La battaglia di Roma
è stato
finalista al Premio Dante Cappelletti 2005 e presentato in forma di studio
al Teatro Valle di Roma. Il debutto nazionale avverrà dall'8 al 14 maggio
al Teatro Furio Camillo di Roma Produzione Associazione Racconti teatrali.
Con Pierpaolo Palladino, musiche di Pino Cangialosi
eseguite dal vivo da Pino Cangialosi tastiere e fagotto, da Benedetto Biondo tromba,
da Giovanna Famulari violoncello, da Rodolfo Lamorgese percussioni.
Collaborazione alla regia MariaTeresa Pintus e Roberto Silvestri.
Dal verbale della giuria
Premio Dante Cappelletti 2005:
La battaglia di Roma di Pierpaolo Palladino notato per il suo racconto sulla Resistenza antifascista, a Roma, oggi quanto mai necessario. Una trascrizione epica di episodi profondamente umani, cui l’autore e attore aggiunge una solida presenza nel costante confronto con la partitura musicale.
Di cosa parla
Il 10 settembre 1943, due giorni dopo l'armistizio,
fu combattuta a Roma la più grossa battaglia sul suolo nazionale tra l'esercito regolare italiano e le armate tedesche.
Carabinieri, Bersaglieri e Granatieri, di stanza nella capitale, si ritrovarono da soli ad affrontare la reazione degli ex alleati comandati da Kesserling e desiderosi di vendicarsi del tradimento italiano.
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Presentazione
dell'autore
“Come fò mò io a spiegà lo stroligà de la capoccia li straveri dell’anima quanno li minuti che passaveno ereno macigni de Sisifo e tutti guardavamio all’imbocco de via Ostiense come ar fiume de Caronte: erimo lì sospesi, tra la croce de San Pietro e er martirio de San Paolo, potendo passà a la storia o scomparì ner burone de la guera: quinnici secoli che Roma nun veniva conquistata dar sud, quinnici secoli e toccava proprio a noi difennela? Tu vedi la scalogna!”.
In scena un attore solo, che racconta una storia da lui scritta in versi. Versi liberi, a dire il vero, ispirati dalla struttura stessa del romanesco, per rievocare una giornata emblematica, il 10 settembre 1943, due giorni dopo l’armistizio, quando fu combattuta a Roma la più grossa battaglia sul suolo nazionale tra l’esercito regolare italiano e le armate tedesche. Carabinieri, Bersaglieri e Granatieri, di stanza nella capitale, si ritrovarono da soli ad affrontare la reazione degli ex alleati comandati da Kesserling e desiderosi di vendicarsi del tradimento italiano. I fatti storici e i sogni privati dei compagni d'arme sono rievocati in questo testo/racconto, partendo dalla descrizione delle strade bombardate dagli americani fino al luogo della battaglia, che ebbe il suo epicentro davanti alla porta di San Paolo. Una galleria di volti del popolo e dei soldati, di volta in volta smarriti o coraggiosi, in un vortice di vita e morte come solo in guerra, in questa come in qualsiasi altra, si è costretti ad affrontare. Una battaglia che segnò l’inizio della resistenza romana, dalla cui esperienza nacque il primo germe della seconda rivoluzione istituzionale della città: dal Papa Re alla monarchia Sabauda la prima, e dalla monarchia Sabauda alla Repubblica italiana la seconda.
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