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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Tu es libre di Francesca Garolla

Leggere un testo e vedere uno spettacolo sono modi diversi, talora molto diversi, di rendersi conto intimamente della realtà che ci circonda, ci penetra e spesso si nasconde nella nostra memoria trasformandosi a volte anche in falsa conoscienza, di rendercene conto dunque per poterlo smascherare questo esserci che siamo, consapevolmente e inconsapevolmente.
Qualche volta però, raramente, sono modi diversi ma sovrapposti e quasi combaciano, come in questo caso ove il testo sembra portare con sé, quasi incorporandolo, lo spettacolo stesso, evocandolo fin quasi a suggerirlo.
È un bel testo infatti, potente ed evocativo, che si muove con sapienza sul filo del nostro rifiuto, il rifiuto di un mondo in guerra che crediamo non ci appartenga, forzandolo, questo rifiuto, fino a farci diventare una parte di quel mondo, un protagonista comunque, volente o nolente, complice oscuro o evidente strenuo avversario. Un testo che è un interrogativo dunque, un interrogativo che lo titola e lo percorre, riguardandoci.
Perchè Haner è partita per la Siria offrendo la sua vita? Fino a che punto la libertà, o se così vogliamo chiamarla, il libero arbitrio consente la scelta di rinunciare alla libertà stessa e alla vita nostra e degli altri? Queste le domande, le risposte riguardandando la scena e gli spettatori, ovvero qui i lettori.
Esce per “I testi” di Cuepress questa scrittura di Francesca Garolla, drammaturga di Teatro i di Milano, segnale di una maturazione in corso e frutto di un percorso e di un contesto europeo coordinato nell'iniziativa di Fabulamundi, accompagnato dagli interventi di Attilio Scarpellini e di Christian Raimo e dalle note di Renzo Martinelli, regista dello spettacolo ora in tournèe.

Tu es libre
di Francesca Garolla
Cue press 2017
pagg. 87 € 14,99
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Per una politica della performance di Marco De Marinis

È un breve saggio, questo di Marco De Marinis, che sostanzialmente assembla tre suoi interventi studio, realizzati in tempi diversi e diversi anche, se vogliamo, per obiettivi e sviluppo, rendendoli però coerenti intorno ad una idea di teatro oggi, o meglio ad una prospettiva per il teatro di oggi, soprattutto in funzione della sua capacità e possibilità, appunto, di 'performare' una Società ed una contemporaneità che sembra all'improvviso altrove dislocata.
Una Società dominata, come lui stesso scrive a premessa: “dai limiti (etnocentrismo, autoctonia, nazionalismo, identitarismo) che l'hanno pesantemente caratterizzata e sempre più la caratterizzano in questi tempi bui di intolleranze e razzismi risorgenti”.
Su questo sottile e oscuro limite, dunque, si giocherebbe oggi il ruolo del teatro, altrimenti inglobato o abbandonato a logiche che non dovrebbero appartenergli.
L'autore sviluppa, quasi sillogisticamente, il suo ragionare ovvero il suo intuire in tre fasi e momenti, indagando il rapporto tra il teatro e la città, tra polis integranti e fuga nella periferie del mondo (a partire da Jacques Coupeau), e poi il rapporto, altrettanto ambiguo e contraddittorio, tra teatro e “rivoluzione” (quella con la Erre maiuscola) ove il primo rischia di disperdersi nella seconda, assumendo funzioni quasi ancillari, ovvero a contrapporsi per salvaguardare autonomia e libertà creativa.
La sintesi richiama, per salvaguardare il teatro e la sua funzione, la necessità di ribaltare alcuni assunti che sembravano irriducibili, e che invece nuove forze sociali invece mettono in discussione (tra ecologia e accoglienza), così da trasformare la dominante performance della politica in “politica della performance”, al fine di preservare e rendere attivi i fermenti che certo teatro (laboratorio, comunità o ricerca che sia) ha sviluppato e che forse è il momento di disperdere e seminare nelle comunità e nella Società intera, prima che definitivamente si isterilisca.
Non è dunque casuale, ma anzi molto politica nel senso migliore del termine, la dedica del libro a Carola Rackete e a Greta Thunberg. Un testo agile, interessante ed efficace nella sua sintesi.

Per una politica della performance
Il teatro e la comunità a venire
di Marco De Marinis
Editoria e Spettacolo 2020
pagg. 134 € 12,00
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L'attore alla ricerca del personaggio di Giancarlo Picci

Questa nuova pubblicazione da Kimerik, contrariamente a quanto si potrebbe supporre dal titolo, non consiste nell'ennemiso manuale di recitazione ma di un vero e proprio studio sulle dinamiche psicologiche più o meno evidenti che riguardano, questo si, il mestiere dell'attore. Giancarlo Picci è diplomato attore e con diverse esperienze recitative alle spalle ma soprattutto, per quel che riguarda questo volume, è psicologo con specializzazione in psicoterapia cognitiva. L'approccio di questa pubblicazione è originale ma rispettoso del rigore scientifico proprio di una ricerca di questo tipo che intende indagare i meccanismi psicologici coinvolti e sollecitati nelle varie tecniche d'immedesimazione di un attore con il suo personaggio. Di preminente formazione Stanslaskijana, Picci avvia la sua ricerca sintetizzando i principi della tecnica creata dal maestro russo. Nella seconda parte fornisce una panoramica delle principali teorie alternative sull'identificazione dell'attore con il personaggio. Introduce poi il discorso più squisitamente psicologico accennando ad alcuni studi che hanno riguardato la tematica in esame con riferimento alle conseguenze psichiche possibili di tali pratiche con particolare riferimento al cosiddetto "Post-dramatic stress". A titolo di esempio viene presentato il caso dell'attore Heath Ledger e della sua tragica morte prematura. Nella terza parte, forse la più interessante, la ricerca vira sulle esperienze pratiche di sedici attori che rispondono alle domande dell'autore in relazione alle tecniche usate per l'immedesimazione e agli stati emotivi provati durante le loro esperienze attoriali. Il volume si chiude con una sintesi del materiale raccolto e alcuni tentativi di conclusioni psicologiche comportamentali e cognitive. Una pubblicazione utile e stimolante per chi lavora nel teatro o nel cinema, dove la materia psicologica è intrinseca al mestiere dell'attore, come anche dell'autore e del regista, ma che non sempre viene considerata in modo approfondito tenendo conto di tutte le sue implicazioni sia positive che negative.

L'attore alla ricerca del personaggio
le dinamiche del processo identificativo: una ricerca esplorativa
di Giancarlo Picci
Editrice Kimerik 2020
pagg. 262 € 16,00
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