Giacomo Vallozza

ha manifestato l'interesse per il teatro da giovanissimo, interpretando ruoli di protagonista in drammi di carattere storico e politico (dell'area vestina) in una compagnia di Loreto Aprutino (PE), "il GRAF", di cui è stato anche regista. Ha in seguito perfezionati i suoi studi con Danilo Volponi, attore e regista, diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"; è entrato a far parte quindi del "Piccolo teatro La città" diretto da Volponi con cui ha rappresentato "La vedova Scaltra" (Stagione teatrale della società del teatro e della musica, Anno 1984-85) La mandragola (Stagione teatrale della società del teatro e della musica, Anno 1985-86). Fonda quindi una propria compagnia, il collettivo teatrale "la finestra" di cui dirige tutti gli spettacoli allestiti: "Un sorso di terra" di Heinrich Boll (Bratisalva 1988), "Pelleas e Melisande" di Maurice Maeterlink (Pescara 1989), "l'Orso e il Canto del cigno" di Anton Cechoc, 1990 ecc., riscuotendo successo i pubblico e di critica. Inizia quindi una specializzazione con vari registi e attori: con Silvio Castiglioni, stage sulla maschera e sull’improvvisazione (Città S.Angelo 1993), con il dramateatro diretto da Claudio Di Scanno (Endzeit discorso sulla fine del tempo, Festival di sant'Arcangelo di Romagna, 1994), laboratorio di regia con Lech Raczak (Mondaino – RI – 1998), laboratorio sulla maschera diretto da Eugenio Allegri (Palena – CH – 1998). Nel 1996 ha fondato una nuova Compagnia, Il teatro del Paradosso che dirige tutt'ora con cui ha allestito vari spettacoli ancora in cartellone: Uomini e bestie, elementi di un sacrificio espunti dalle Novelle della Pescara di Gabriele d'Annunzio (1997), Habeas animam, l'avventura di un uomo libero , sulla vita e le opere di Ignazio Silone 1998), Le tentazioni di Sant'Antonio spettacolo di strada (2000), Il Pifferaio magico (2001) e L'isola del tesoro (2004) spettacoli per ragazzi. Salva con nome per tre attori e un intruso, volo libero sulla traietttoria della lotta armata. Sciopero, una storia di Zopito. 
Ha collaborato con varie compagnie abruzzesi e non: Florian–Proposta di Pescara (partecipando a quasi tutti gli spettacoli diretti da Gianmarco Montesano e Walter Manfrè fra cui "Visita ai parenti" (Salisburgo 1998), "Le confessioni" (Pescara 1999), "Così è se vi pare" (Pescara 2003), Kazak "Parma 2000) ecc. I Guardiani dell'OCa diretta da Zenone Benedetto e Stefano Angelucci, e Abruzo tu.cu.r. diretta da Guglielmo Ferraiola, il teatro del Krak diretto da Antonio Tucci, la compagnia dell'Atto di Roma diretta da Walter Manfrè, l'EKA ensemble di Piotr Lakert e Valentina Chiola, il Teatro dei Colori diretto da Gabriele Ciaccia, Il teatro Stabile abruzzese, sotto la guida di vari registi. Ha recitato in spettacoli con Giuseppe Pambieri (Manthonè, 2001) , Piero di Iorio (Le confessioni 2000), Milla Sannoner (l'isola della dottoressa Mouerau, Mittelfest 2000). Svolge inoltre intensa attività laboratoriale e di docenza nelle scuole e in centri di varia natura. Parallelamente alla professione teatrale Giacomo Vallozza ha sempre amato la scrittura, sia in quanto connessa all’esperienza teatrale, sia in quanto tale. 
Ha scritto per il teatro: La terra dei cuori, favola per il Gran Sasso. 
Habeas animam, vita di un uomo libero Ignazio Silone. 
Ha effettuato le seguenti riduzioni drammaturgiche:
L'isola del tesoro, dall’omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson. 
Il pifferaio magico, dall’omonimo romanzo di Robert Browning
Il nome della rosa, dall’omonimo romanzo di Umberto Eco. 
Il vessillo britannico, dall’omonimo romanzo di Imre Kertesz. 
E’ stato redattore del trimestrale Culiunde, rivolto principalmente all’area vestina.