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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Candide di Mark Ravenhill

Ispirato all'opera più significativa di Voltaire, uno dei padri dell'illuminismo, questa opera in cinque atti di Mark Ravenhill, riprende l'idea dell'illuminista francese in polemica con la filosofia di Leibniz secondo cui noi viviamo nel migliore dei mondi (e forse dei modi) possibili, per ribellarsi a quello che sembra essere oggi l'atteggiamento ed il pensiero obbligato dell'opulento mondo occidentale. Tutto deve andare bene e deve essere positivo. A cominciare dal nostro corpo, per finire alla nostra vita professionale, sociale ed economica. Stare bene è un dovere, essere felici è l'unico obiettivo. La negazione della sofferenza, dell'insuccesso, della tristezza come naturali componenti delle nostre esistenze, è ciò che produce tante sofferenze ed insuccessi altrimenti evitabili. Così, in questi cinque quadri ambientati in cinque epoche diverse (passato, presente e futuro), l'autore prende spunto a piene mani dalle vicende di Candido per parlare di noi e dell'oggi. In particolare, il cuore di questa drammaturgia e della sua tematica, mi sembra coincidere col secondo atto in cui una ragzza infelice fa strage di tutti i membri della sua famiglia. Le diverse parti dell'opera, oltre a spaziare nei diversi secoli da Voltaire ai nostri giorni ed oltre, sono caratterizzati da stili, direi anzi generi drammatici, molto diversi. Dalla commedia alla tragedia, alla farsa. Un lavoro originale, brillante ed intelligente che si apprezza molto anche in lettura. Il volume si apre con la prefazione di Fabrizio Arcuri che ha messo in scena il testo in questa stagione e da un'intervista all'autore a cura di Alessandra Santangelo.

Candide
di Mark Ravenhill
Titivillus 2016
91 pagg. € 11,00

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Conferenza sulla pioggia di Juan Villoro

Un piccolo grande gioiello questo testo di Juan Villoro, uno dei più importanti scrittori Ispanici, nato nel 1956 a Città del Messico, docente universitario, saggista, poeta, narratore e traduttore, approdato alla scrittura per il teatro alla tenera età di cinquant'anni ma dopo aver amato, letto, visto e tradotto per tanti anni il teatro degli altri. Conferenza sulla pioggia è un testo scritto per il teatro, per un attore monologante, che difficilmente si può però definire solo un monologo. Come dice il titolo si tratta di una conferenza, ma di fatto non lo è. La conferenza è lo spunto della drammaturgia, visto che il protagonista si presenta a noi, al pubblico, ma solo alla fine scopriremo chi è davvero il suo unico interlocutore, per parlarci del rapporto tra la poesia e la pioggia, anche se il personaggio ha perso i fogli con gli appunti e tenterà di parlare ugualmente del tema improvvisando su quel che ricorda. Se dunque il testo è tecnicamente una drammaturgia, lo sviluppo è decisamente narrativo, svelando in più di un momento una profonda anima poetica. Il personaggio è un bibliotecario, grande lettore di libri, che dei libri ha acquisito la vocazione all'immaginazione senza confini di spazio e di tempo, che dai libri mutua le frasi e gli spunti più suggestivi e immaginifici, con digressioni sul tema della conferenza ma più ancora sul racconto di se stesso e in particolare di una sua storia d'amore. Il risultato, sorprendente ed emozionante, è un grande atto di devozione e riconoscenza verso l'oggetto del suo lavoro: i libri. Libri che ci informano ma soprattutto che ci formano, che nutrono la nostra immaginazione ma anche la nostra vita e che, in definitiva, sono spesso la "colonna sonora" delle nostre esperienze. Il volume è introdotto dalla traduttrice del testo Maria Cristina Secci e da un'intervista all'autore.

Conferenza sulla pioggia
di Juan Villoro
Titivillus 2016
50 pagg. € 8,00

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Il teatro comico di Eugene Labiche a cura di A.Martinolli

Dopo i quattro volumi dedicati al Teatro comico di Georges Feydeau, del primo dei quali ci siamo a suo tempo occupati, Annamaria Martinolli per Editoria&Spettacolo, avvia con questo primo volume un'analoga operazione editoriale dedicata ad un altro famoso drammaturgo Francese del passato: Eugene Labiche. Una raccolta di tre commedie e due atti unici che si propone, anche grazie ai prossimi volumi previsti, di fornire un quadro dell'opera di questo grande esponente della drammaturgia comica e farsesca del XIX secolo. Dai testi pubblicati emerge senz'altro il carattere tipico del teatro comico del suo tempo, con i meccanismi comici e d'intreccio sempre perfetti e la satira brillante e feroce (e talvolta considerata oscena) sui vizi della ricca classe borghese dell'epoca. Non solo Vaudeville, perchè lo stile di Labiche non è sempre identico nei suoi lavori, e non sempre riconducibile completamente a questo genere teatrale, probabilmente anche perchè le sue 174 opere non sono state scritte solo da lui ma spesso in coppia o in guppo con altri autori. In questo primo volume possiamo leggere la sua commedia più nota: "Un cappello di paglia di Firenze" e poi "Se ti becco, son dolori!", "La sensitiva", e i due atti unci "Una figlia sotto stretta sorveglianza" e "L'affare della Rue de Lourcine". La pubblicazione è aperta dalla biografia del drammaturgo e da un'interessante raccolta di recensioni dell'epoca. Completa il volume una ricca bibliografia e l'elenco, con i relativi debutti, di tutti le opere di Labiche.

Il teatro comico di Eugene Labiche
a cura di Annamaria Martinolli
Editoria&Spettacolo 2016
269 pagg. € 20,00

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