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La cintura di Ippolita

Maria Letizia Compatangelo

Ippolita guarda le costellazioni nel cielo intorno alla luna. È la sua debolezza, avrebbe voluto averne una tutta per sé, come Orione. Fuma e si inalbera facilmente. Per esempio quando ripensa a Teseo, o quando si sente chiamare “amazzone”, cioè senza un seno: loro, le sacerdotesse della Grande Madre, tette da tutte le parti, ma andiamo!!! Eppure è stanca, desidera soltanto poter finalmente scomparire, non essere più. Ha avuto dei buoni momenti durante il suo regno, un’età dell’oro durata millenni… Ma adesso è finita, il potere è nelle mani degli uomini. È andata così. - Qual è stato l’errore? Aver derogato alle regole antiche? Essere diventate simili a loro? È stata la pietà? … O l’amore? Ma perché non poter almeno morire! Perché deve restare imprigionata con fantasmi della mente come Amleto e Otello e Orlando, addobbata come il personaggio di una farsa grottesca, mentre lei invece è vera, ed è viva?!!

dramma

italiano

2000

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Da 31 a 60 minuti

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Monologo vincitore Premio teatrale Inner Wheel 2000

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