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Uno, due, op-la'!

Guido Ferrarini

Uno, Due, Op-l! tutto contenuto nel suo titolo. Due personaggi, di cui UNO in scena fin dall'inizio, mentre DUE arriva poco dopo da un'apertura nella parete di fondo, trascinato in scena da UNO, mediante una robusta fune che li lega, li congiunge (e fin qui tutto facile) per un appuntamento "assolutamente inevita-bile" (pare), fra due "esseri umani" per i quali il gioco del disprezzo e dell'incomprensione si fa ben presto scontro feroce e crudele. UNO e DUE esprimono violenza e depressione in una specie di rapporto sadomasochistico; essi litigano, cantano, si esaltano, commentano, per lo pi a vuoto; sono "motori in folle" che ruggiscono soltanto la loro rabbia e la loro impotenza fino al colpo di scena finale. L'autore dichiara esplicitamente il suo debito a Samuel Beckett, Harold Pinter, Eugne Jonesco, Eduardo De Filippo e, per certe venature panico-cerimoniali, a Femando Arrabal ai quali si largamente e profondamento ispirato.

commedia

italiano

1992

1

2

2

0

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no

si