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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
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A cura di Marcello Isidori



Innamorate dello spavento di Massimo Sgorbani Stampa E-mail

Innamorate dello spavento è un progetto drammaturgico ideato e realizzato da Federica Fracassi, Renzo Martinelli e Massimo Sgorbani. Più che di una trilogia di testi si tratta di un'unica drammaturgia in tre parti, due monologhi e un dialogo. La situazione è la stessa, diversi i personaggi ed i punti di vista. Le protagoniste sono tre "femmine" innamorate appunto dello spavento cioè Adolf Hitler. Come ad esempio accade ne "L'insostenibile leggerezza dell'essere" gli stessi episodi, gli ultimi mesi di vita di Hitler e quindi del III Reich, vengono raccontati e vissuti dai tre personaggi, ognuno con la propria sensibilità, il proprio carattere, i propri pensieri. Nel primo pezzo, a mio parere il migliore, è Blondi, la cagna di Hitler, a parlare. In questo pezzo Sgorbani riesce con grande sensibilità e mestiere a introdurci nel mondo fatto di percezioni sensoriali di un cane. Gli avvenimenti vengono vissuti da Blondi come presumilmente potrebbe fare una creatura della sua specie: non sulla base di quanto si sa o si deduce da ragionamenti, ma su quello che ispirano i sensi ed il proprio istinto. Un mondo fatto di odori, colori, luci ed ombre, ma anche paura, piacere, eccitazione e scoramento. Nel secondo pezzo Eva Braun, ritratta come una ragazza romantica ed ingenua, appassionata e devota, ci parla della sua storia d'amore che si realizza pienamente solo col matrimonio celebrato nel bunker di Berlino, poco prima del suicidio di coppia con Hitler. Il terzo pezzo si discosta dagli altri perchè la situazione principale resta molto sullo sfondo di un dialogo pacato tra Magda Goebbels ed Hitler, in cui la donna ci appare totalmente convinta degli ideali ed i valori del Reich, tanto da apparire come una vera e propria ispiratrice ideale per lo stesso Fuhrer. Il gioco però assume i colori ironici della commedia perchè le teorie della razza e della superiorità o inferiorità degli esseri umani viene trattata attraverso le suggestioni dal film animato di Biancaneve e i sette nani e i personaggi, animali umanizzati, di Walt Disney. I tre lavori di Sgorbani sono accompagnati ed arricchiti dall'ottima prefazione di Roberto Canziani, e dagli interventi di Renzo Martinelli, Federica Fracassi e Francesca Garolla.

Innamorate dello spavento
Blondi, Eva, Magda e lo spavento
di Massimo Sgorbani
Titivillus 2013
Pagg. 141 € 13,00
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Conversazioni con Testori di Luca Doninelli Stampa E-mail

Pubblicato una prima volta nel 1993, l'anno della morte, questo testo ci ripropone la figura, emblematica ed insieme enigmatica, di Giovanni Testori riletta, anzi concretamente rivissuta, attraverso il rapporto anche di amicizia e non solo intellettuale con Luca Doninelli, molto bravo nell'organizzare i suoi ricordi in forma di solo apparente intervista, ma in realtà di conversazione che vira al racconto delle e verso le radici profonde di una reciprocità quasi più psicologica che artistica o estetica.
Racconto dunque, o anche racconti di un eretico che, eclettico come pochi e capace di transitare dalla pittura alla narrativa ed in primis alla drammaturgia, ha saputo rintracciare e ritracciare nell'arte la sua inusuale sincerità trasfigurando così, ma mai occultando, il suo profondo e spesso contraddittorio rapporto con la vita e la storia.
Giovanni Testori è stato uomo dalle scelte spesso difficili ma sempre di verità, a partire da quelle personali ed esistenziali come l'omosessualità angosciosamente intrecciata con una ineludibile relazione con la sua fede profonda, scelte che in un certo qual modo l'arte ha consentito e organizzato dando ad esse concretezza di ragione e di sentimento.
Doninelli riesce a dare al lettore ragione di un percorso complesso che vede nel recupero dei legami più vicini e profondi, la famiglia e le origini esteticamente percepiti nel nome dei luoghi, quasi un culto, la forza e la capacità di reggere l'impatto con un mondo ed una storia quasi sempre ostile e contrapposta.
Giovanni Testori ci appare dunque come un “candido” che fa della verità verso sé stesso, quindi della sincerità, il termine di paragone con il mondo pagandone spesso uno scotto anche pesante, ed in questo può essere accostato ad un altro grande eretico della sua generazione, per storia esistenziale e talora anche artistica, a quel Pier Paolo Pasolini che ben più tragicamente pagò il suo essere altro e non compromissorio.
Un bel libro, utile a capire l'arte e la drammaturgia nella sua evoluzione contemporanea, ma utile soprattutto, attraverso quella, a capire noi stessi.

Scheda di Maria Dolores Pesce

Conversazioni con Testori
di Luca Doninelli
Silvana 2012
Pagg. 176 € 15,00
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Cronache venete di Paolo Puppa Stampa E-mail

Paolo Puppa è ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Venezia e, come tale, autorevole saggista di noti volumi sulla storia del teatro, ma è anche un interessante autore di testi, che talvolta interpreta in prima persona, che sono stati spesso rappresentati, tradotti e pubblicati. Il libro che presento, edito da Titivillus, raccoglie una collezione di dodici monologhi caratterizzati da un filo rosso originale: miti antichi nel veneto di oggi. Cronache venete ci rivela come gli antichi personaggi delle storie archetipiche, possono perfettamente abitare i nostri tempi. Figure metaforiche ma estremamente vive che mostrano tutta la loro attualità, ancor più che la loro possibilità di attualizzazione, vivendo i conflitti, le contraddizioni, le miserie e l'immaginario di noi contemporanei. La fusione tra mito e quotidiano avviene subito, brutalmente, con i titoli dei pezzi: Menippo a Montebelluna, Tersite a Piazzale Roma, Onan ad Auronzo, Filemone al cimitero di Cortina e così via. Nella forma del racconto rivolto al pubblico o in quello rivolto ad un invisibile interlocutore, nella forma di una narrazione o infine in uno stile epistolare, i dodici pezzi ci mostrano profonde caratteristiche umane di oggi che probabilmente sono anche quelle di sempre. Esperienze e pensieri raccapriccianti o semplicemente intime, a volte inconfessabili e altre condivisibili, in tutti i casi mai banali anche se spesso prossime a chiunque di noi. Linguaggi semplici ma solo in alcuni casi "parlati". Pezzi comunque molto godibili e quasi tutti ad alto grado di teatrabilità. L'introduzione, corposa ed approfondita, è di Gerardo Guccini. Lo consiglio.

Cronache venete
di Paolo Puppa
Titivillus 2012
Pagg. 123 € 11,00
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