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I libri del mese

Per la segnalazione in questa rubrica inviare esclusivamente libri di teatro o drammaturgia a
Associazione Dramma.it - Via dei Monti di Pietralata 193/c 00157 Roma

Maratona di New York e altri testi di Edoardo Erba

MARATONA DI NEW YORK E ALTRI TESTI
di Edoardo Erba
Ubulibri, pp. 184, euro 16,50

E’ la prima raccolta antologica di testi teatrali dello scrittore lombardo. Contiene cinque lavori scritti nello spazio di un decennio, dal 1991 di Maratona di New York al 2002 di Senza Hitler e quindi si può ritenere esauriente, anche se non esaustiva poiché qualcuno, come me, potrebbe lamentare l’assenza di un testo interessante come Vizio di Famiglia. La raccolta, al di là di personali considerazioni, appare comunque sufficiente a che ogni lettore sia in grado di percepire un filo rosso unificatore nelle, o meglio al di sotto delle, scritture di Edoardo Erba e di rintracciare, quindi, una sorta di ipotesi insieme poetica e drammaturgica, se non esistenziale, intorno alla quale le singole “storie” sono costruite. Si badi bene, ogni racconto o vicenda, ogni singola drammaturgia conserva sempre una sua indubbia originalità che è il frutto di una grande facilità anzi, pur in sottotraccia, spontaneità della scrittura di Edoardo Erba. È una spontaneità che si intravede, o pervade la cura quasi maniacale per la struttura testuale, costruita spingendo all’estremo gli elementi di descrizione fin quasi ad una iper-realtà che si ribalta suo malgrado nella allusione e nella suggestione. Ciò che importa è che, al di sotto dei testi, si legge una struttura drammatica univoca, un denominatore ripetuto in cui la volontà di controllare e interpretare situazioni e vicende che si mettono in moto, sono messe in moto quasi per forza propria, viene appunto ribaltata dall’irrompere nella vicenda di un elemento di sorpresa, attorno al quale, peraltro, l’intera vicenda drammaturgica pare essere stata sin da subito costruita. Questo potrà essere la morte già avvenuta eppure ancora inconsapevole e inaspettata, o un improbabile disastro ecologico che dà sostanza ad un sogno, ovvero l’improbabile presidente che rovescia una ordinaria catena di comando, o un mostro antropofago che ridona la vita a chi vive da sempre morto, oppure un ignobile ma banale rapporto sado-maso proiettato ed esaltato sullo sfondo di dimensioni parallele. Il lettore, mi auguro con suo piacere, ritroverà e scoprirà nei singoli lavori di questo bel libro le nostre misteriose anticipazioni ma, ne sono certa, non avrò rovinato il gusto della scoperta perché, mi sembra, l’abilità dell’autore sta proprio nel far apparire queste “sorprese” come quanto di più adeguato e naturale possa accadere alle sue storie e ai suoi personaggi. È un libro che si legge con molto piacere, pur essendo una raccolta di testi teatrali, poichè l’attenzione di Edoardo Erba per la sua scrittura, per il linguaggio, che dà veste letteraria ad una koinè molto diffusa soprattutto al nord e tra le generazioni più giovani riscattandola da una stretta veste asettica e televisiva, rende la stessa lettura una sorta di anticipazione della messa in scena, quasi volesse risolvere in essa proprio la stessa messa in scena. Ma è anche una raccolta di testi di cui si intuisce la possibilità di una forte resa teatrale che ne possa completare il senso innervandola, e darle sangue proiettandola proprio nelle tre dimensioni della scena. Il libro è corredato dalla introduzione di Franco Quadri che, lo dico a titolo di ultima notazione, sente il bisogno di difendersi da accuse di tradimento per aver sostenuto un autore che rivendica primaria importanza al testo. Questo è il segno che forse anche i nuovi autori e drammaturghi come Edoardo Erba non sono così lontani dalle innovazioni delle post-avanguardie.
Maria Dolores Pesce

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Edoardo Sanguineti e il teatro di Maria Dolores Pesce

Edoardo Sanguineti e il teatro
La poetica del travestimento
di Maria Dolores Pesce
Edizioni dell’Orso, pp. 168, euro 16,00

Il saggio di Maria Dolores Pesce esamina in modo analitico e rigoroso le singole produzioni drammaturgiche di Edoardo Sanguineti evidenziandone il loro organizzarsi in una poetica organicamente strutturata. Partendo dalla prima raccolta in versi Laborintus (1956), passando attraverso l’esperienza del Gruppo 63 e soffermandosi sull’analisi testuale dei primi lavori - K (1959), Passaggio (1961-1962), Traumdeutung (1964), Protocollo (1968), Storie Naturali (1971) – il saggio prosegue poi nella disamina dell’attività di traduttore-travestitore di Sanguineti (testi per il teatro tra cui: Le Baccanti di Euripide, Fedra di Seneca, Edipo Tiranno di Sofocle, I Sette contro Tebe di Eschilo, Don Giovanni di Molière, Il Cerchio del Gesso del Caucaso di Brecht), per approdare all’elaborazione del poema ariostesco, l’Orlando Furioso (1968), considerato dall’autrice “uno snodo fondamentale nella drammaturgia di Sanguineti” in quanto giungono “a maturazione, e piena consapevolezza gli elementi chiave, più caratteristici ed originali, di ciò che è definito Travestimento”. Una poetica che Sanguineti esprime attraverso “l’uso di un linguaggio che non ha nessuna ambizione, anzi cerca di prendere tutte le distanze da una mimesi di tipo naturalistico. Cercavo un tipo di dialogo e comunicazione che sotto apparenze di una relativa quotidianità però si allontanasse da questa sorta di comunicazione ‘ingenua’ del rifare la vita sulla scena. Cosa che poi mi ha condotto a spingere in questa direzione più fortemente in seguito, cercando di costruire anche delle opera non fondate sul colloquio, in cui i personaggi o le voci siano numerosi ma viene meno il colloquio”. Una drammaturgia in cui – sottolinea l’autrice - “la parola è vissuta come vera e propria presenza scenica, che, come un attore, occupa la scena e all’interno di questa si muove, travestita, appunto, come un attore. Perché – dice Sanguineti - : «La Voce è corpo»”. Negli anni ’80 l’esperienza verbale dei travestimenti per la rappresentazione si sviluppa attraverso le committenze Faust. Un travestimento (1985) realizzato per la compagnia “Alfred Jarry” di Marialuisa e Mario Santella e Commedia dell’Inferno (1988) per la compagnia di Federico Tiezzi. Mentre nella seconda metà degli anni ’90, l’attività drammaturgica di Sanguineti è caratterizzata dalla collaborazione con il giovane musicista Andrea Liberovici che vede la produzione degli spettacoli Rap (1996), Sonetto (1997), Macbeth Remix (1999), Sei Personaggi.com (2000) in cui si accentua la “attenzione e valorizzazione del suono, nella doppia accezione di fonesi e di musica, e nella loro reciproca influenza e mescolanza”. Gli ultimi capitoli del saggio affrontano, nello specifico, le considerazioni di Sanguineti sul rapporto testo-musica, la più recente delle opere teatrali, L’amore delle tre melarance (2000) da Carlo Gozzi, e l’influenza che “l’esperienza ed elaborazione sanguinetiana […] ha avuto sulla evoluzione del teatro italiano degli ultimi decenni, sia in direzione della cosiddetta neo o post avanguardia, sia nei confronti di una nuova drammaturgia con caratteristiche […] più spiccatamente letterarie”. Il volume è corredato da un’introduzione di Luigi Gozzi e da un’intervista dell’autrice a Edoardo Sanguineti.
Maximilian La Monica

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