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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Antologia teatrale a cura di A.Lezza, C.Lucia, A.Acanfora

Raccolta di testi, si potrebbe pensare. Raccolta “per i testi” è, invece, la definizione corretta. Il filo conduttore di ANTOLOGIA TEATRALE, volume edito da Liguori, pubblicato con il contributo di fondi di ricerca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno, è inevitabilmente e necessariamente la scrittura teatrale. Attraverso un’osservazione che migra volontariamente, riportando testimonianze diverse ed imprescindibili punti di vista, la natura saggistica di questa Antologia raccoglie pensieri, temi, riflessioni, affermazioni, che si inseriscono all’interno dell’ambito di studi legato alla Letteratura Teatrale Italiana. Osservazioni, dunque, sui testi drammaturgici, importanti scritture che oggi gli autori, purtroppo, riescono raramente a pubblicare, affrontando grandi difficoltà. La lettura di questo volume è molteplice: dopo l’analisi di ogni singolo saggio, prezioso scritto che colpisce l’attenzione del lettore che rivolge la sua attenzione a determinati autori e alle trasposizioni del testo alla scena, emergono uno o più fili conduttori che si ricollegano all’unico vertice, ossia la scrittura. L’esigenza primaria di questo volume accende, ancora una volta, il dibattito sull’analisi e sulla conservazione del testo drammaturgico, analizzato attraverso ulteriore, elegante e profonda scrittura, ossia quella prodotta da studiosi, da registi, da critici e giornalisti, ma anche da tutti coloro che convivono quotidianamente con il palcoscenico, dando la possibilità al lettore, esperto e non, di accedere ad un patrimonio di conoscenza variegato, motivo di ulteriori e future riflessioni. L’osservazione, che emerge dalla lettura di ben 23 saggi, nasce inevitabilmente da una caratterizzazione apparentemente microscopica, che si individua nell’approfondimento e nella connessione di diversi temi. I contributi sono suddivisi in quattro sezioni: “Questioni di teatro”, “Scrivere per il teatro”, “Per un teatro contemporaneo”, “Lezioni di teatro”. Quest’ultima raccoglie alcune delle testimonianze prodotte da tre registi napoletani, Ruggero Cappuccio, Enzo Moscato e Manlio Santanelli, durante il ciclo di “Incontri con l’autore”, svoltosi negli anni accademici 2000/2001 e 2001/2002, nell’ambito delle attività seminariali della cattedra di Letteratura Teatrale Italiana, svoltesi presso l’Università degli Studi di Salerno. Le curatrici del volume, infatti, sono la prof.ssa Antonia Lezza, docente di Letteratura Italiana e Letteratura Teatrale Italiana presso l’Ateneo salernitano, insieme alla prof.sse Annunziata Acanfora e Carmela Lucia, dottori di ricerca, docenti presso alcuni Istituti Superiori campani, e importanti presenze all’interno del gruppo di ricerca afferente alla prof.ssa Lezza.
Le quattro sezioni hanno una specifica funzionalità e conducono il lettore verso un percorso di lettura originale. Le questioni affrontate sono molteplici, poiché presentano attente riflessioni sulla natura del testo drammaturgico, sulla necessità di conservazione della scrittura teatrale, sugli adattamenti, sulle traduzioni, sul lavoro di rielaborazione scenica da parte del regista, sul rapporto con il testo-fonte, sull’analisi linguistica, fino alle esperienze artistiche personali, evidenziando filoni drammaturgici ed autori che toccano diverse aree di produzione artistica, sottolineando lo sviluppo di alcuni generi teatrali, anch’essi inevitabilmente legati alla scrittura. È, dunque, opportuno chiarire che le sezioni inducono ad una fruizione sia macroscopica che microscopica, che permette al lettore, esperto e non, di adottare una lettura “mirata”, o appassionata, o specifica, o “a tutto tondo”. Ciò che emerge dalla lettura integrale del volume è la piacevole possibilità di decidere di rileggere i saggi senza seguire un ordine prestabilito, scelta che può essere intrapresa sin dall’inizio. È possibile, dunque, cominciare a leggere alcuni saggi estrapolati dalle diverse sezioni, o addirittura cominciare dall’ultimo scritto riportato nel volume, per poi proseguire a ritroso: il risultato non cambierebbe, né la lettura risulterebbe manchevole o poco efficace. Certamente è utile leggere una sezione nella sua interezza, qualora si decida di approfondire e di cogliere il valore complessivo di un discorso; ancor più efficace è, senza dubbio, la lettura integrale del volume, che non è caratterizzato da una rigida suddivisione “settoriale”. La difficoltà della stesura di un volume antologico del genere, intesa secondo l’obiettivo perseguito attentamente dalle curatrici, consiste nel trasmettere coesione ed unitarietà ad una raccolta di saggi e di scritti che esprimono competenze differenti, non solo dal punto di vista contenutistico, ma anche stilistico. Le scritture di questi autori rispecchiano una cultura multiforme, regalando al lettore sfaccettature, ramificazioni e proliferazioni di osservazioni che, però, confluiscono in un discorso unitario. Il volume, dunque, non segue una costruzione cronologica, né si basa su un approccio storico-letterario, bensì approfondisce il teatro partendo da un unico elemento comune che è la scrittura teatrale. La lettura è rivolta non solo allo studioso, giovane o d’esperienza, ma anche agli studenti che si occupano di letteratura teatrale, agli attori, i quali necessitano spesso di una guida alla scoperta del codice interpretativo del testo, agli operatori del teatro, che dovrebbero attuare delle scelte consapevoli, all’interno di un’adeguata ricerca del testo teatrale e della sua relativa trasposizione scenica.
Dopo le precedenti presentazioni salernitane, il volume, edito da Liguori, sarà presentato anche a Milano, il 22 febbraio, alle ore 18, presso il Laboratorio Formentini per l’Editoria. Interverranno la curatrice Antonia Lezza (Università degli Studi di Salerno) e Martina Treu (IULM- Libera Università di Lingua e Comunicazione). L’incontro sarà moderato da Stella Casiraghi, con la partecipazione dell’attore Fausto Russo Alesi. Il 26 febbraio, alle ore 18, il volume sarà presentato ufficialmente anche a Napoli, presso l’Ex Asilo Filangieri. Interverranno la curatrice Antonia Lezza (Università degli Studi di Salerno), Enzo Moscato (drammaturgo, attore e regista), Giorgio Taffon (Università degli Studi Roma Tre) e Maurizio Zanardi (filosofo e cofondatore della casa editrice Cronopio).
Il volume è disponibile anche in versione ebook, sul sito www.liguori.it, ed è possibile scaricare, in formato pdf, anche i singoli saggi.

Per acquistare il volume

Antologia teatrale
Volume 121 di Critica e letteratura
A cura di Antonia Lezza, Carmela Lucia, Annunziata Acanfora
Liguori, 2015
312 pagg € 25,99

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Utoya di Edoardo Erba

I migliori testi nascono spesso da una necessità urgente di raccontare qualcosa che gli altri non notano o di cui hanno sentito parlare poco e male a riguardo. Questo testo di Edoardo Erba nasce dall'urgenza, avvertita giustamente da Serena Sinigaglia, come raccontato nella sua prefazione, di parlare di un avvenimento che meno di sei anni fa sconvolse, ma solo per poco tempo rispetto alla gravità del fatto, l'opinione pubblica.  Mai come in questo caso vale la massima secondo cui le cose succedono solo se ne parlano i mass media e soprattutto come ne parlano. L'avvenimento, oggi quasi dimenticato, è la strage di Utoya, isoletta Norvegese a pochi chilometri da Oslo, avvenuta nel luglio del 2011, che costò la vita a 69 ragazzi, oltre agli otto morti dell'autobomba piazzata nella capitale prima del blitz sull'isola a scopo di distrarre le forze dell'ordine dall'obiettivo principale. Nella testa della gente quella fu una strage operata da un pazzo e come tale catalogata in uno degli scaffali secondari della nostra memoria. Furono i mass media a etichettarla come tale e così noi tutti l'abbiamo archiviata. In realtà si trattò di una follia motivata da scopi politici: colpire a morte la gioventù socialista che nella piccola isola si era radunata per alcuni giorni, e con loro la cultura della tolleranza e dell'accoglienza nei confronti degli immigrati, la cultura dell'accettazione di una comunità multietnica. E così Serena Sinigaglia, con l'appoggio di Arianna Scommegna, Mattia Fabris e di una produzione alle spalle, ha chiesto ad Erba di lavorare su questa urgenza. Rappresentare la Storia con la esse maiuscola a teatro è sempre una faccenda spinosa ed il miglior modo per farlo è raccontarla attraverso le storie con la esse minuscola di persone che ne hanno fatto parte. Tre coppie di personaggi si alternano in scena per farci rivivere in tre situazioni e punti di osservazione diversi, la Storia. Due poliziotti, i genitori di una ragazza andata al raduno laburista sull'isola, e due contadini nelle vicinanze di Oslo. Personaggi ben scritti e caratterizzati, dialoghi agili e brillanti sono il marchio di fabbrica dell'autore. Un'ottima drammaturgia, oltre che necessaria, anche se ho avuto l'impressione che il tipo di argomento non sia perfettamente nelle corde dell'autore di cui ho letto tante opere.

Per acquistare il volume

Utoya
di Edoardo Erba
Titivillus 2015
98 pagg € 11,00

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Farsi luogo di Marco Martinelli

Con questo suo breve scritto Marco Martinelli si pone di fronte, e soprattutto ci pone di fronte, al Teatro e al suo teatro articolando una sintassi che è simile ad un assedio che, talora sofferto fino ad apparire dolente, vuole aprire varchi (101 per l’esattezza, è questo infatti l’icastico sottotitolo del saggio) nel cuore stesso del mistero del teatrare.
Un tentativo più lirico che teorico/estetico, soprattutto per quanto di concretamente esistenziale vi è rintracciabile, e che più che ripercorrere spazia sopra ai capisaldi di oltre trent’anni di vita teatrale con i suoi successi e i suoi arretramenti, ma anche, e credo in particolar modo, trent’anni di “relazioni”, dalle più intime e fondative, quella con Ermanna Montanari su tutte, a quelle artistiche e intellettuali, che hanno accompagnato e nel profondo costituito e dato materia ad una creazione artistica che cerca di trasformare la soggettività e le soggettività in percorso collettivo e comunitario.
Non a caso emerge come centro di una peripezia aperta come la spirale di Jarry la capacità di integrare e valorizzare, capacità che nella “non scuola” ha trovato la sua traduzione pratica del fare ed insieme quella estetica del pensare il teatro. Un assedio riuscito e attraverso i varchi così aperti irrompono i compagni di un viaggio ormai lungo ma che sembra sempre appena cominciato. Marco Martinelli usa qui, e non è in lui usuale, una scrittura talvolta tagliente contro quelli che appaiono ai suoi occhi i nemici del teatro, o meglio della sincerità del teatro come lui la intende, tanto più tagliente, forse, quanto più è il timore che quelli appaiono suscitare.
Un libricino breve ma profondo che merita, a mio avviso, di accompagnare quanto già fatto dal “Teatro delle Albe” ma che in particolare sembra anticipare quello che, dal “Teatro delle Albe”, ancora deve venire.

Per acquistare il volume

Farsi luogo. Varco al teatro in 101 movimenti
di Marco Martinelli
Cuepress 2015
47 pagg € 4,99

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