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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

A cura di Marcello Isidori



Conversazioni con Testori di Luca Doninelli Stampa E-mail

Pubblicato una prima volta nel 1993, l'anno della morte, questo testo ci ripropone la figura, emblematica ed insieme enigmatica, di Giovanni Testori riletta, anzi concretamente rivissuta, attraverso il rapporto anche di amicizia e non solo intellettuale con Luca Doninelli, molto bravo nell'organizzare i suoi ricordi in forma di solo apparente intervista, ma in realtà di conversazione che vira al racconto delle e verso le radici profonde di una reciprocità quasi più psicologica che artistica o estetica.
Racconto dunque, o anche racconti di un eretico che, eclettico come pochi e capace di transitare dalla pittura alla narrativa ed in primis alla drammaturgia, ha saputo rintracciare e ritracciare nell'arte la sua inusuale sincerità trasfigurando così, ma mai occultando, il suo profondo e spesso contraddittorio rapporto con la vita e la storia.
Giovanni Testori è stato uomo dalle scelte spesso difficili ma sempre di verità, a partire da quelle personali ed esistenziali come l'omosessualità angosciosamente intrecciata con una ineludibile relazione con la sua fede profonda, scelte che in un certo qual modo l'arte ha consentito e organizzato dando ad esse concretezza di ragione e di sentimento.
Doninelli riesce a dare al lettore ragione di un percorso complesso che vede nel recupero dei legami più vicini e profondi, la famiglia e le origini esteticamente percepiti nel nome dei luoghi, quasi un culto, la forza e la capacità di reggere l'impatto con un mondo ed una storia quasi sempre ostile e contrapposta.
Giovanni Testori ci appare dunque come un “candido” che fa della verità verso sé stesso, quindi della sincerità, il termine di paragone con il mondo pagandone spesso uno scotto anche pesante, ed in questo può essere accostato ad un altro grande eretico della sua generazione, per storia esistenziale e talora anche artistica, a quel Pier Paolo Pasolini che ben più tragicamente pagò il suo essere altro e non compromissorio.
Un bel libro, utile a capire l'arte e la drammaturgia nella sua evoluzione contemporanea, ma utile soprattutto, attraverso quella, a capire noi stessi.

Scheda di Maria Dolores Pesce

Conversazioni con Testori
di Luca Doninelli
Silvana 2012
Pagg. 176 € 15,00
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Cronache venete di Paolo Puppa Stampa E-mail

Paolo Puppa è ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Venezia e, come tale, autorevole saggista di noti volumi sulla storia del teatro, ma è anche un interessante autore di testi, che talvolta interpreta in prima persona, che sono stati spesso rappresentati, tradotti e pubblicati. Il libro che presento, edito da Titivillus, raccoglie una collezione di dodici monologhi caratterizzati da un filo rosso originale: miti antichi nel veneto di oggi. Cronache venete ci rivela come gli antichi personaggi delle storie archetipiche, possono perfettamente abitare i nostri tempi. Figure metaforiche ma estremamente vive che mostrano tutta la loro attualità, ancor più che la loro possibilità di attualizzazione, vivendo i conflitti, le contraddizioni, le miserie e l'immaginario di noi contemporanei. La fusione tra mito e quotidiano avviene subito, brutalmente, con i titoli dei pezzi: Menippo a Montebelluna, Tersite a Piazzale Roma, Onan ad Auronzo, Filemone al cimitero di Cortina e così via. Nella forma del racconto rivolto al pubblico o in quello rivolto ad un invisibile interlocutore, nella forma di una narrazione o infine in uno stile epistolare, i dodici pezzi ci mostrano profonde caratteristiche umane di oggi che probabilmente sono anche quelle di sempre. Esperienze e pensieri raccapriccianti o semplicemente intime, a volte inconfessabili e altre condivisibili, in tutti i casi mai banali anche se spesso prossime a chiunque di noi. Linguaggi semplici ma solo in alcuni casi "parlati". Pezzi comunque molto godibili e quasi tutti ad alto grado di teatrabilità. L'introduzione, corposa ed approfondita, è di Gerardo Guccini. Lo consiglio.

Cronache venete
di Paolo Puppa
Titivillus 2012
Pagg. 123 € 11,00
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Vestita da uomo di Charlotte Charke Stampa E-mail

L'incredibile racconto autobiografico dell'attrice vissuta nel diciottesimo secolo a Londra in una nuova traduzione a cura di Sylvia Greenup, che correda la pubblicazione con un'ampia introduzione per spiegare e documentare, dal punta di vista storico, le circostanze di vita esposte dalla Charke. Il lungo racconto, pubblicato per la prima volta nel 1755, nacque dal desiderio dell'autrice di trovare una riconciliazione col padre Colley Cibber, popolare drammaturgo e attore nonchè direttore del Drury Lane. Ultima di dodici figli, di cui solo sei sopravvissuti, Charlotte fu attratta fin da piccola da attività non consone ad una fanciulla della sua epoca: le armi, i cavalli, gli studi liberali, la medicina. La sua carriera di attrice cominciò proprio all'ombra del padre, al Drury Lane, ma ben presto divenne la causa probabile della sua espulsione dalla famiglia. Charlotte infatti interpretò molti ruoli maschili ed il suo travestitismo caratterizzò anche alcuni episodi della sua vita normale. Per molti anni Charke visse di stenti, costretta con la piccola figlia a ricevere aiuti da persone generose o ad accettare di recitare in piccole compagnie itineranti nei teatri di provincia. Il volume rappresenta, oltre che il racconto di una vita sorprendente ed avventurosa, anche un importante documento del teatro inglese dell'epoca. Come scrive la Greenup nella sua introduzione:"(...) la sua vita è spesso vista come una pièce, capace di suscitare nello spettatore le passioni drammatiche associate sia alla commedia che alla tragedia." La pubblicazione è completata dalla cronologia storica dei fatti raccontati dalla protagonista.

Vestita da uomo - Un resoconto della vita della signora Charlotte Charke
di Charlotte Charke
a cura di Sylvia Greenup
ETS 2012
Pagg. 250 € 16,00
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