IL DRAMMA DEL MESE
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Anatomia della morte di... è
stato uno dei
Sette
spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000
concorso bandito dal Teatro di Roma. Questa la motivazione:
Nello stile
dell'inchiesta, della ricerca di una parvenza di verità, del processo
indiziario, questo testo analizza problemi, situazioni, malesseri,
solitudini del mondo giovanile. Interessa l'uso non banale e non
convenzionale del personal computer, utilizzato non solo per proprio uso ma
anche per la comunicazione interpersonale; interessa lo sguardo attento sul
mondo giovanile, un mondo che qui parla in prima persona, sottraendosi agli
sguardi paternalistici con i quali generalmente viene osservato dal mondo
degli adulti.
ANATOMIA DELLA MORTE
DI… |
Note dell'autore: Anatomia della morte
di… rappresenta un grido strozzato in gola, una richiesta d’attenzione
per le storie che, pur non partendo da una periferia, cercano di
raccontare degradi interiori di piccole persone di scarso interesse. Tutto
si svolge in un teatro fatto di parole ma anche di tecnologie, che però
non disarcionano il verbo. La parola che, quando tenta di raccontare cose
in cui ci si possa riconoscere, quando cerca di smascherare una o più
verità sulla triste condizione umana, resta il ‘quinto elemento’ di
comando della situazione drammatica. E poi la velocità, il ritmo, la
scansione di tempi aggressivi, la scelta di tematiche forti. Perché il
mondo sta andando allo sfascio. Nuove tecnologie, nuove intelligenze, il
computer come estensione del cervello, internet come estensione del
computer, il teatro come massima estensione di tutto. Perché è la vita.
Quella che cambia in continuazione quella che ti schiaccia per terra,
quella che ti fa svegliare a quarant’anni e ti fa pensare che tu sei un
fallito… Borghesi, piccoli, inutili, ma forse non colpevoli. O forse
sì. La colpa è un concetto superato. E il computer corre e va a cercare
le ragioni, le motivazioni, le assolute mancanze che hanno portato un
ragazzo, un altro ragazzo, a dire "Oggi è l’ultima volta che
vivo". Così è stata la nostra vita, piena di non lo so, di come sto
male, di superficialità banali ed a volte inconsapevoli. Perché Daniele
si è ammazzato? Perché abbiamo sempre bisogno di confessare tutto?
Perché almeno una persona deve sapere. E
allora un consiglio: qualunque cose facciate, qualunque terribile atto
decidiate di commettere, non parlatene mai con nessuno, ognuno ha
perlomeno una persona di cui si fida, e sarà la vostra fine, il segreto
sarà sulla bocca di tutti, come il rossetto di quella puttana, quella
mora, bella, colombiana da cui tutti dovreste andare prima o poi, il suo
nome è Jennifer… |