) dei protagonisti, e lo fanno mostrando al pubblico i meccanismi dei comportamenti, propri o altrui, che ne favorscono la realizzazione. Temi delicatissimi e attualissimi, in un periodo storico ed in una società dove la felicità sembra un dovere più che un diritto, ma dove al contrario l'infelicità, talvolta nascosta, spesso diventa il naturale approdo per chi non riesce a correre su binari predifiniti e imposti. Due opere interessanti e ben costruite, personaggi estremamente credibili e veri, pur nelle peculiarità delle storie che vivono (Il gioco) o che hanno vissuto (Sissy boy).

 

Sissy boy
di Franca De Angelis
Le Mezzelane editrice  2018
90 pagg. € 10,00

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Il gioco
di Franca De Angelis
Dino Audino  2018
75 pagg. € 11,00

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