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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Familiae di Tindaro Granata

Tindaro Granata è una delle belle sorprese del teatro italiano degli ultimi anni. Classe 1978, ha cominciato la sua carriera di attore a Roma e poi Milano, ed ha ottenuto un clamoroso successo nel 2011 come attore solista e drammaturgo in Antrpolaroid, il primo dei tre testi pubblicati in questa raccolta edita da Cue press. Gli altri due lavori sono: Invidiatemi come io ho invidiato voi del 2013, altra convincente affermazione sia con la critica che con il pubblico, e Geppetto e Geppetto, che ha debuttato in questa stagione. Il volume connota i tre lavori come una trilogia familiare, ed infatti si tratta proprio di tre storie di famiglia anche se molto diverse tra loro per personaggi, situazioni e risvolti tematici. In Antropolaroid, di cui ci siamo occupati sia segnalando la drammaturgia che recensendo lo spettacolo, Granata racconta, interpretando tutti i personaggi, la storia della sua famiglia, tra azione e racconto, tra lingua italiana e siciliana. Anche del secondo lavoro, Invidiatemi come io ho invidiato voi, ci siamo occupati della messa in scena. Si tratta di un testo che riprende molto fedelmente un caso di pedofilia realmente accaduto, dai risvolti raccapriccianti. In ultimo, Geppetto e Geppetto, anche questo da poco recensito, è la storia di una coppia omosessuale e soprattutto del loro figlio ottenuto con la cosiddetta pratica dell'utero in affitto. Tema scottante dal punto di vista sociale ed etico affrontato in modo da renderlo integrato con il senso dell'esistenza individuale e della ricerca della felicità. Tre lavori importanti e di un certo livello drammaturgico, che hanno ottenuto diversi riconoscimenti ed attenzioni. La pubblicazione è introdotta dalla prefazione di Damiano Pignedoli e chiusa dalla postfazione di Carmelo Rifici.

Familiae.
Antropolaroid, invidiatemi come io ho invidiato voi, Geppetto e Geppetto
di Tindaro Granata
Cue press 2015
112 pagg. € 12,99

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Tre pièces di Sigitas Parulskis

Titivillus raccoglie in questo volume una scelta significativa di tre drammaturgie di Sigitas Parulskis, giornalista, saggista, drammaturgo e poeta Lituano. Si tratta di tre pezzi scritti tra il 1997 e il 2006, pubblicati in ordine cronologico, che vantano numerose rappresentazioni e traduzioni. Va detto prima di tutto che l'autore, nato nel 1965, fa parte di quella generazione di Lituani che sono cresciuti all'interno dello stato Sovietico e sono diventati adulti durante e dopo il crollo dell'impero comunista. Il primo dramma "P.S. fascicolo O.K.", scritto dopo pochi anni dall'indipendenza Lituana, porta un titolo criptico che solo in parte fa riferimento all'argomento dell'opera, ma sopratutto è formato dalle iniziali dell'autore (P.S.) e da quelle del regista Oskaras Korsunuovas che ha messo in scena questo e molti dei testi di Parulskis. Al di là della situazione realistica, l'indagine di un omicidio avvenuto all'interno di una scuola, questa drammaturgia non ha nulla di realistico a cominciare dai dialoghi per finire nello sviluppo dell'azione e passando per i numerosi personaggi. In una visione d'insieme sembra di osservare le macerie prodotte da un terremoto devastante, dove la polvere fa solo intravedere i movimenti dei sopravvisuti che animano la scena con azioni spesso difficilmente comprensibili o logiche, dove le tracce degli edifici crollati mostrano quello che erano e possono solo far immaginare ciò che diverranno dopo la ricostruzione. Un commissario indaga su quello che si capirà essere un caso di parricidio, senza però che ci sia un cadavere e dove il colpevole assume aspetti diversi e mutevoli. Al di là dell'immagine del tutto personale, se c'è una metafora che emerge da questo lavoro ricchissimo di sfaccettature poetiche e grottesche, questa è sicuramente da riferire all'esperienza di una generazione di ventenni che all'improvviso hanno visto disintegrarsi il mondo granitico in cui erano nati e cresciuti per affacciarsi ad un altro del tutto sconosciuto, in cui però è subito nata la consapevolezza di una grande colpa: quella dei padri che non avevano mai fatto nulla per ribellarsi. Il secondo lavoro, "Solitudine a due" del 2001, si presenta sicuramente con una progressione narrativa più concreta, composto da diversi quadri in cui si assiste a diverse situazioni vissute da una coppia. Anche qui il realismo delle situazioni si stempera nel linguaggio ma soprattutto nei diversi piani narrativi: quello del dialogo, quello dei pensieri, e quello del racconto, attraverso cui vengono presentate le vicende e i due personaggi. Protagonista assolua è comunque la solitudine, intesa sia come isolamento dagli altri che come impossibilità di comunicare. Il terzo dramma "Il traghettatore" del 2006, è la storia, tra sogno e realtà, dell'ultimo giorno di vita di un uomo a cui è stata annunciata l'inevitabile morte per una grave malattia. La peripezia del protagonista, portato in luoghi diversi dal traghettatore (un tassista) e presso vari personaggi, tutti fortemente simbolici, è vivace e talvolta comica, ricca di spunti e situazioni varie e curiose. L'attenta prefazione al volume è firmata da Graziano Graziani.

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Tre pièces
P.S. fascicolo O.K. - Solitudine a due - Il traghettatore
di Sigitas Parulskis
Titivillus 2015
201 pagg. € 13,00

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La scoperta di nuovi sensi di Lorenzo Mango

Lorenzo Mango, professore ordinario di teatro presso l'università L'Orientale di Napoli, affronta in questa pubblicazione uno degli aspetti forse meno conosciuti e probabilmente più controversi, del fenomeno futurista. Il tattilismo, questo il tema centrale del saggio di Mango, è infatti un aspetto che, pur già presente nell'idea iniziale di teatro totale proclamata da Marinetti nel suo manifesto del 1909 e negli scritti successivi, viene approfondito e rilanciato come una nuova frontiera avanguardistica dal manifesto del 1921. L'incipit del nuovo manifesto tattilista sintetizza e spiega con lucidità folgorante, la ragione di questo nuovo proclama artistico: "Punto e a capo". Dopo dodici anni di futurismo era necessario fare un bilancio, a parere di Marinetti ampiamente positivo, visto lo scardinamento delle vecchie logiche artistiche e spettacolari e le contaminazioni evidenti e diffuse delle teorizzazioni del movimento,  ma soprattutto era anche urgente cominciare un nuovo discorso o meglio, approfondire l'aspetto che a Marinetti sembrava più importante.  Nel saggio di Mango risulta chiaro come questo lancio del Tattilismo non abbia avuto negli anni successivi conseguenze così importanti come lo ebbero i vari spunti del manifesto futurista e che molti studiosi non considerano molto significativa questa "seconda vita" del movimento marinettiano. Nonostante l'indubbio interesse che anche l'approfondimento del Tattilismo ha offerto ed offre agli artisti ed agli intellettuali, il manifesto del 1921 sembra più un tentativo di ricreare quell'energia rivoluzionaria che gli allora giovanotti di massimo trent'anni avevano profuso nell'avvio dell'esperienza Futurista. E questo Marinetti ultra quarantenne, vittima dei suoi stessi proclami giovanilistici del primo manifesto, appare come un "vecchietto" che tenta di rispolverare le vecchie energie, o come si direbbe oggi tenta di riciclarsi come nuovo. Eppure il volume documenta, anche con il corredo dei vari scritti teorici e di tre drammaturgie brevi di Marinetti, la consistenza dell'approfondimento sul tema del tattilismo che, nonostante le opinioni controverse sulla sua rilevanza, appare comunque un aspetto degno di considerazione e di studio al pari degli aspetti più noti e "genuini" del più importante movimento d'avanguardia Italiano del secolo passato.

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La scoperta di nuovi sensi
il tattilismo futurista
di Lorenzo Mango
Cue press 2015
75 pagg. € 18,99

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