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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Il testo e la scena. Il teatro di Edoardo Erba di M.D.Pesce

Come scrive lo stesso Edoardo Erba alla fine di questo saggio in una sorta di postfazione, mentre introduce la drammaturgia pubblicata alla fine del volume: "Spero sempre che un critico, uno studioso, dica sul mio lavoro qualcosa che non ho capito. Me lo illumini, perchè per me un lavoro, anche quando l'ho finito, rimane sempre un po' misterioso. Dolores Pesce, in questo saggio, c'è riuscita molto bene. Leggendolo ho avuto l'impressione che qualcuno finalmente mi spiegasse quello che per tanti anni ho fatto inconsapevolmente". Merita dunque l'attenzione dei lettori questa analisi profonda e appassionata della lunga carriera drammaturgica di Erba. Maria Dolores Pesce prende in mano tutti i suoi testi scritti e andati in scena, in ordine cronologico, dal debutto ai giorni nostri, portandoci al loro interno e nelle pieghe più o meno nascoste di commedie ricche di risvolti significativi, inquietanti, talvolta sorprendenti. Dopo un'introduzione che è una specie di microstoria della drammaturgia europea negli ultimi secoli "Tra avanguardia e letteratura", l'autrice racconta la storia professionale di Edoardo Erba attraverso la sua produzione drammatica, con ampie citazioni dai testi stessi e da recensioni agli spettacoli. Come già detto il volume si chiude con una bella drammaturgia inedita di Erba, "L'onesto fantasma", presentata dallo stesso autore. Una pubblicazione importante e stimolante, che "illumina", non solo nel senso di spiegarlo ma anche nel senso di esaltarlo, il lavoro di uno dei più interessanti drammaturghi del nostro tempo.

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Il testo e la scena. Il teatro di Edoardo Erba
di Maria Dolores Pesce
Editoria e Spettacolo 2022
pagg. 302 € 20,00

 

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Scrivere una commedia di successo in dieci passi di Ombretta De Biase

Sembrano ormai molto lontani i tempi in cui in Italia non esistevano corsi di scrittura teatrale e le pubblicazioni su questa disciplina provenivano tutte dall'estero. Fortunatamente i tempi stanno cambiando: di corsi e laboratori oggi se ne trovano parecchi e negli ultimi mesi sono usciti alcuni interessanti manuali di cui mi sono occupato recentemente in questa rubrica. L'ultimo in ordine di uscita è scritto da Ombretta De Biase, niente affatto nuova a questo tipo di proposte essendo un'esperta pedagoga, oltre che affermata drammaturga e regista. Il titolo del manuale, per la verità un po' troppo ambizioso, viene poi parzialmente disatteso dalle attente spiegazioni della docente che, con linguaggio semplice ed efficace, ricco di esempi colti dalla drammaturgia classica e contemporanea (non solo teatrale) guida l'aspirante drammaturgo nell'affascinante mondo delle "leggi" essenziali della scrittura per il teatro. E qui la drammaturga esperta, pur non lesinando consigli e "trucchi del mestiere", disattende parzialmente il titolo, dicevo, perchè mette in guardia dalle facili illusioni: il mestiere di drammaturgo, avverte la De Biase, è tutt'altro che facile e non bastano poche regole e una storia azzeccata per avere successo. Così come in altri manuali di questo genere le "lezioni" vengono sempre accompagnate da spunti per esercitazioni pratiche ma soprattutto, caratteristica decisamente apprezzabile, vengono riportati numerosi brani di testi presi a riferimento che, evidenziando le diverse implementazioni della teoria drammatica, fungono anche da prezioso stimolo a ciò che ritengo la cosa più importante per imparare a scrivere bene: la lettura di ciò che funziona (ma anche di ciò che non funziona). Il manuale si chiude con una sintetica ma interessante panoramica sull'evoluzione della drammaturgia e del teatro degli ultimi secoli e da un'utile bibliografia.

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Scrivere una commedia di successo in dieci passi
di Ombretta De Biase
Streetlib 2021
131 pagg. € 11,99

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Teatro di Fulvio Tomizza

È uscito già da qualche tempo per la collana “ripercorsi” di Editoria e Spettacolo ma la sua attualità si è come rinnovata in questo presente storico che, per le note tragiche notizie di guerra, ci ha fatto riportare lo sguardo al cosiddetto secolo breve, che invece è forse fin troppo lungo nei suoi esiti, e a quel confine orientale dell'Italia europea che è tornato a mostrarsi minaccioso e anche oscuro. Un confine fatto di incomprensioni e tragiche contrapposizioni, etniche e linguistiche, che hanno scardinato il mito di una mitteleuropa confusa, forse, ma profondamente meticciata e fusa. Fulvio Tomizza, istriano che ha attraversato la vecchia Jugoslavia per radicarsi infine nella Trieste tornata testardamente italiana, è letterato la cui sensibilità quel confine ha rappresentato, anche  perché da quel confine è stato, generazionalmente ed esistenzialmente attraversato. Riproporre il suo teatro, lui che è ricordato soprattutto come narratore e romanziere (di confine appunto), è frutto della volontà rimarchevole di recuperare quel tratto della sua letteratura che meglio si impasta di quelle storie, amalgamandosi quasi con la terra che le produce e le persone che quella terra hanno calpestato, nella concretezza della scena che rende nuovamente viva ogni narrazione. Una storia tra l'altro, la sua, che si lega e confonde con quella di uno dei primi teatri stabili italiani, lo Stabile di Trieste (ora del Friuli Venezia Giulia) fondato in quel 1954 in cui terminò l'occupazione della città. Un teatro dunque anch'esso di confine e consapevolmente custode di quel legame alla sua lingua e alla sua cultura che fa di ogni uomo una presenza consapevole. Il volume, curato da Paolo Quazzolo e aperto da un suo bel saggio che tratteggia con efficacia contesto storico e poetica drammaturgica, comprende sia testi editi e rappresentati che testi inediti o mai rappresentati, offrendo un quadro esauriente dell'attività del letterato istriano, scomparso nel 1999. Un testo interessante anche per la qualità di quelle scritture drammaturgiche, purtroppo spesso dimenticate come tante di quel periodo e che meriterebbero una rinnovata attenzione.

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Teatro di Fulvio Tomizza
a cura di Paolo Quazzolo
Editoria e Spettacolo 2019 
pagg. 488 € 25,00

 

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