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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Farsi luogo di Marco Martinelli

Con questo suo breve scritto Marco Martinelli si pone di fronte, e soprattutto ci pone di fronte, al Teatro e al suo teatro articolando una sintassi che è simile ad un assedio che, talora sofferto fino ad apparire dolente, vuole aprire varchi (101 per l’esattezza, è questo infatti l’icastico sottotitolo del saggio) nel cuore stesso del mistero del teatrare.
Un tentativo più lirico che teorico/estetico, soprattutto per quanto di concretamente esistenziale vi è rintracciabile, e che più che ripercorrere spazia sopra ai capisaldi di oltre trent’anni di vita teatrale con i suoi successi e i suoi arretramenti, ma anche, e credo in particolar modo, trent’anni di “relazioni”, dalle più intime e fondative, quella con Ermanna Montanari su tutte, a quelle artistiche e intellettuali, che hanno accompagnato e nel profondo costituito e dato materia ad una creazione artistica che cerca di trasformare la soggettività e le soggettività in percorso collettivo e comunitario.
Non a caso emerge come centro di una peripezia aperta come la spirale di Jarry la capacità di integrare e valorizzare, capacità che nella “non scuola” ha trovato la sua traduzione pratica del fare ed insieme quella estetica del pensare il teatro. Un assedio riuscito e attraverso i varchi così aperti irrompono i compagni di un viaggio ormai lungo ma che sembra sempre appena cominciato. Marco Martinelli usa qui, e non è in lui usuale, una scrittura talvolta tagliente contro quelli che appaiono ai suoi occhi i nemici del teatro, o meglio della sincerità del teatro come lui la intende, tanto più tagliente, forse, quanto più è il timore che quelli appaiono suscitare.
Un libricino breve ma profondo che merita, a mio avviso, di accompagnare quanto già fatto dal “Teatro delle Albe” ma che in particolare sembra anticipare quello che, dal “Teatro delle Albe”, ancora deve venire.

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Farsi luogo. Varco al teatro in 101 movimenti
di Marco Martinelli
Cuepress 2015
47 pagg € 4,99

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Dieci anni di Pim off a cura di R.Rizzente e A.Cagali

Cue press celebra i dieci anni del Pim di Milano con questo volume curato da Roberto Rizzente e la collaborazione di Antonella Cagali. E' l'augurio migliore per il decennale di questo spazio davvero originale per diversi motivi. Prima di tutto perchè vive grazie al finanziamento di un mecenate, l'imprenditore Marco Falciani con la moglie attrice Maria Pietroleonardo, dalle cui iniziali nasce l'acronimo che da il nome al teatro. In secondo luogo perchè il PIM ha avuto due sedi, la prima in Via Tertulliano e la seconda, l'attuale, in Via Selvanesco nella periferia sudovest. In terzo luogo perchè è stato ed è luogo innovativo per vari aspetti: per aver intrapreso già dai primi anni la via delle residenze artistiche come base per la programmazione insieme ai bandi rivolti alle compagnie, per aver creato stagioni artistiche realmente multidisciplinari dalla prosa alla danza, dal teatro performativo al jazz, dagli spettacoli sperimentali a quelli basati sul digitale ed i nuovi media, dall'ospitalità alle compagnie giovani o debuttanti ad artisti affermati. In quarto luogo il PIM ha sempre lavorato con il territorio (nel suo caso due diversi) ed ha investito molte risorse sulla formazione del pubblico oltre che su quella tradizionale per allievi attori. Il volume documenta dunque tutta questa originalità con testimonianze dirette da parte dei protagonisti ma anche con interventi di operatori, artisti e studiosi in generale. Così, questa pluralità di aspetti vissuti dal PIM, diventa anche lo spunto per approfondimenti importanti che assumono l'aspetto di veri e propri mini-saggi su argomenti sociologici ed inerenti le politiche organizzative e manageriali del teatro italiano e non solo. La pubblicazione è suddivisa in quattro parti. La prima riguarda la storia del teatro raccontata da chi è stato protagonista diretto o indiretto in questi dieci anni. La seconda parte, quella che affronta le citate politiche organizzative e promozionali, è quella che maggiormente approfondisce gli argomenti trattati o con interviste o con brevi saggi. La terza parte raccoglie interventi sulle diverse discipline artistiche ed espressioni teatrali che hanno trovato ospitalità o occasione di lancio nei cartelloni del PIM. La pubblicazione si chiude con l'ultima sezione dedicata ad una selezione di foto degli spettacoli più significativi di questi dieci anni. La prefazione è di Salvatore Carrubba e l'introduzione del curatore Roberto Rizzente.

Per acquistare il volume

Dieci anni di Pim off
a cura di Roberto Rizzente e Antonella Cagali
Cuepress 2015
230 pagg € 16,99

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I topi nel muro di Alessandro Izzi

Vincitore della IV edizione del premio Teatro cinema e Shoah questo testo di Alessandro Izzi, prolifico saggista soprattutto per il cinema, ma anche drammaturgo e autore di un romanzo, ha risposto alle intenzioni degli organizzatori del premio trattando la tematica della Shoah in modo originale. Soggetto necessario e per questo al centro di tanta produzione letteraria, teatrale e cinematografica, la tematica presta il fianco naturalmente al rischio del già visto o del banale. Le motivazioni del Premio invece riconoscono ad Izzi proprio la capacità di aver trovato una chiave di lettura nuova e per nulla scontata. La protagonista del dramma è infatti un'anziana signora, affetta dai mali senili e quindi non sempre lucida, che non è stata vittima sopravvissuta dell'Olocausto ma testimone diretta. La signora ode per casa strani runori (i topi nel muro del titolo) parla di guerra come se vivesse ancora in quegli anni, vede cose strane e parla come se in casa ci fosse qualcuno. La figlia ed il nipote sono preoccupati soltanto che stia tranquilla, che riposi, che prenda le medicine e che venga accudita da una badante che invece sarà proprio quella che farà tornare a galla la verità. I suoi "deliri" sono fastidiosi, non vengono ascoltati. La protagonista sembra allora farsi metafora del senso di colpa che il mondo ha nei confronti del popolo ebreo, metafora del ricordo che pesa e che si vuole dimenticare o, talvolta, addirittura negare. In questo risiede la forza del testo che, a mio parere, è però debole dal punto di vista dei dialoghi e del linguaggio. Il volume è introdotto da Vittorio Pavoncello, direttore artistico di Ecad che organizza il Premio, e chiuso da due interventi da parte di Marina Formico (direttore del Centro romano di studi sull'Ebraismo) e da Leone Paserman (Presidente Fondazione Museo della Shoah).

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I topi nel muro
di Alessandro Izzi
Edizioni Progetto Cultura 2014
39 pagg € 5,00

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