• Home
  • Segnalazioni
  • Libri

I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Aristofane a Scampia di Marco Martinelli

Sono passati venticinque anni dalla nascita della “non-scuola” e Marco Martinelli sceglie con questo suo agile volume di scriverne, ma non per elaborare una teoria, modalità forse inconciliabile con questa eterodossa esperienza sul campo del teatro e della vita, quanto per farne un racconto.
Scopriamo così quanto le radici della non-scuola affondino lontano, ma non tanto nel lontano del teatro che nasce oltre duemila anni fa da una comunità che si interroga, quanto nel lontano dell’esistenza condivisa di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, prima ancora che il Teatro delle Albe occupasse il posto che merita nella scena contemporanea italiana.
È come se la memoria di entrambi, di quel tempo incerto e fecondo dell’adolescenza, si fosse improvvisamente fecondata nell’esperienza/scelta della non-scuola, e cercasse di ritrovare o suscitare in quegli innumerevoli adolescenti che vi si affacciano quello stesso fuoco accesosi molti anni fa nelle campagne che circondano Ravenna.
Scopriamo così anche noi che da quell’orizzonte possiamo trarre il senso originale della non-scuola, ben oltre ogni elaborata giustificazione estetica o sociologica, un senso per così dire diretto e concreto come la vita che passa. Un libro che è dunque in fondo un racconto, il racconto di Marco Martinelli, il racconto di Ermanna Montanari e poi il racconto di quanti con quelle vite si sono incrociati. Un bel libro, a mio parere destinato a chi ama veramente il teatro.

Aristofane a Scampia
Marco Martinelli
Ponte alle grazie 2016
163 pagg. € 14,00

Per acquistare il volume

Stampa Email

Candide di Mark Ravenhill

Ispirato all'opera più significativa di Voltaire, uno dei padri dell'illuminismo, questa opera in cinque atti di Mark Ravenhill, riprende l'idea dell'illuminista francese in polemica con la filosofia di Leibniz secondo cui noi viviamo nel migliore dei mondi (e forse dei modi) possibili, per ribellarsi a quello che sembra essere oggi l'atteggiamento ed il pensiero obbligato dell'opulento mondo occidentale. Tutto deve andare bene e deve essere positivo. A cominciare dal nostro corpo, per finire alla nostra vita professionale, sociale ed economica. Stare bene è un dovere, essere felici è l'unico obiettivo. La negazione della sofferenza, dell'insuccesso, della tristezza come naturali componenti delle nostre esistenze, è ciò che produce tante sofferenze ed insuccessi altrimenti evitabili. Così, in questi cinque quadri ambientati in cinque epoche diverse (passato, presente e futuro), l'autore prende spunto a piene mani dalle vicende di Candido per parlare di noi e dell'oggi. In particolare, il cuore di questa drammaturgia e della sua tematica, mi sembra coincidere col secondo atto in cui una ragzza infelice fa strage di tutti i membri della sua famiglia. Le diverse parti dell'opera, oltre a spaziare nei diversi secoli da Voltaire ai nostri giorni ed oltre, sono caratterizzati da stili, direi anzi generi drammatici, molto diversi. Dalla commedia alla tragedia, alla farsa. Un lavoro originale, brillante ed intelligente che si apprezza molto anche in lettura. Il volume si apre con la prefazione di Fabrizio Arcuri che ha messo in scena il testo in questa stagione e da un'intervista all'autore a cura di Alessandra Santangelo.

Candide
di Mark Ravenhill
Titivillus 2016
91 pagg. € 11,00

Per acquistare il volume

Stampa Email

Conferenza sulla pioggia di Juan Villoro

Un piccolo grande gioiello questo testo di Juan Villoro, uno dei più importanti scrittori Ispanici, nato nel 1956 a Città del Messico, docente universitario, saggista, poeta, narratore e traduttore, approdato alla scrittura per il teatro alla tenera età di cinquant'anni ma dopo aver amato, letto, visto e tradotto per tanti anni il teatro degli altri. Conferenza sulla pioggia è un testo scritto per il teatro, per un attore monologante, che difficilmente si può però definire solo un monologo. Come dice il titolo si tratta di una conferenza, ma di fatto non lo è. La conferenza è lo spunto della drammaturgia, visto che il protagonista si presenta a noi, al pubblico, ma solo alla fine scopriremo chi è davvero il suo unico interlocutore, per parlarci del rapporto tra la poesia e la pioggia, anche se il personaggio ha perso i fogli con gli appunti e tenterà di parlare ugualmente del tema improvvisando su quel che ricorda. Se dunque il testo è tecnicamente una drammaturgia, lo sviluppo è decisamente narrativo, svelando in più di un momento una profonda anima poetica. Il personaggio è un bibliotecario, grande lettore di libri, che dei libri ha acquisito la vocazione all'immaginazione senza confini di spazio e di tempo, che dai libri mutua le frasi e gli spunti più suggestivi e immaginifici, con digressioni sul tema della conferenza ma più ancora sul racconto di se stesso e in particolare di una sua storia d'amore. Il risultato, sorprendente ed emozionante, è un grande atto di devozione e riconoscenza verso l'oggetto del suo lavoro: i libri. Libri che ci informano ma soprattutto che ci formano, che nutrono la nostra immaginazione ma anche la nostra vita e che, in definitiva, sono spesso la "colonna sonora" delle nostre esperienze. Il volume è introdotto dalla traduttrice del testo Maria Cristina Secci e da un'intervista all'autore.

Conferenza sulla pioggia
di Juan Villoro
Titivillus 2016
50 pagg. € 8,00

Per acquistare il volume

Stampa Email