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Il destino degli zingari

Massimo Nicoli

Ci fu un concetto che attir la mia attenzione in modo particolare: l'estraneit degli zingari nei confronti della guerra. Essendo un popolo nomade essi non hanno mai avuto confini da difendere o da espandere. Altra caratteristica di questa cultura, molto attinente al teatro, la tradizione orale che si manifesta nell'abilit a narrare le storie. Purtroppo questa tradizione va scomparendo anche per loro, fagocitata dalla televisione, moderno strumento di colonizzazione. Del resto la societ industriale ha snaturato gli zingari. Fra loro c'erano abili artigiani: riparavano pentole e botti, confezionavano cesti, lavoravano il legno, allevavano cavalli, ma la produzione in serie e l'avvento della societ dei consumi hanno tolto competitivit ai loro prodotti e reso impossibile vivere di questi mestieri. Cos, oggi, per tanti zingari che non hanno voluto rinunciare al nomadismo, non rimasto che l'accattonaggio quale unica fonte di guadagno. Comunque pregiudizi e luoghi comuni hanno accompagnato da sempre gli zingari: dal medioevo fino allo sterminio compiuto durante la seconda guerra mondiale. Partendo da questi elementi ho voluto raccontare questa storia, fatta di vicende di vita quotidiana, ambientata in un accampamento zingaro, in un periodo in cui gli zingari non avevano ancora perso del tutto la loro identit. Le storie dei singoli personaggi si fondono concorrendo a formare la grande storia degli zingari, con tutte le sue contraddizioni ma anche con tutta la sua carica di umanit. Ci troviamo nel periodo che vede l'inizio della seconda guerra mondiale. Gli eventi costringono una kumpania di zingari a scappare in continuazione. Tranne Bruman e Ghiannis, gli uomini si sono dati alla macchia per evitare di venire reclutati. Ritroviamo questo gruppo di zingari all'indomani di uno dei tanti trasferimenti. Conosciamo cos la storia di Bruman, burbero capo dell'accampamento e di Ambra sua saggia moglie, ispirata ed affabulatrice e delle loro figlie: Homi la pi grandicella e Vassilissa, ingenua e credulona; quella della vanitosa e spregiudicata Maruska e di Ulla che si sono lasciate affascinare e corrompere dal mondo dei gag (i non zingari); della mite Zulmiria che si ritrova a dirimere una vecchia questione dopo molti anni che non incontrava Ulla, di Anastasia l'esperta e saggia "Guaritrice", della stravagante e sognatrice Rena che appare chiusa in un mondo tutto suo, delle giovani Milena e Zaira e di Ghiannis. Quest'ultimo il personaggio che rispecchiail tema che percorre l'intera vicenda. Infatti l'irrequieto Ghiannis ha imparato a leggere e scrivere e vorrebbe che anche gli altri ne capissero l'importanza. Egli alla ricerca di un' identit che solo la conoscenza della storia e delle origini di un popolo pu fornire. Non tollera che gli zingari non sappiano nulla del loro passato. Vuol comprendere meglio gli zingari per farli conoscere ai gag, affinch questi ultimi non li rifiutino e imparino a rispettarli. Capisce che scrivere pu servire a immortalare la loro storia, le loro tradizioni e per questo comincia a tenere un diario. Ma la natura zingara sempre andata nella direzione opposta e gli eventi sembrano darle ragione, ancora una volta a discapito della rabbia e della volont di Ghiannis. L'ultima scena riaccende un barlume di speranza: qualcuno ha raccolto l'eredit di Ghiannis e si impegner per portarla a compimento.

dramma

italiano

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