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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Quanto dista il teatro? a cura di Roberta Gandolfi

La storica realtà produttiva e formativa di Parma "Teatro delle briciole", rivolta soprattutto ai bambini e ai ragazzi e quindi a chi dovrà essere il pubblico teatrale del futuro più o meno prossimo, ha realizzato tra il 2013 e il 2016 un'iniziativa molto interessante, la cui utilità al di fuori dei confini di Parma è stata considerata giustamente da chi ha pensato e realizzato questa pubblicazione. L'intento del Teatro delle Briciole è stato quello di dialogare con le persone, cittadini di Parma, nei luoghi più vari della loro vita quotidiana, cercando di capire cosa pensassero del Teatro e quale fosse la loro esperienza di questa forma di spettacolo. Più che di una ricerca scientifica si è trattato, non trascurando comunque alcuni accorgimenti organizzativi, di un tentativo di dialogo sull'argomento teatro con chi il teatro spesso non lo vede e talvolta lo ignora completamente. Non c'è stata scelta di un "campione" ma semplicemente la voglia di raggiungere le persone nei luoghi della quotidianità per sottoporre loro un breve questionario. Il risultato, le risposte al questionario da parte di circa trecento persone, è stato quindi organizzato per realizzare questo volume, curato da Roberta Gandolfi, che rappresenta un'importante raccolta di spunti per far riflettere chi il teatro lo fa. Così, dopo una prima parte in cui estratti brevissimi delle interviste sono raccolti "per argomento", la parola passa ad alcuni personaggi del mondo teatrale (Flavia Armenzoni, Marco Baliani, Babilonia Teatri, Silvia Bottiroli, Angela Demattè, Marco Deriu, Elena Di Gioia, Lorenzo Donati, Giulia Morelli) chiamati ad esprimere appunto una loro riflessione dopo la lettura dei questionari. Anche in questa esperienza così localizzata e inevitabilmente parziale, si conferma quella che mi sembra sia una causa fondamentale della "distanza del teatro" dalla gente, ben espressa da una delle risposte presenti in questa ricerca: "I registi, gli autori, a volte sembra che facciano apposta a farti sentire imbecille". Il non ascolto del pubblico è vizio di tanti artisti, e purtroppo si rileva anche in alcuni degli interventi degli "addetti ai lavori" pubblicati in questo libro. Dopo le prime due parti il volume riporta in appendice alcune informazioni sulla ricerca: il questionario utilizzato per le interviste, i luoghi degli incontri, i profili degli intervistati, una raccolta di risposte alla domanda "Le prime tre cose che ti vengono in mente se dico la parola teatro". Una ricerca, e dunque una pubblicazione, utile soprattutto a chi il teatro lo fa.

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Quanto dista il teatro?
un'indagine sociopoetica tra spettatori e non spettatori a Parma
a cura di Roberta Gandolfi
Titivillus  2018
190 pagg. € 16,00

 

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Altre scene di Paolo Puppa

Paolo Puppa non ha grande bisogno di presentazioni. Importante e prolifico saggista teatrale sia in Italia che all'estero, già professore all'Università di Venezia, Puppa ama scrivere da molto tempo anche testi teatrali, soprattutto monologhi, che spesso interpreta lui stesso. In questa ultima raccolta edita da Titivillus, possiamo leggere quattro drammaturgie brevi a più personaggi e altrettanti monologhi. Se nelle drammaturgie prevale la tematica delle dinamiche familiari, in particolare quelle negative ma non solo, i quattro monologhi sono ritratti molto originali di personaggi reali e di fantasia. Tutti i testi sono introdotti all'inizio, in un unica prefazione, dallo stesso autore, e sembrano già delineare l'approccio del drammaturgo orientato molto alla costruzione dei personaggi più che alla fabula. S'intuisce anche la tendenza ad ispirarsi alla mitologia o alle grandi opere letterarie e teatrali. Di tutto ciò naturalmente abbiamo conferma leggendo le opere, alcune decisamente godibili alla lettura, notando però un limite nei testi dialogati. Mai più di due personaggi in scena, e dialoghi che sono sempre duetti serrati. La maggiore prelidezione e capacità per i monologhi, a mio parere molto più efficaci delle drammaturgie, credo che sia la conferma di questo limite alla creazione di testi con una pluralità di voci. Anche il primo lavoro "Casa con angolo Shoah" è strutturato su molteplici scene brevi sempre a due personaggi contrapposti. Una raccolta interessante che fornisce una panoramica importante e significativa sulla drammaturgia di Puppa.

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Altre scene
copioni del terzo millennio
di Paolo Puppa
Titivillus  2018
180 pagg. € 15,00

 

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Il paese delle facce gonfie di Paolo Bignami

Il miglior teatro civile è, a mio parere, quello che non dimentica di essere soprattutto teatro. Luogo della metafora, dell'evocazione, luogo poetico. Il bisogno civile di un testo teatrale va espresso dunque, per assolvere efficacemente ed esteticamente al suo compito,  nel "brodo" del medium teatrale. Il testo di Paolo Bignami, drammaturgo comasco di buona esperienza, mi ha piacevolmente sorpreso proprio per questa caratteristica fondamentale. Segnalato nel 2017 al Premio Tragos e vincitore nello stesso anno del Premio Mario Fratti, il monologo dal titolo volutamente fiabesco e poetico è strutturato come la narrzione da parte di un'anima candida, che tra immagini suggestive e poetiche, locuzioni fanciullesche ed ingenue, racconta, perchè vissuto in prima persona, le vicende di una fabbrica come emblema benigno e maligno allo stesso tempo di una comunità. L'argomento è, in definitiva, il prevalere degli interessi economici sul diritto alla salute, e alla vita, delle persone. Un argomento fin troppo attuale ed estremamente spinoso, come dimostra non soltanto la cronaca ma anche la storia. Teatro civile, dunque, ma, come detto inzialmente e citando le motivazioni della giuria del Premio Mario Fratti "Colpisce, nel dramma, la lievità del tono poetico che pervade l'opera".

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Il paese delle facce gonfie
di Paolo Bignami
La Mongolfiera  2017
80 pagg. € 12,00

 

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