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I Nastri

Salvino Lorefice

Tratto dal romanzo L’Incisione di Giorgio De Simone

Stefano Levanzo, il protagonista de I NASTRI, sbarca a New York per ideare, come esperto, un programma sullo Spirito per una televisione americana, incalzato per questo da Martha Ross. Costretto da un incidente a restare nel suo albergo, Levanzo vorrebbe vedere Tom, suo figlio, che ha vent'anni e che non conosce perché aveva lasciato gli Stati Uniti prima che nascesse. Duranta la sua permanenza, Levanzo decide di incidere al registratore e parla rivolgendosi proprio a suo figlio: gli parla e confessa le sue colpe segrete. Ed ecco che sui nastri magnetici, come sulle tavole di un palcoscenico che riapre il sipario dopo venti anni, entrano i personaggi che Levanzo ha frequentato e poi lasciato: la giovane moglie, i genitori, il suocero artista... Mentre la moglie aspetta un figlio, Levanzo lascia improvvisamente New York e torna in Italia. Quindi divorzia, si annulla: una rinuncia alla vita di cui può fornire spiegazione soltanto il Levanzo di oggi, immobilizzato in una camera d'albergo, in rivolta contro lo Spirito. Quei nastri diventano poi elemento importante per l’intera vicenda, per Martha Ross, che li fa diventare un programma televisivo, e per stefano Levanzo stesso che, dopo il colpo di scena finale, li va a cestinare, ormai inutili. Ho tratto questo copione dal romanzo L’Incisione, di Giorgio De Simone (Rizzoli, 1981). Per la riduzione teatrale ho avuto l'autorizzazione dell'autore.

commedia

italiano

1984

2

Da 91 a 120 minuti

5

5

2

2

si

Segnalata al premio VALLECORSI per il teatro - 1985, Pistoia

si