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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

In fondo agli occhi di Berardi Casolari

Pubblicazione già distribuita oltre un anno fa da Editoria&Spettacolo ma che segnaliamo comunque per sottoporre all'attenzione dei nostri lettori i tre testi di una coppia di artisti che, negli ultimissimi anni, ha riscosso lusinghieri successi a livello di pubblico e importanti segnalazioni dalla critica e da Premi e festival. Il volumetto raccoglie tre importanti lavori che rappresentano la quasi totalità della produzione della compagnia Berardi Casolari. Artisti con formazione e attitudini differenti, Gianfranco Berardi, attore e drammaturgo, e Gabriella Casolari, attrice e drammaturga ma anche regista e tecnico teatrale, hanno proposto nell'arco di cinque anni questi tre spettacoli il cui filo rosso è rappresentato dall'uso della tecnica narrativa nell'esposizione della vicenda e nell'attenzione a temi popolari. Inutile negare che queste drammaturgie, più che molte altre pubblicate in volume, appaiono imprescindibilmente legate alla fisicità dell'attore, soprattutto nel caso dei due monolghi "Io provo a volare" e "Briganti". L'elaborazione testuale è comunque apprezzabile anche alla lettura, per la varietà dei toni, del linguaggio e della cifra stilistica, che passa con disinvoltura dal parlato "basso" alla metrica poetica. Questa varietà di stili è sicuramente al servizio della realizzazione scenica che asseconda la versatilità del (o dei) performer, ma è anche il frutto di quanto gli stessi drammaturghi ammettono nelle brevi note finali che accompagnano i testi, in cui si ringraziano i grandi autori da cui sono state "rubate" frasi e stralci di opere non sempre specificate. Strutture poco rigide e piuttosto fluide che evocano la ricchiezza della corporeità scenica, testimoniata dalla critica citata nella postfazione di Dario Tomasello, sono dunque alla base delle vicende vissute, e/o raccontate, dai personaggi in scena incarnati, nel caso di "Briganti", da un unico attore. "In fondo agli occhi" evoca, in modo originale e fortemente simbolico, le miserie dell'Italia di oggi. "Io provo a volare" racconta le vicissitudini e i sogni, con un suggestivo parallelismo con la vita di Domenico Modugno, di un giovane meridionale che aspira a diventare attore. Infine "Briganti" ricrea in scena il caos e la drammaticità, rimbalzando tra micro storie e la grande storia, della guerra tra Sabaudi e meridionali per l'unificazione d'Italia. Il volume è introdotto dallo stesso Gianfranco Berardi, concluso dalla già citata postfazione di Dario Tomasello, dalle biografie dei due artisti e della loro compagnia, e infine arricchito da alcune foto di scena dei tre spettacoli.

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In fondo agli occhi
Io provo a volare, Briganti
di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
Editoria & Spettacolo 2014
104 pagg € 13,00

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L'incorporeo o della conoscenza di Alessandro Fersen

Prosegue l’attività di riedizione, talora di vera e propria edizione, delle opere di Alessandro Fersen, a ormai quattordici anni dalla morte, portata avanti con dedizione da Clemente Tafuri e David Beronio, cui la figlia Ariela ha affidato nei fatti l’analisi del suo patrimonio di scritti, e non solo di quelli già donati al Museo Biblioteca dell’attore di Genova.
È uscito infatti nell’aprile ultimo scorso, per AkropolisLibri e il nuovo melangolo di Genova, questo breve saggio che, come sottolineato in recentissime conversazioni con la figlia, costituisce una vera e propria summa in sintesi del pensiero di Fersen, uno scritto in sostanza che ne ha raccolto e accompagnato le elaborazioni sul teatro, nei lunghi anni di attività pratica e teorica e fino alle soglie della morte, quasi a sancirla in una sorta di escatologica coincidenza.
Preceduto dalle accurate note introduttive dei curatori, il volume, breve come detto ma densissimo, ridefinisce, indirettamente in un certo qual modo, in sette capitoli il pensiero di Alessandro Fersen sulla genesi e dunque sulla natura del teatro, elaborato analizzandone le fondamenta culturali ed antropologiche in una visione estetica e metafisica che guarda nel profondo della natura umana, prima e nel contesto della sua articolazione storica e culturale.
In appendice, a sottolinearne quasi i copiosi frutti prodotti nel tempo e la conseguente operatività, i curatori ripropongono il saggio “il mnemodramma”, eclatante esito delle ricerche sull’attore condotte per molti anni nello “Studio Fersen” cui Alessandro si è dedicato appassionatamente, con laboratori, seminari e convegni, soprattutto al declinare della sua intensa attività di drammaturgo e regista, di “uomo di teatro” insomma.
È una scelta felice, non solo perché dà piena ragione delle solide fondamenta analitiche e filosofiche del pensiero di Alessandro Fersen, a partire dal rapporto con Giorgio Colli ed i suoi studi sul Nietzche anche oltre la “Nascita della tragedia”, ma soprattutto perché dimostra come riqualificare la personale consapevolezza circa le modalità della propria attività teatrale, protegga quest’ultima, come lo definì Grotowski, da un irrilevante dilettantismo fine a sé stesso.
Un libro caldamente da consigliare per le capacità profetiche e per la sostanza maieutica di quel pensiero, di cui i curatori stessi appaiono sempre più consapevoli, e la cui importanza per il teatro italiano è indubbia anche se talora, per recidivo provincialismo, accantonata.
Il volume si aggiunge ai già usciti, per gli stessi curatori, che ricordiamo: “L’universo come giuoco” (2012), “Arte e vita. Taccuini e diari inediti” (2012) e “Critica del teatro puro” (2013).

L'incorporeo o della conoscenza
di Alessandro Fersen
a cura di Clemente Tafuri e David Beronio
AkropolisLibri - il nuovo melangolo 2015
100 pagg € 12,00

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Lo scannatoio del lunedì di Fabio Chiriatti

La casa editrice pugliese pubblica tre drammaturgie di un giovane conterraneo, Fabio Chiriatti, diplomatosi in drammaturgia alla scuola Paolo Grassi di Milano, e collaboratore della compagnia Zerogrammi. Tre atti unici piuttosto diversi l'uno dall'altro, fatto certamente positivo ma anche sintomo di una scrittura, per quanto molto promettente, ancora non caratterizzata da un chiaro stile, segno di riconoscimento di autori più esperti. Comunque taluni elementi comuni appaiono abbastanza evidenti alla lettura. Certamente la scelta di personaggi travagliati, che si fanno domande tra loro, a loro stessi, alla Madonna, e difficilmente trovano risposte che abbiano davvero un senso. Il tema della fuga, intesa come ricerca di un altro posto e forse un altro tempo, passato o futuro che sia, in cui rifugiarsi o cominciare a vivere. La cornice fatta di abitudini quotidiane, o di "giochi" e rituali evocativi. Mappughe, il primo pezzo, è un monologo più riflessivo che narrativo, con rimandi alla quotidianità ma anche una forte tensione verso pensieri e ragionamenti che si avvitano su se stessi. In Casca la terra abbiamo l'alternarsi di dialoghi a coppie tra quattro personaggi: due adolescenti e due giovani adulti. Rispetto al primo pezzo c'è più concretezza nell'ambientazione e nel linguaggio, ma l'azione resta puro dialogo. Ne I Saburchi, il terzo lavoro, ci troviamo di fronte ad una drammaturgia più narrativa, dove è presente lo sviluppo di una storia. L'azione ed i personaggi ruotano intorno alla figura di Lamara, la protagonista, una donna con un passato che le pesa, con un presente impegnato a sistemare il futuro degli altri e non il proprio. Qui è tutto più concreto: dal bel personaggio di Lamara, al linguaggio caratterizzato da un italiano "bagnato" da Salentino, al luogo a scena fissa, all'attività del contrabbando di sigarette, nel momento particolare del lungo sciopero dei monopoli di stato del 1992, al mito della città del nord in cui ricominciare una vita, ma, al contario, anche luogo di perdizione. Qui sono presenti anche i sentimenti, le abitudini ed i rituali popolari, religiosi e non, che nutrono la quotidianità e l'immaginario dei personaggi. La prefazione al volume è firmata da Renata Molinari.

Lo scannatoio del lunedì
di Fabio Chiriatti
Kurumuny 2015
146 pagg € 13,00
Per acquistare il volume

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