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Cappuccetto Rosso e il Principe Azzurro

Massimo Nicoli

Una non fiaba nella fiaba. Un racconto che richiama echi di fiabe quali quella di Cappuccetto Rosso o di Cenerentola ma anche di tutte le fiabe e dell’importanza che ci sia qualcuno che le racconta perché dall’altra parte “ci sarà sempre un bambino disposto ad ascoltarle”. Ma anche una storia vera, ambientata nella realtà, ricca di gioco, di ottimismo e di divertimento. Magdalena è una donna libera piena di vita, di fantasia, con tanta voglia di scherzare, di giocare, di sognare, che, come un bambino, ha conservato la capacità di stupirsi delle piccole cose. E’ una donna povera ma tanto ricca di umanità, di curiosità, di voglia di vivere. Ha un sogno: incontrare un giorno il suo Principe Azzurro. Dalla baracca in cui vive, ai margini di una discarica, vede i treni passare e si diverte a fare un gioco: conta le carrozze e poi al numero delle carrozze associa un’azione. Per questo motivo inizia a raccontare la storia di Cappuccetto Rosso, a modo suo, giocando e scherzando. Si diverte un mondo e ancor di più quando compare Lupo, un uomo povero anche lui come lei. Magdalena lo coinvolge subito nella narrazione con giochi, scherzi , filastrocche, una caccia alle scarpe; divide volentieri un torsolo di mela e una carota. Lupo non conosce molto bene la fiaba e questo crea nuove situazioni caotiche e divertenti. Magdalena gli racconta persino del suo sogno e delle carrozze che conta ogni giorno. Nasce un rapporto di amicizia e simpatia con quell’amico all’apparenza un po’ “tontolotto”, tanto buono ma che pare abbia qualcosa da nascondere. Fino al colpo di scena finale e, come accade nelle migliori fiabe, al lieto fine. La fiaba così finisce o avrà inizio una nuova fiaba?
Cappuccetto Rosso e il Principe Azzurro è anche una storia sulla solidarietà e sull’accettazione dell’altro per come è e non per come appare. La discarica assume il significato della vita dove si accumulano cose e i treni sono come le vicende che passano, vanno e vengono; finché un giorno un treno si ferma proprio lì e allora qualcosa cambia nella nostra vita.
La fiaba di Cappuccetto Rosso, conosciuta da chiunque, consente di poter giocare le mille variazioni, dimenticanze, reticenze, più o meno volute, di creare quel caos creativo dentro cui il bambino si ritrova appieno. Magdalena gioca e si diverte come loro e Lupo vive i loro impacci e le loro difficoltà creando una duplice possibilità di identificazione.

teatro ragazzi

italiano

2010

1

Da 31 a 60 minuti

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1

no

si