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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

A cura di Marcello Isidori



L'archivio Andres Neumann di Maria Fedi Stampa E-mail

In questo spazio ho scritto di moltissime pubblicazioni di storia del teatro. Storie di spettacoli, di compagnie, di drammaturghi, attori e registi, di periodi, movimenti e tendenze. Anche in questo volume si parla di storia teatrale ma da un punto di vista del tutto originale. Ricostruire la storia di festival e spettacoli dal punto di vista del produttore/organizzatore, fa scoprire aspetti certamente molto diversi da quelli artistici ma altrettanto importanti. Andres Neumann è stato per molti anni uno dei più importanti produttori ed organizzatori del nuovo teatro a livello internazionale e grazie alla sua attività molti spettacoli simbolo della fine del secolo scorso hanno potuto vedere la luce o trovare distribuzioni importanti. A partire dalla prolifica collaborazione col Festival di Nancy, che divenne a cavallo degli anni 60 e l'inizio del decennio successivo una straordinaria vetrina per i gruppi più innovativi di quegli anni, Neumann riesce a ripetere un'iniziativa simile in Toscana grazie alla nascita del circuito Teatro regionale toscano ed all'esperienza del Teatro Rondò di Bacco a Firenze, che diventa nel cuore degli anni 70, un importante fulcro per la sperimentazione teatrale e uno dei crocevia del teatro sperimentale non solo italiano ma internazionale. E la vocazione internazionale di Neumann si consolida definitivamente con la creazione della Casa di produzione Andres Neumann international, che dal 1978 al 2000 non solo porterà in Italia spettacoli storici come il Mahabharata di Peter Brook, La classe morta di Tadeusz Kantor, Palermo Palermo di Pina Bausch, ma "esporterà" all'estero Dario Fo e Vittorio Gassman. Il racconto di queste esperienze così importanti è ricostruito grazie alla documentazione dell'archivio del produttore, vastissima raccolta di locandine, programmi, foto di scena, di cui una selezione pubblicata in questo libro, ma anche di lettere e telegrammi che mettono in primo piano il complesso lavoro, spesso alle prese con nodi burocratici e politici di difficile soluzione, dell'organizzatore teatrale. Maria Fedi, dottore di ricerca presso l'Università di Firenze, ha potuto curare questa pubblicazione grazie all'esperienza, non ancora conclusa, nel progetto accedemico "Memorie digitali dello spettacolo contemporaneo in Toscana 1970-2010", di cui l'archivio Andres Neumann donato al Funaro di Pistoia, rappresenta una parte fondante del progetto. La pubblicazione comprende anche la testimonianza di Giada Petrone che ha seguito l'organizzazione dell'Archivio, ed una selezione di schede catalografiche esemplificative dei contenuti documentari dell'archivio stesso.

L'archivio Andres Neumann
memorie dello spettacolo contemporaneo
di Maria Fedi
Titivillus 2013
Pagg. 240 € 16,00
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Il nuovo teatro in Italia 1968-1975 di Salvatore Margiotta Stampa E-mail

Seconda tappa del progetto di Lorenzo Mango sull'evoluzione storica del Nuovo teatro in Italia di cui già mi sono occupato in occasione dell'uscita del primo volume. Questo saggio è curato da Salvatore Margiotta, ricercatore, saggista e redattore di Acting archives review. Come recita il titolo il perido analizzato è inquadrato chiaramente all'interno degli anni che, dal punto di vista socio-culturale, hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione e che, nel caso del mondo teatrale, sono stati caratterizzati dal consolidamento di fenomeni nati nel decennio precedente. Si parte dalla fine del primo volume, cioè da quel Convegno di Ivrea in cui le variegate esperienze del nascente nuovo teatro hanno tentato di incanalarsi in un movimento più coordinato, organizzato e strutturato. Il parziale fallimento dell'esperienza non ha impedito comunque, soprattutto a posteriori, di identificare con essa un punto di arrivo e insieme di partenza per lo sviluppo storico del fenomeno. Il volume affronta il racconto del periodo seguendo le esperienze dei gruppi considerati più significativi narrando gli spettacoli prodotti e suddividendo il periodo in tre tappe estetiche importanti: il teatro politico coincidente col movimento del 68 e degli anni immediatamente successivi, il teatro sperimentale e infine il teatro immagine. In questa parte del saggio gli spettacoli presi in considerazione sono quelli di gruppi quali: Gran teatro, Gruppoteatro, Teatro Esse, Il gruppo Orsoline 15, Camion, Il gruppo di Nanni-Kustermann, Gruppo altro, Leo e Perla, Remondi e Caporossi, Il carrozzone, I meta-virtuali, La maschera, Luca Ronconi, Carmelo Bene ed altri. Accanto al racconto degli spettacoli l'esperienza di primi significativi tentativi, da parte del "teatro ufficiale", di sdoganamento del nuovo teatro attraverso l'organizzazione di rassegne e vetrine (soprattutto da parte dell'ETI) e di co-produzioni con teatri stabili. Ma in questi anni continua comunque il fenomeno delle cantine e dei piccoli teatri dove le compagnie di più lunga esperienza trovano casa per le loro produzioni e per ospitare gruppi più giovani. La terza parte del volume si occupa del mondo della critica di fronte al fenomeno ormai riconosciuto dagli organi di stampa specializzata e da un pubblico in via di espansione. La pubblicazione è arricchita da una bella raccolta di foto di scena di alcuni spettacoli raccontati nel saggio.

Il nuovo teatro in Italia 1968-1975
di Salvatore Margiotta
Titivillus 2013
Pagg. 472 € 20,00
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Innamorate dello spavento di Massimo Sgorbani Stampa E-mail

Innamorate dello spavento è un progetto drammaturgico ideato e realizzato da Federica Fracassi, Renzo Martinelli e Massimo Sgorbani. Più che di una trilogia di testi si tratta di un'unica drammaturgia in tre parti, due monologhi e un dialogo. La situazione è la stessa, diversi i personaggi ed i punti di vista. Le protagoniste sono tre "femmine" innamorate appunto dello spavento cioè Adolf Hitler. Come ad esempio accade ne "L'insostenibile leggerezza dell'essere" gli stessi episodi, gli ultimi mesi di vita di Hitler e quindi del III Reich, vengono raccontati e vissuti dai tre personaggi, ognuno con la propria sensibilità, il proprio carattere, i propri pensieri. Nel primo pezzo, a mio parere il migliore, è Blondi, la cagna di Hitler, a parlare. In questo pezzo Sgorbani riesce con grande sensibilità e mestiere a introdurci nel mondo fatto di percezioni sensoriali di un cane. Gli avvenimenti vengono vissuti da Blondi come presumilmente potrebbe fare una creatura della sua specie: non sulla base di quanto si sa o si deduce da ragionamenti, ma su quello che ispirano i sensi ed il proprio istinto. Un mondo fatto di odori, colori, luci ed ombre, ma anche paura, piacere, eccitazione e scoramento. Nel secondo pezzo Eva Braun, ritratta come una ragazza romantica ed ingenua, appassionata e devota, ci parla della sua storia d'amore che si realizza pienamente solo col matrimonio celebrato nel bunker di Berlino, poco prima del suicidio di coppia con Hitler. Il terzo pezzo si discosta dagli altri perchè la situazione principale resta molto sullo sfondo di un dialogo pacato tra Magda Goebbels ed Hitler, in cui la donna ci appare totalmente convinta degli ideali ed i valori del Reich, tanto da apparire come una vera e propria ispiratrice ideale per lo stesso Fuhrer. Il gioco però assume i colori ironici della commedia perchè le teorie della razza e della superiorità o inferiorità degli esseri umani viene trattata attraverso le suggestioni dal film animato di Biancaneve e i sette nani e i personaggi, animali umanizzati, di Walt Disney. I tre lavori di Sgorbani sono accompagnati ed arricchiti dall'ottima prefazione di Roberto Canziani, e dagli interventi di Renzo Martinelli, Federica Fracassi e Francesca Garolla.

Innamorate dello spavento
Blondi, Eva, Magda e lo spavento
di Massimo Sgorbani
Titivillus 2013
Pagg. 141 € 13,00
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